L’invidia, sentimento inconfessabile e distruttivo: è possibile trasformarlo in qualcosa di positivo?

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L’invidia verso gli altri è quel sentimento che si prova quando qualcuno che riteniamo essere al nostro stesso livello, se non a uno inferiore, possiede un bene o ha delle qualità che noi vorremmo, ma non abbiamo.

Insomma, è il desiderio frustrato di ciò che non si è riuscito a raggiungere e che altri invece hanno ottenuto: la collega meno brava che riceve un aumento, il vicino che compra un’automobile nuova, l’amica più magra o semplicemente più felice di te.

Bisogna assolutamente distinguerla dalla gelosia, che è un’emozione legata all’amore e si basa sulla pulsione a tenere ciò che amiamo tutto per noi.
L’invidia al contrario è un sentimento basato sulla distruttività; non potendo possedere le caratteristiche ambite dell’altro, se ne desidera la distruzione; chi è roso dall’invidia è addirittura disposto a danneggiare se stesso, purché l’altro ne riceva un danno maggiore.invidia

Poiché è quasi impossibile riuscire ad ammettere di desiderare il male altrui, l’invidia è un sentimento inconfessabile e per questo si tende a viverlo in solitudine; un’emozione amara e strisciante, come una serpe velenosa, che s’insinua nell’animo di chi la prova, nascondendosi silenziosamente tra le pieghe della nostra coscienza, che per prima si rifiuta di percepirla pienamente. Così, al buio, l’invidia cresce e chi la cova non si rende conto che la causa di tanto odio non sta tanto nell’ingiustizia che sente di aver subito, ma nel malessere che si porta dentro. Da un punto di vista psicologico, infatti, l’invidia nasce dal senso d’impotenza rispetto alla vita che prova il soggetto; non sentendosi adeguato o sufficientemente efficace per ottenere quello che desidera, vuole distruggere la felicità altrui.

E’ un sentimento che nasce dalla prima infanzia anzi, secondo la psicologa Melanie Klein (pioniera degli studi nel campo della psicoanalisi infantile), potrebbe instaurarsi sin dai primi sei mesi di vita, quando il bambino è completamente dipendente dal seno della madre per soddisfare il suo bisogno di nutrimento: il neonato vorrebbe essere in grado di auto-nutrirsi, mentre necessita di qualcun altro per poterlo fare. Secondo la teoria della Klein il bambino, che ancora non ha sviluppato la capacità di rapportarsi alla figura materna nella sua interezza, sviluppa una fantasia in cui, se ha fame e la madre risponde al bisogno, immagina un seno buono che lo nutre. Se la mamma per qualche motivo non risponde alla richiesta, il bimbo ha la fantasia che ci sia un seno cattivo, che si nega e non gli dà il latte. La frustrazione provata dal neonato provoca l’insorgere dell’invidia: non vorrei dipendere da te e vorrei quello che tu hai e non mi dai, ma siccome non posso averlo sento il bisogno di distruggerlo. La nostra posizione esistenziale nei confronti della vita verrà dunque assunta in base all’andamento di questa situazione; se prevalgono le esperienze d’amore, il neonato proverà gratitudine e si formerà in maniera equilibrata, con una fiducia di base in se stesso e negli altri.

envy eyes
Anche a causa dell’impostazione attuale della nostra società, dove è la centralità dell’individuo a farla da padrona e non il gruppo, è molto difficile che, pur avendo avuto un’esperienza abbastanza positiva nell’infanzia, non ci si trovi a vivere momenti in cui l’invidia s’insinua dentro di noi. Come possiamo cogliere l’insorgere di questo sentimento e cercare di trasformarlo in qualcosa di positivo prima di ritrovarci come Iago nell’Otello?

Sicuramente ci sono dei segnali a cui possiamo prestare attenzione:

  1. Se si evita spesso di cooperare, sia in ambito personale sia professionale, forse è per non portare dei vantaggi a chi ci circonda.
  2. Quando sentiamo che c’è qualcosa in una persona che non ci piace, ma non riusciamo a definirne i motivi; spesso dietro a questa vaghezza si cela l’invidia.
  3. Una tendenza frequente a parlare male di qualcuno che guarda caso, ha realizzato qualcosa di successo o di attraente per noi.
  4. Il cercare di giustificare i nostri insuccessi rispetto ad altri, pensando che queste persone abbiano avuto dei privilegi che a noi non sono stati concessi.
  5. Tendere a sentirsi sempre “sfortunati e criticati”.

