Il cinema va in vacanza: “Le vacanze del piccolo Nicolas”

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Forte del meritato successo di “Il piccolo Nicolas e i suoi genitori” torna in sala il protagonista dei romanzi per ragazzi di Goscinny, best seller in Francia da 50 anni. Il film è divertente e resta ad altezza di bambino, anche se, dando più spazio agli adulti, vira verso una comicità fin troppo scontata.

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Titolo originale: Les Vacances du Petit Nicolas
Genere: Comico, film con bambini
Regia: Laurent Tirard
Soggetto: dai libri per ragazzi creati da René Goscinny (uno degli inventori di Asterix) e Jean-Jacques Sempé
Sceneggiatura: Laurent Tirard e altri
Paese Produzione: Francia
Uscita Francia:
 9 luglio 2014
Uscita Italia: 16 aprile 2015

Interpreti:
Mathéo Boisselier: Nicolas
Valérie Lemercier: la madre di Nicolas
Kad Merad: il padre di Nicolas
Dominique Lavanant: la nonna di Nicolas
Luca Zingaretti: Massimo Maccini

Consigliato a: ai bambini che sognano le vacanze, a chi cerca comicità semplice ma non volgare, ai radical chic (che così possono farsi quattro risate con uno stupido film senza sentirsi in colpa, visto che è francese), ai fan di Montalbano
Sconsigliato a: a chi non sopporta i film con bambini, a chi non sopporta la comicità facile, a chi non sopporta il mare

le vacanze del piccolo nicolas zingarettiIl film comincia con la fine della scuola e l’inizio delle vacanze estive. Nicolas coi genitori e la nonna. Qui incontreranno altri bambini, vecchi compagni di scuola dei genitori, una bella turista tedesca e un regista (o produttore come dicono nel film) italiano interpretato dal nostro Montalbano Luca Zingaretti. Ogni personaggio è in realtà un semplice stereotipo bidimensionale, così la suocera russa, rompe le scatole e regala caramelle, la turista tedesca fa il bagno nuda e l’italiano è un marpione casinista. Anche i bambini non sfuggono alla semplice caratterizzazione e allora per forza ci sono quello che mangia di tutto, il piagnone, il saputello.

Il film insomma cerca la risata facile con gag scatologiche o sfruttando le tipiche situazioni che coinvolgono i bambini. Anche non sono rari i momenti in cui si ride, soprattutto da parte del pubblico più infantile, il trasformare il racconto in un semplice susseguirsi di gag prevedili denota carenza di idee in fase di scrittura. Vista la difficoltà a reggere l’intero film sulle spalle dei bambini, cosa che in “Il piccolo Nicolas e i suoi genitori” riusciva benissimo e ne faceva la forza del film, qui si sposta molto l’attenzione sui genitori e gli altri personaggi adulti facendo scivolare il film dalle parti della commedia più convenzionale con equivoci, quasi tradimenti ed esaltazione finale dei valori della famiglia.

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Un film a tratti divertente ma senza alcun tocco di originalità e povero nella realizzazione (colori pastello e macchine vintage per riprodurre gli anni sessanta, scene in spiaggia con una luce che mostra che non è stato girato in estate), si fa apprezzare come medio prodotto francese per ragazzi, cioè un film comico privato di ogni volgarità con uno sguardo ad altezza di bambino. In questo centra il bersaglio riuscendo a portare al cinema un pubblico che solitamente guarda solo cartoni animati o blockbuster americani. Un prodotto medio e non certo all’altezza dell’ottimo primo capitolo, questo film francese ci fa comunque riflettere sul fatto che, mentre le nostre commedie farcite di personaggi televisivi e di attori che ripetono se stessi, all’estero proprio non le prendono in considerazione, nel resto d’Europa si produce ancora qualcosa che non guarda solo al proprio ombelico.

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