“Spongebob fuori dall’acqua” … ma siamo fuori?!?!?

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Sponge Bob, la spugna gialla coi pantaloni quadrati, cresce, si espande ed esce addirittura dall’acqua. Ma è sempre se stesso, una spugna un po’ fuori di testa che vive in una strampalata cittadina sul fondo marino con amici ancora più svalvolati di lui. Il tutto dilatato dai tempi di un lungometraggio, con l’aggiunta di una parte all’aria aperta e l’inserimento di una bolsa superstar come Antonio Banderas sempre a suo agio nell’interagiere con pennuti e junk food.

Titolo originale: The SpongeBob Movie 2: Sponge Out of Water50413

 

Regia: Paul Tibbit, Mike Mitchell
Sceneggiatura: Jonathan Aibel, Glenn Berger
Paese: USA
Produzione: Nickelodeon Movies
Genere: Animazione, Avventura, Comico
Durata: 92 minuti
Uscita USA: 5 febbraio 2015
Uscita italiana: 26 febbraio 2015

Interpreti:
Antonio Banderas: Barba Burger

Consigliato a: amanti dei cartoni animati, inguaribili ottimisti, fantasisti e trequartisti.
Sconsigliato a: Razionalisti ortodossi, fanatici dello slow food, esperti subacquei.

Faccio il pirata, ma non mi va e tengo pure una certa età son tutto buchi come una spugna

Faccio il pirata, ma non mi va
e tengo pure una certa età
son tutto buchi come una spugna

L’incipit in cui il pirata Barba Burger (Banderas) entra in possesso di un prezioso tesoro ci dice quale sarà il tono del film: sembra una citazione di Indiana Jones, ma non ci si prova neanche preferendo calcare la mano col nonsense e facendoci capire che, anche fuori dall’acqua, la logica che regna è quella illogica e quasi lisergica di Bikini Bottom, la città nei fondali in cui vive Sponge Bob nella serie TV.

Dopo essere stato preso a calcioni da uno scheletro, Banderas si ritrova sul suo piccolo e tecnologigo vascello pirata con in mano un prezioso libro, la cui magia consiste nel fare avverare all’istante le cose che ci si scrivono sopra. Discutendo col gruppo di gabbiani che frequenta la sua barca, Barba Burger svela il suo piano: impossessarsi della preziosissima ricetta del Krabby Patty, lo squisito hamburger che Spongebob prepara quotidianamente nel fast food di un’aragosta capitalista e spilorcia. Quando i piani del malvagio pirata si realizzano, senza il prezioso hamburger Bikini Bottom si scopre privata del suo principale elemento di coesione comunitaria e precipita in un’anarchia autodistruttiva.

Ormai Antonio Banderas ha visto più uccelli di Cicciolina

Dopo kle galline, i gabbiani: ormai Antonio Banderas ha visto più uccelli di Cicciolina

Se la trama è poco più di un pretesto e non si ha pretesa di approfondire i personaggi, il pregio del film sta proprio nel non prendersi sul serio e non snaturare lo spirito anarchico e surreale di un cartone animato che dopo 15 anni dalla sua prima apparizione continua ad avere successo in TV. Mettendo in pericolo il coloratissimo e improbabile fondale marino, la scomparsa della preziosa ricetta costringe la nostra spugna dai pantaloni quadrati ad affrontare una sorta di guerra civile, viaggi nel tempo, un delfino saggio e annoiato e un’escursione all’aria aperta. Spongebob, come gran parte dei personaggi, non nasconde la propria stupidità, ma col suo incontenibile ottimismo e con la solita fantasia saprà affrontare la sfida nella quale riuscirà a coinvolgere i soliti amici  e ad allearsi col nemico storico Plankton.

Con un po' di ottimismo su supera tutto, anche una guerra civile

Con un po’ di ottimismo su supera tutto, anche una guerra civile

Il film è sicuramente esile nella trama e nella realizzazione tecnica, ma riesce ad essere a tratti davvero sorprendente e a travolgere grandi e bambini con gag e battute surreali. Banderas è un pirata farlocco a metà tra il Blood-Svente di Pippi Calzelunghe e un Jack Sparrow un po’ imbolsito e, ricoperto da barba e parrucca, ha il pregio di saper portare il proprio personaggio ad altezza del folle cartone animato.

Dove siano stati spesi i 74 milioni di dollari di budget non si sa: tre quarti del film sono a cartone animato bidimensionale, con l’accuratezza grafica solo un poco più curata rispetto agli episodi della serie TV. La star è Anonio Banderas, in caduta libera ben prima della pubblicità del Mulino Bianco.  Il pirata vive da solo su una piccola nave, per cui non sono servite particolari scenografie o costumi o comparse. Se gli effetti digitali potevano preoccupare, prima di uscire dall’acqua a uno dei protagonisti viene fatto dire “e ora i personaggi secondari si facciano da parte”, così non ci si dovrà preoccupare della trasformazione di troppi personaggi. Gli effetti speciali fuori dall’acqua sono volutamente grossolani e anche quando i nostri eroi si trasformano in super vengono semplicemente gonfiati come ridicoli culturisti e scelgono superpoteri insensati come la capacità di fare enormi bolle di sapone o di attirare i gelati.

Se hai la mentalità di un'aragosta capitalista, poi è normale che resti perlpesso

Se hai la mentalità di un’aragosta capitalista, poi è normale che resti perlpesso

Ma forse proprio per questo, ancora una volta Spongebob vince la sfida: non pretende di essere ciò che non è, fa divertire i bambini e se gli adulti sono mentalmente predisposti si sorprenderanno in improvvise e incontenibili risate. Se il film nel mondo ha già quadruplicando l’investimento iniziale, forse Spongebob ha ancora la ricetta giusta.

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