unicità
Una volta che l’invidia è stata riconosciuta dentro di noi, dobbiamo essere consapevoli che non è possibile cancellarla, ma che ci sono dei mezzi per poterla elaborare e gestire:

  1. Se invidiamo qualcuno per le sue eccellenze, la prima cosa da fare è guardare come sia riuscito ad arrivare al successo e poi attivare un processo di emulazione trasformando l’invidia distruttiva in invidia “positiva”. L’invidia positiva, infatti, può diventare uno stimolo e una motivazione all’auto-miglioramento.
  2. Cerchiamo di compensare il senso d’inferiorità che proviamo verso un altro, evocando e sottolineando quelle risorse personali per cui noi ci sentiamo adeguati o addirittura superiori rispetto alla persona invidiata: hai fatto la maratona di NY, mentre io non riesco ad alzarmi dal divano. In compenso tu ceni con i surgelati mentre io in cucina non ho rivali.
  3. Valorizziamoci pensando a ciò che possiamo fare grazie alle nostre capacità e conquistando qualcosa di personale; inutile e molto controproducente perdere tempo ed energia nel tentativo e nella speranza di distruggere qualcun altro.

In definitiva, la chiave per trasformare l’invidia in qualcosa di positivo per noi è riconoscerla e utilizzarla come stimolo a trovare delle possibili alternative, che risollevino la nostra autostima e riducano la sensazione di impotenza. Non dimenticando mai di amare noi stessi e di lottare per scoprire e preservare la nostra unicità.

“Tu sei il miglior te stesso, ma a voler essere un altro sarai sempre e semplicemente il miglior numero due” (L. Buscaglia).

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9 commentiCosa ne è stato scritto

  1. cristiana

    l’argomento è interessante ma trattato troppo superficialmente.L’invidioso non sa di esserlo ma ha comunque un piacere a comportarsi in un certo modo,e questo piacere risiede in tante modalità,una delle quali è la tendenza al perfezionismo ideale a cui lega una sensibilità così originale da farlo sentire speciale. Non si può comprendere questa cosa se ci si ferma in superficie o peggio ancora,se si guarda solo alle complicanze sociali,alle ricadute che un simile comportamento può causare…è un pò come se tra i molteplici aspetti dell’invidia ci si fermasse a trattare solo il più fastidioso per gli altri.Pare solo uno scritto difensivo,una sorta di consiglio che una persona di successo elargisce al suo peggiore detrattore …per la serie:se rosichi del mio successo puoi curarti,basta che cominci a riconoscere il mio valore

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    • Flavia Rodriguez

      Ciao Cristiana, sono d’accordo con te che l’argomento dell’invidia è molto vasto e questo scritto non poteva che trattarne una piccola parte. Ti voglio ringraziare del tuo commento; ci sono spunti interessanti, magari per un articolo futuro in cui si possano trattare ulteriori sfaccettature di questa emozione così complessa.

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      • cristiana

        Io mi occupo dello studio della personalità attraverso lo strumento dell’enneagramma…è grazie a questo che ho davvero compreso la complessità di questo e di altri modi di stare al mondo…e ho capito quanto poteva essere utile studiarlo per migliorare le relazioni ma soprattutto per migliorare me stessa…come una tappa di crescita,di evoluzione.

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        • Flavia Rodriguez

          Bellissimo quello che fai, complimenti. E comunque sono d’accordo con te, il miglioramento personale dovrebbe sempre essere la base di partenza! L’evoluzione e lo sviluppo di noi stessi, che poi si traduce in relazioni più positive e un modo migliore di stare al mondo, è ciò che da senso a questa vita, almeno per me :) Grazie ancora per avermi letto e per il tuo feedback.

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  2. Ornella

    Veramente brava nel descrivere e analizzare un sentimento così controverso ma soprattutto apprezzo molto l’abilità di Flavia nell’offrire lo spunto a trasformarlo in un elemento di forza!

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  3. Nico Grieco

    Brava Flavia! sei riuscita a sintentizzare e a mettere a disposizione di tutti la “conoscenza” del sentimento dell’invidia.

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  4. Leonardo

    ” Semplicemente ” illuminante.
    Mi sara’ utile cercare di mettere in pratica quei piccoli importanti consigli per vivere e viversi meglio.

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