Kerning Conference 2015: what lies beneath

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Kerning è quel termine inglese comune a molti grafici e tipografi (in italiano crenatura) che sta ad indicare il processo di aggiustamento dello spazio tra lettere, per rendere uniforme e visivamente corretto quel pieno-vuoto che si viene a formare tra una lettera e l’altra.Ed è proprio questo termine che dà il titolo ad un evento internazionale, ormai alla sua terza edizione, nella medievale città di Faenza (RA).

Dal 3 al 5 Giugno la cittadina romagnola ospiterà 8 speaker provenienti da tutto il mondo, 4 workshop e centinaia di typolover.

I workshop si terranno il 3 e 4 Giugno proponendo giornate di studio e approfondimento che vanno dal responsive design al libro d’artista. Tutte le info QUI. Venerdì 5 Giugno sarà dedicato alla conferenza completamente in lingua inglese  visto il contributo di 8 speaker internazionali d’eccellenza che si intervalleranno sul palco del Cinema Teatro Sarti nel cuore della città: Laura Worthington, Bruno Maag, Vitaly Friedman, Indra Kupferschmid, Tobias Frere-Jones, Nicholas Felton, Oliver Reichenstein e Marco Goran Romano che dalle 9:30 alle 18 condivideranno la loro conoscenza e pluripremiata esperienza indicando nuovi punti di vista e riflessioni per sperimentare, apprezzare e valutare il typeface design, lettering e font.

Kerning 2013

Kerning 2013

Ma veniamo ai creatori di questo evento, ai paladini del Kerning “avanti nel passato”; 4 ragazzi che hanno avuto l’idea e la lungimiranza di portare avanti il primo evento internazionale in Italia dedicato al carattere tipografico, in tutte le sue forme, dal web alla stampa alla scrittura a mano e che ho avuto il piacere di intervistare e di cui riporto di seguito le domande e risposte, in forma integrale, senza aggiustamenti e correzioni di forma o grammaticali, per non alterare l’unicità di ogni componente dell’organizzazione e a cui darò un nome da paladino del Kerning 2015 che si è dipinto nella mia mente intervistando persone di cui non ho visto il volto, ma solo web font e diverso approccio alla domanda.

ENRICO STRADAIOLI,  il lungo braccio della legge del grafico, ovvero “LO SPADACCINO”:

D: Cosa è Kerning Conference e come è nata l’idea di creare un evento internazionale – già alla 3° edizione – in una cittadina di provincia come Faenza?

R: Fullo – questo è il suo nome dalle superiori, dopo avermi coinvolto nel restyling di JS DAY, PHP DAY e GRUSP – l’associazione no profit nata nel 2002 che gestisce tutti questi eventi, KERNING compreso – mi propone, nel marzo 2012 di organizzare un evento che coinvolga coder e grafici.
Ero entusiasta, ma perplesso: “OK, facciamolo. E… di cosa parliamo?”
“Di font.” Per lui tutto era già ovvio e scontato.
“Ho anche il nome: KERNING!”
Mentre lo dice sorride; gli avevo spiegato cos’era la crenatura ai tempi in cui, per entrambi, non era più che una funzione del pannello “Type/Character” di Illustrator. Ancora più perplesso: “…a chi vuoi che gliene freghi?”
Mi pareva un tema interessante ma troppo ristretto, per pochi morbosi feticisti. A quanto pare, più di quelli che pensavo…
Ho insistito io per Faenza per motivi pratici e storici. Abitiamo qui, è piccola, ne conosciamo luoghi e persone. Tutto questo ci permette di organizzare l’evento in maniera agile. L’affitto di locali ha costi minori, senza contare che si è presentata una situazione più unica che rara: il Nuovo Cinema Teatro Sarti – dove si tiene la conferenza – condivide una corte interna con ben due tipografie; una moderna, la FAENTINA, ed una che ancora lavora con caratteri mobili e macchine di concezione di fine 1800, La Vecchia Stamperia.
“Il Paesone” ha un’importante storia di tipografia, calcografia e packaging. All’inizio del secolo scorso vi era un florido cenacolo di xilografi e acquafortisti che hanno prodotto tavole, poster, riviste e rarissimi libri d’artista. Negli anni Sessanta venivano prodotte le scatole della maggior parte della farmaceutica italiana che avevano gli stessi formati di quelle dei lucchetti della CISA. Poi vi sono aspetti secondari ma unici. Aspetti non valutati a tavolino in fase organizzativa ma che hanno fatto la differenza: il sapore di epoca Comunale che si respira a Faenza, in particolar modo ai primi di giugno, col Palio imminente. Può capitare di prendere il caffè al bar con a fianco due tipi in abiti del 1400. Per finire la piccola platea e le ridotte dimensioni del Centro storico, unite all’ottima enogastronomia locale, favoriscono le relazioni tra gli intervenuti: gli speaker non sono più rockstar irraggiungibili ma colleghi o commensali. Il maggiore supporto a livello locale ci è stato dato proprio da ristoratori e produttori vinicoli.

