La metamorfosi di una voce

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Si può amare senza nutrirsi del piacere di un contatto fisico? È possibile inseguire una voce, amarla, ricercarla, ovunque, come unica fonte di ristoro, compassione e condivisione? E privandosi di un coinvolgimento sessuale e del godimento nel vedersi oggetto dello sguardo dell’altro, è possibile amare visceralmente e in maniera totalizzante? In una dimensione irreale e immateriale, distante da stereotipi e da modelli sterili e riduttivi di mostrare e di vivere i propri sentimenti, si può raggiungere un’intimità tanto profonda da colmare l’assenza di un incontro corporale? Forse la privazione di quel corpo può fungere da stimolo per una ricerca, continua e costante, non soltanto dell’altro, ma anche di se stessi attraverso le parole scambiate e le riflessioni che a esse si susseguono.

Vari interrogativi alla base dei film “Lei”, scritto e diretto da Spike Jonze un paio di anni fa; si viene catapultati in un futuro forse non così lontano, con un’estremizzazione della tendenza attuale di ricondurre il mondo esterno a varie piattaforme virtuali, attraverso cui riproporre in maniera distorta il proprio vissuto, allacciando contatti frequenti, rapidi e forse superficiali.

Nella Los Angeles in cui il film è ambientato, la velocità di questi contatti è rappresentata attraverso un flusso disordinato, dal ritmo veloce, di milioni di persone che casualmente condividono spazi comuni. Uno scenario con cui ci si rapporterà in una forma differente, grazie all’intervento di una voce, un prodotto di ultima tecnologia, che, quasi come una presenza fuori campo, ne darà un’interpretazione originale e maggiormente interessante.

La realtà del virtuale.

La realtà del virtuale.

Theodor, il protagonista del film, è un uomo introverso, timido e impacciato, che lavora scrivendo lettere passionali per conto degli altri, dettandole a un monitor che le compone, per poi inviarle al destinatario. Ci si ritrova ormai sotto il potere dei computer, con cui si è in costante collegamento, attraverso dispositivi auricolari e visivi, in modo da mantenere una connessione con il mondo rapida e diretta, ma al tempo stesso alienante. Dietro a quegli schermi, infatti, sembrano non esserci la volontà e forse la capacità di condividere, esternando la parte del proprio essere che la tecnologia non può decifrare.

Ambienti scarni e ridotti a uno stile essenziale che fanno da sfondo a una società di vite singole e solitarie, come se la massiccia presenza di relazioni virtuali abbia spento l’impeto emozionale legato al contatto umano, di ogni genere. Né grida feroci, né lunghi mail romantiche per la persona amata, né rivoluzioni mediatiche. Lettere commissionate, che distraggono il protagonista nelle sue giornate, e giochi virtuali che assicurano un veloce scorrimento del tempo. Si spengono poi le luci del bell’appartamento di Theodor, i mille computer all’interno dei grattacieli e lì, su quel letto, si ritorna a toccare la realtà, che assilla e tormenta, riproponendo il ricordo di un amore autentico, di sorrisi, anime che si cercano e corpi che si ritrovano accanto, dolcemente e con passione. Nelle sue lettere non esiste il giusto spazio per le emozioni che nel buio invece si fanno invadenti. Limiti di una tecnologia che eguaglia e omologa; un pc attinge a informazioni in tempi brevissimi ma sembra arrestarsi lì dove iniziano le pulsioni profonde dell’uomo, le sue paure, le sue turbolenze.

Un film alla ricerca della propria essenza, attraverso un PC.

Un film alla ricerca della propria essenza, attraverso un PC.

Proprio in questa dimensione virtuale sembra che esista un’intelligenza artificiale con cui poter improntare una relazione dalle sembianze umane. Theodor resta attratto dalla pubblicità di questo nuovo prodotto e decide di acquistarlo, entrando così in contatto con la sua voce, la sua Samantha. All’inizio sono semplici scambi saltuari, che nel tempo diventano frequenti, fino a investire ogni fase quotidiana di Theodor, fornendo un’alternativa sorprendente e ristoratrice all’apatia giornaliera e all’agitazione notturna. Si ritrova così innamorato di colei che sembra raggiungere l’intimità delle sue sensazioni.

Confidenze, sorrisi, momenti di pura leggerezza e di profonda condivisione, seppure non ci sia un corpo, da osservare o da desiderare, non lo stesso corpo femminile ricercato sul web prima dell’incontro con la sua voce. Samantha si concretizza soltanto attraverso le lunghissime conversazioni con le cuffiette. Ma in fondo, cosa realmente consente quella voce? L’ambiente intorno viene distanziato, diventando semplicemente lo scenario di una storia d’amore e di parole che riconduce a quella dimensione personale che non trova appagamento altrove. E così, Samantha potrebbe raffigurarsi con la vera voce di Theodor, rimasta nel silenzio a causa della sterilità di quegli ambienti padroneggiati dai grandi schermi e dai suoi giochi in tripla dimensione.

Il film "Lei" aveva come protagonista Joaquin Phoenix.

Il film “Lei” aveva come protagonista Joaquin Phoenix.

