Marta la sarta. 11 domande all’autrice, Valentina Di Cesare

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Valentina Di Cesare ha scritto per un lungo periodo per L’Undici, la sua scrittura era precisa e fresca. Spesso parlava di personaggi ed eventi della sua terra l’Abruzzo. Poi ha smesso di contribuire come redattrice e si è dedicata alle sue grandi passioni: la musica, con il gruppo Olotropica http://www.lundici.it/2014/11/intervista-agli-olotropica-percorsi-passione-e-musica-di-una-band-indipendente/ e la scrittura narrativa. 

In questo libro, che si legge con piacere, che a volte strappa una risata altre una piccola commozione, sempre facendoti riflettere, c’è dentro tutto. Sembra concepito come un concept album, dove gli 11 capitoli possono essere canzoni, che piacciono gustandole tutte di seguito, ma anche leggendole in ordine sparso, perchè vivono bene anche come racconti indipendenti.
Però le storie, i personaggi sembrano essere senza tempo, grazie alla scrittura non contemporanea in maniera esaperata. Il libro potrebbe essere stato scritto da una vecchia zia per la ricercatezza delle sfumature oppure da una bambina, per l’immediatezza delle immagini evocative. E ci viene facile immedesimarsi in luoghi, situazioni e personaggi, perchè sembra che, pagina dopo pagina, capitolo per capitolo, personaggio dopo personaggio, si parli un po’ anche di ognuno dei lettori.

Un po' Valentina di cesare, un po' Marta la sarta.

Un po’ Valentina di cesare, un po’ Marta la sarta.

Marta la sarta, di Valentina Di Cesare, edizioni Tabula fati, 2014. 11 domande all’uatrice

1 – Marta la sarta è il tuo primo libro? hai scritto altro?
Sto scrivendo il secondo romanzo, una raccolta di racconti e un racconto lungo.

2 – Perchè scrivi? E per chi?
Scrivo per ricordare le persone: quelle che ho amato, quelle che mi hanno ferita, quelle che mi hanno fatto crescere, che mi hanno fatto ridere, ma anche quelle che non hanno fatto nulla di tutto ciò. E poi scrivo perchè ho bisogno di credere in qualcosa.

3 – La tua scrittura è molto interessante: la storia e i personaggi sembrano essere senza tempo. A me ha ricordato Marcovaldo di Calvino. Quali letture ti hanno ispirato?
Marcovaldo, insieme al Signor Palomar, è sempre stato uno dei miei libri preferiti, e in generale Calvino è un autore che amo molto.
Non credo però di essermi ispirata a qualche opera in particolare anche perchè non sarei mai stata all’altezza.

4 – Personalmente se posso indicare un limite al tuo libro è che sembra una raccolta di racconti più che un romanzo. Per quale motivo hai fatto questa scelta?
Beh, in tal caso mi lusingherebbe molto avere il limite di aver scritto una raccolta di racconti. La scelta di scrivere Marta la sarta in questo modo era obbligata. Non ha un inizio nè una fine ben precisa, ma è un insieme di episodi della sua vita, è una storia semplice che insegna la straordinarietà del quotidiano. 

5 – Sai cucire, hai mai lavorato in una merceria?
Non so cucire, al massimo so rimettere qualche bottone ma le mercerie mi hanno da sempre affascinata.

6 – Marta ti assomiglia?
Marta somiglia ad ognuno di noi. Marta è quel che ogni essere umano potrebbe essere se si sforzasse di ascoltare di più e sentenziare di meno.

7 – Marta ha un segreto. E Valentina?
Ne ho pochissimi, forse un paio; ma in compenso rimarranno tali.

8 . Il tuo romanzo contiene una morale, semplice ma profonda. Si presterebbe secondo me ad essere letto da ragazzi delle medie o delle prime classi delle superiori. Sei d’accordo con me? Sai che sia piaciuto ai ragazzini?
E’ piaciuto molto ai ragazzi, in molte scuole è stato adottato come lettura; i giovani hanno apprezzato la comicità di alcuni episodi e la semplicità del linguaggio.

9 – La storia è piena di personaggi curiosi, di cui Marta sembra sempre invitata a farsi carico. A quale ti sei più affezionata? Prevedi altre pagine con la nostra Marta come protagonista.
Sono affezionata a tutti in maniera diversa. In particolare posso dire che ho voluto particolarmente bene a Dan, a Gaetano e a Nando. Certo che sì, Marta tornerà tra qualche anno.

10 – Tu canti e scrivi. Quale delle due cose ti sembra più imprescindibile?
Le due dipendono l’una dall’altra, non saprei dirti se una è più importante. Ma forse scrivere mi rende meno agitata, se non  altro perchè quando lo faccio sono sola e io amo molto la solitudine.

11 – Se dovessi chiedere che il libro venga letto con sottofondo musicale, quale brano o album consiglieresti? Io ho pensato un po’ anche a Lucio Dalla di “Com’è profondo il mare” ma anche a Rino gaetano.
La scelta di Lucio Dalla mi piace, la tengo…E se posso aggiungo “Le rondini”, sempre sua…Buon ascolto e buona lettura!

Il libro è dedicato ai nonni, il mio personaggio preferito è il cugino Gaetano.  Grazie Valentina dell’intervista.

 

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