D: Enrico Stradaioli, grafico, illustratore e skater. Il mondo dello skate in questi ultimi anni si è sempre più interessato alla calligrafia e in generale alla tipografia. Puoi spiegarci il motivo, secondo te? Il tuo approccio da grafico/illustratore e skater al mondo calligrafico qual è?

R: Skater? Non so se l’avere i goccioloni agli occhi al solo sentire lo scorrere di cuscinetti sull’asfalto ne faccia di me ancora uno. Non giro più da 15 anni. Di certo lo skate mi ha cambiato la vita e non il guardaroba per una stagione. Faccio grafica perché ho amato questo sport, ho amato questo sport perché mi piacevano le sue grafiche quando, a metà degli anni’80, sono state la ventata più fresca, genuina ed irriverente in materia.
Suppongo che oggi questo mondo sia interessato a calligrafia e tipografia perché chi ne progetta l’immagine è meno naif di un tempo; una volta gli skater stessi disegnavano le proprie tavole o le abbozzavano per poi farle rifinire ad un amico con “un po’ più di mano”.
Oggi scelgono tra le linee proposte loro dalla casa-madre; forse solo i piccoli marchi riescono a mantenere una loro individualità. Ma suppongo si sia un pò tutti dentro ad un frame dal quale è difficile uscire. Mi sono interessato a font e calligrafia in maniera più sistematica di conseguenza a Kerning. Organizzando l’evento ogni giorno sbattevo la faccia contro mia ignoranza e superficialità in materia.
Oggi non è diverso, è solo aumentata la coscienza sulla mia non-conoscenza.

D: “What Lies Beneath”: perché avete scelto questo titolo per l’edizione 2015 del Kerning Conference? Cosa c’è sotto?

R: Il titolo è merito di Bea, che si può definire la vera e propria curatrice di questa edizione, visto che la maggior parte degli speaker e dei workshop li ha scelti e pensati lei, un non-più-grafico bensì un proto-agronomo.; io, fullo ed il Piac abbiamo solo smussato gli spigoli e pensato ad altri aspetti dell’organizzazione. “What lies beneath” proviene da una serie di letture ed interessi comuni che ci hanno accompagnato e si sono sviluppati di conseguenza al primo Kerning.
Aver scoperto luoghi come La Vecchia Stamperia o conosciuto certi calligrafi ha direzionato la nostra attenzione sulla manualità, la pratica e la dedizione di queste persone per le loro arti e mestieri. Capacità che si stanno perdendo e che racchiudono conoscenze alla base dei lavori ben fatti. In vista dei talk, abbiamo quindi chiesto a tutti gli speaker di riflettere su cosa rendesse migliore i loro lavori; quali fossero gli elementi, al di sotto della superficie visibile, in grado di fare la differenza. Qual’è il non visto che li rende unici.

D: Workshop che spaziano dal libro d’artista al responsive design: qualche anticipazione del programma dei workshop che si svolgeranno nei giorni 3 e 4 giugno?

R: http://2015.kerning.it/workshops.html

D: A chi si rivolge il Kerning Conference, chi è il partecipante tipo (se ne esiste uno in particolare), esiste un filo conduttore?

R: Coders, grafici, art directors.

D: Perchè partecipare al Kerning, in 11 parole?

R: Prendere coscienza di se, partendo dal proprio lavoro, come una volta.

FRANCESCO FULLONE, il nerd che non c’era, ovvero “L’ETEREO”:

D: Francesco Fullone ti definisci un “nerd” e “programmi” a 360°: lavori, scrivi e organizzi eventi per professionisti del web, developer e startupper quali PHPday e JSday. Come è nata la passione per la tipografia e la calligrafia, apparentemente agli antipodi del tuo lavoro e le tue passioni “geek”?

Risponde per lui Enrico Stradaioli,  il lungo braccio della legge del grafico, aka “LO SPADACCINO“:

R: Fullo è veramente un nerd, lo dimostra col suo impegno in questi giorni a Verona dove, quale presidente del GRUSP, sta seguendo lo svolgimento di JS DAY e PHP DAY, una 4giorni di full-immersion tra i coder più estremi di tutta Europa e non solo.