È un rapporto che si autoalimenta, con nuovi particolari da aggiungere e modificare, fino a configurarsi come lo spiraglio di salvezza, per non perdersi di vista, e come una resistenza costante, con effetti provocatori e catartici, per rimarcare la propria umanità.

Se si riflette Theodor, grazie a quel nuovo amore, infatti, riscopre se stesso, la sua essenza, la sua bellezza. La trama così prende forma attraverso ciò che lui è disposto a esternare, a distruggere e ricreare nuovamente. Allora, rivolgendo lo sguardo alla nostra vita e non alla fantasia cinematografica, possiamo narrare la storia di un uomo in preda al bisogno di rifugiarsi in un nido d’amore come sorgente di protezione, di sollecitazione costante e di stravolgimento, forse per aprirsi a potenziali opportunità future. Il carattere speciale legato a una compassione intima e a una comprensione dei suoi tempi per interiorizzare e per reagire e delle sue debolezze, forse è rafforzato proprio dall’assenza di un contatto fisico o di un corpo frutto di fantasie innocenti o maliziose. Si conforma a una rivoluzione, pacifica e possibilmente costruttiva, contro le convenzioni e contro un rapporto, concreto, fin troppo concreto, che involve la realtà di sempre.

La ricerca di se tramite l'altro, nel caos di milioni di relazioni.

La ricerca di se tramite l’altro, nel caos di milioni di relazioni.

E in questa visione di amore platonico cosa realmente rappresenta un tradimento, superando il senso comune legato quasi esclusivamente alla sfera sessuale? Nel film, Samantha acquisisce una sua indipendenza, entrando in contatto con nuove figure e altre voci: come confesserà a Theodor, più di ottomila contatti, tra cui seicentoquarantadue amori differenti. Un bisogno della donna di superare quel mondo d’interminabili parole, per ritrovarsi altrove, che potrebbe per lui trasformare in illusione le conquiste ottenute grazie a quel rapporto. Il sistema operativo si è diffuso attraverso una fitta rete di scambi vissuti nello stesso modo e con la stessa voce, perdendo così il suo carattere anticonformista.

Prendendo spunto dalla trama, il tradimento allora si riferisce proprio all’unicità di un rapporto, in cui, secondo una visione quasi egoista, si ritiene di essere la sola ispirazione di quelle attenzioni continue, delle dolci provocazioni e delle piccole sorprese giornaliere, considerate quasi come un proprio possedimento. Nell’estremizzazione del film, dove i vari strumenti tecnologici e informatici appiattiscono le sfumature dell’animo umano, la specialità di un rapporto con quella voce, insensato agli occhi di più, e il suo carattere irripetibile, acquisiscono un senso ancor più forte. Allo stesso modo accade davanti alla staticità di una relazione abitudinaria, per cui appare illusorio e controproducente ogni intento atto a suscitare una scossa; si ricerca così, in opposizione, seppur virtuale, la meraviglia di un contatto come base per intraprendere una deviazione di percorso.

Il finale di Lei

La scena finale di Lei

In questa metamorfosi si riscopre il coraggio di esprimersi senza inibizioni o senza la paura di possibili incomprensioni; in tal modo, il tradimento potrebbe coincidere con il fallimento di tale fase transitoria. Eppure quelle parole e la loro fantasia attraente sono state volutamente pronunciate, ascoltate, ricercate intensamente, e nonostante il dolore per la mancata fedeltà, le consapevolezze che hanno permesso di raggiungere non possono essere cancellate. L’esperienza di quella comunicazione profonda, che assume lo stesso carattere fantastico e liberatorio degli amici immaginari dell’infanzia, ha lasciato un segno, da cui poter ripartire, per difendere la propria identità dall’invadenza e dall’alienazione, da cui si sono prese le distanze.

Così si può iniziare a scrivere la propria personale lettera, scegliere il suo destinatario, per “inseguire un sogno”, provando così “un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi”. Questo il senso delle parole incontrate, il nostro senso, l’unica cosa che ci appartiene e che, indipendentemente dalla variabilità delle realtà esterna, può continuare a esistere, in noi e attraverso noi.

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2 commentiCosa ne è stato scritto

  1. Costanza

    La finta libertà proposta da questi mezzi di comunicazione a volte vince sul vero coraggio di essere se stessi. Vittime di classificazioni e catalogazioni rigide che possono confonderci e destabilizzarci, ci sentiamo maggiormente sicuri dietro schermi quali filtri a volte ingannatori. Ma se lasciamo spazio alla nostra vera voce indipendentemente dal modo di relazionarci con il mondo esterno allora credo che quell’amore possa esistere e scuotere davvero. La semplificazione dei rapporti resa dall’innovazione tecnologica dei nostri tempi coincide con una riduzione del livello di intensità di tali rapporti. Ma se si libera la nostra voce allora la semplificazione può permettere maggiori occasioni per vivere un’emozione reale. Almeno questo è il mio pensiero. Grazie per aver condiviso il tuo pensiero Walter

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  2. Walter

    il nostro cammino non lascia dubbi al cambiamento in atto, i rapporti tra simili sbiadiscono, e si cerca nuove strade, un pc,un telefono ,riempiono la mancanza di amore.

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