“Home – A casa” Un tocco di originalità nel nuovo cartone targato Dreamworks

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Home è il tipico cartone animato prodotto dalla Dreamworks basato su una storia semplice, con una morale accessibile anche ai più piccoli e con al centro personaggi “carini”. Ma questa volta ci sono anche alcuni tratti originali e spunti divertenti anche per i più grandi.

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Titolo originale: Home
Genere: Animazione, avventura
Regia: Tim Johnson
Soggetto: dal romanzo per ragazzi “The True Meaning of Smekday” di Adam Rex
Sceneggiatura: Aline Brosh McKenna, Chris Weitz
Produzione: Dreamworks
Distribuzione: 20th Century Fox
Musiche: Joel McNeely, Rihanna
Uscita USA:
 27 marzo 2015
Uscita Italia: 26 marzo 2015

Voci originali:
Jim Parsons: Oh
Rihanna: Freccia ‘Tip’ Tucci
Jennifer Lopez: Lucy Tucci
Steve Martin: Capitano Smek

Consigliato a: ai telefono-dipendententi, ai pasticcioni, a chi è sempre a dieta, ai falsi magri
Sconsigliato a: ai precisini, ai palestrati, ai principi azzurri, agli invadenti

Home racconta la storia dei Boov, una razza aliena che, costretta ad abbandonare il proprio pianeta, invade più o meno pacificamente la terra. Il protagonista è l’alieno Oh, un simpatico combinaguai così chiamato perché gli altri quando lo vedono sospirano e cercano di evitarlo. L’incontro forzato con Tip, una ragazzina di colore  che deve ritrovare la madre, li porterà ad affrontare un viaggio che ha come meta niente meno che il salvataggio del pianeta.

La storia è un semplice racconto di formazione centrato più che sulla crescita della ragazzina, che già dall’inizio sa benissimo cavarsela da sola, sull’evoluzione di Oh e di tutti i Boov che dovranno imparare ad avere coraggio, ad aiutarsi gli uni con gli altri e a non avere paura di ciò che è diverso.

Se la morale è subito evidente e i personaggi “carini e simpatici” tipici dei cartoni animati Dreamworks dopo un po’ annoiano i più grandi (inoltre la parlata che il doppiaggio italiano ha dato agli alieni è davvero insopportabile), ai bambini il film piace molto, forse proprio per gli stessi motivi per cui è meno apprezzato dai grandi: l’accessibilità della trama, la simpatia dei protagonisti immersi in una terra piena di colori e le molte gag fanno scorrere velocemente la storia fino al finale in qualche modo sorprendente. Un aspetto originale è il modo in cui il film critica la dipendenza da smartphone, evidenziando che gli alieni, sempre con loro telefonino-spaziale in mano, hanno perso il contatto “umano” e la capacità di affrontare la quotidianità senza la “protuberanza” elettronica. In più impariamo che l’essere sempre connessi può causare danni davvero gravi. Se a noi queste cose sembrano banali, inserirle in un cartone animato può forse aiutare qualche bambino ad aprire gli occhi.

Mentre Oh e gli alieni meritavano una caratterizzazione migliore dal punto di vista tecnico (sono una specie di omini che cambiano colore con piccoli tentacoli al posto delle zampe) e dell’invenzione (sono personaggi carini e pasticcioni, niente più) chi ci colpisce di più è la protagonista Tip.

In fondo l'omino che cambia colore e la ragazzina con le cosce grosse sono una coppia che funziona

In fondo l’omino che cambia colore e la ragazzina con le cosce grosse sono una coppia che funziona

Intanto non è la solita principessa, ma una ragazzina immigrata che vive solo con la madre (il padre dov’è?) e che ha faticato a farsi accettare nella sua nuova realtà, non solo perché è di colore, ma proprio perché è arrivata da fuori. E, soprattutto, Tip ha dei tratti davvero unici nel panorama delle protagoniste femminili dei cartoni animati. Abituati a fatine e principesse con la vita da vespa e le caviglie sottilissime, ci colpisce questa ragazzina con la sua felpa larga e i suoi jeans attillati che evidenziano forme non proprio da modella. Una protagonista con le cosce grosse e i polpaccioni è la scelta più originale del film e magari anche questo può insegnare qualcosa ai bambini.

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