Francesco "fullo" Fullone

Francesco “fullo” Fullone

Fullo direbbe qualche cosa tipo:
“Più che una passione ho fatto di necessità virtù”.
Il web ha progressivamente acquisito una sua dignità ed indipendenza che inizialmente non aveva e che non lo metteva sullo stesso piano della carta stampata.
Si aspettava che il web ci stupisse con animazioni o effetti grafici.
Oggi consultare un sito per avere informazioni, di qualsiasi tipo, è cosa data per scontata. A questo punto, una buona impaginazione in griglia unita a dei e font che rendono il tutto più leggibile su qualunque device fanno la differenza.
Prendere parte ad alcuni dei workshop di letterpress che abbiamo organizzato nelle precedenti edizioni di KERNING è stato divertente e importante per la mia crescita professionale; ho sviluppato maggiore attenzione e senso del gusto per i font; conoscenze che riporto quotidianamente nel mio lavoro sul web.

MAURIZIO PIACENZA, l’illustratore milanese ovvero “IL SILENTE”:

D: Maurizio Piacenza, grafico e illustratore milanese, creatore del progetto “Letterpress is better: la stampa tipografica è viva e lascia il segno “, parlaci di te, del tuo progetto e di come sei giunto a Faenza.

R: Mi occupo di progetti per la comunicazione.
Appassionato di tipografia in tutte le sue forme – dalla stampa tipografica al type design, passando per il web – non posso fare a meno di carta e matita: inizio tutti i progetti così. Mi piacciono i dettagli progettuali, anche i più piccoli. E i taccuini: questo è uno dei motivi per cui ho ideato “Letterpress is better”.
Stampa tipografica e taccuini sono anche il motivo per cui ho incontrato Kerning. Mi è stato chiesto di progettare il taccuino per la prima edizione. Il secondo anno si sono aggiunte le caricature degli speaker e i badge della conferenza e quest’anno sono salito a bordo nell’organizzazione.

And LAST but not LEAST, BEATRICE BASSI, l’ex designer polemica, ovvero “LA BUCOLICA”:

D: Beatrice Bassi, unica rappresentanza femminile nell’organizzazione del Kerning Conference. In parte designer e in parte agronoma, un connubio davvero originale: raccontaci di te e di come sei diventata una typeLover.

R: Devo dire per correttezza che un designer non lo sono più e un’agronoma non lo sono ancora. Per quanto riguarda la rappresentanza femminile: sospetto di essere una quota rosa (vero Fullo? ;P) ma questa moda di contare i fiocchi rosa e quelli azzurri non la capisco. Trovo che siano proprio queste sottolineature a rendere ridicola ogni pretesa di parità di genere (al di la del fatto che il perseguire la parità sia giusto o sbagliato, su questo non ho ancora deciso). Da qualche tempo non penso sia saggio voler esprimere a tutti i costi la mia opinione, anche perchè grazie ai social è diventato lo sport nazionale. Tuttavia, dato che in questo caso la cosa mi è cascata sui piedi, lo trovo inevitabile e quindi non posso considerarlo superfluo.

Sono diventata una type lover per necessità lavorativa: dopo un po’ ti accorgi che la scelta del carattere tipografico non è semplicemente un dettaglio tra i tanti da curare (magari alla fine) ma lo scheletro che condiziona tutto il lavoro che andrai a fare. E così ti fai venire le occhiaie su internet cercando e confrontando caratteri; fai mattina tentando di capire perché un font sia migliore di un altro e cosa lo renda tale. Ora penso che la risposta sia: l’armonia.

Ma cos’è che da armonia a un font?
Non so come si crei un font armonico, ne vedo soltanto gli effetti: i font armonici sono quelli più leggibili, non sono invadenti, non stancano l’occhio, quasi non si fanno notare ma al contempo sono anche quelli con più “carattere”.

Ed ecco il perché del tema: “What lies beneath”.
Kerning per me è un’opportunità per invitare nella mia città i font designer dei miei caratteri preferiti e chiedergli: “Cosa c’è dietro a un buon carattere? Qual’è il metodo imparato in una vita? Quali sono le leggi di armonia?”

ps: se si porta all’estremo il tema di “what lies beneath” si arriva a interrogarsi sulle leggi di natura. Finisce così che passare dal design allo studio di matematica, fisica, chimica e botanica non sembra più un’idea così strampalata.

Un’organizzazione spumeggiante e variegata, quindi cosa aspettate, vi siete già iscritti al conference day e ai workshop?

Guardate QUI il video recap dello scorso Kerning 2014 e per info e iscrizioni, contattate e seguite QUI i paladini del Kerning 2015.

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Cosa ne è stato scritto

  1. kiki

    A leggere questa bella e polifonica intervista, mi è venuto in automatico in mente quello che una mano anonima aveva scritto sulla buchetta delle lettere della nostra casa di studenti: “more crazy than an English cow…”
    Anche il video è molto bello

    Rispondi

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