Sex, Drugs & Classical Music: Mozart in the Jungle

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Le barriere si annullano quando la cultura popolare impersonata da un prodotto di massa quale la serie televisiva incontra la cultura alta, quella colta che da sempre viene considerata così lontana dal pubblico medio e che prende vita attraverso la musica classica.

mozart in the jungle

Titolo originale: Mozart in the Jungle
Paese: USA
Genere: commedia
Stagioni: 1; Episodi: 10
Ideatore: Roman Coppola, Jason Schwartzman, Alex Timbers
Anno: 2014
Uscita in Italia: 2015
Rete: Sky Atlantic

Interpreti:
Gael García Bernal: Rodrigo De Souza
Lola Kirke: Hailey Rutledge
Saffron Burrows: Cynthia Taylor
Hannah Dunne: Lizzie
Malcolm McDowell: Thomas Pembridge
Bernadette Peters: Gloria Windsor

Consigliato: a chi ha voglia di passare con leggerezza una serata, ascoltando buona musica e godendosi gli show
Sconsigliato: a “musica classica e serie tv? BLASFEMIA!”

Riuscire ad infrangere talI barriere significa talvolta scendere a compromessi, come gli accordi che vengono ideologicamente stipulati dai versanti più forti della musica rock e la commedia teen americana. Compromessi che ahimè possono rivelarsi dannosi quanto una cover disperata di Shine On You Crazy Diamond (che per nostra fortuna non esiste). Eppure, osservando il lato B del vinile, ci si accorge di come una regia orchestrata da teste di un certo spessore possa dar vita ad un ponte sopra il quale Tchaikovsky e Amazon si prendono un tè e magari chiacchierano dell’ultima puntata del Trono di Spade. (Sto sfiorando il confine della blasfemia? Forse).

In ogni caso, incipit apparentemente confusionario per introdurre l’argomento principe ossia Mozart in the Jungle, serie composta da dieci puntate della durata di mezz’ora circa l’una, prodotta da Amazon Prime Instant Video e capitanata dal trio Roman Coppola (colui che vedete spesso nei pastellosi titoli di testa di Wes Anderson e figlio di Francis, per intenderci meglio), Jason Schwartzman (nomino nuovamente Anderson in quanto Schwartzaman è uno dei suoi attori feticcio) ed infine Paul Weitz (regista di About a boy e In Good Company). La storia si basa sul libro di memorie di Blair Tindell, dal titolo Mozart in the Jungle: Sex, Drugs & Classical Music e segue le vite della giovane oboista della New York Symphony, Hailey (Lola Kirke) e di Rodrigo (Gael Garcia Bernal), il nuovo direttore d’orchestra, ventata d’aria fresca per l’impolverata scena musicale newyorchese.

Mozart new age distribuito secondo le nuove modalità di visione. Come già accennato nell’articolo dedicato a Transparent, ulteriore serie

LOLA KIRKE

LOLA KIRKE

prodotta dagli studi Amazon, non è necessario attendere una settimana per ogni episodio ma, assecondando il volere di una parte del pubblico, è possibile “mangiarsi” un’intera serie in un’unica notte volendo.

Distribuita a dicembre 2014 coincide casualmente con l’uscita di Whiplash, film premiato agli Oscar (Miglior attore non protagonista, Miglior montaggio e Miglior sonoro) diretto da Damien Chazelle e, seppur adottando registri differenti, sviluppano entrambi un tema: cosa si è disposti a fare pur di giungere alla perfezione artistica? Nel film ciò si nota attraverso il protagonista che, deciso a divenire il nuovo Charlie Parker decide di allontanare  tutto quello che può distogliere la sua mente dall’obiettivo prestabilito costruendo fra sé e il mondo (costituito principalmente dalle relazioni sociali) una barriera invalicabile. Hailey, l’oboista protagonista della serie, è meno decisa su questo frangente e oscilla fra la dedizione nei confronti del Maestro e la relazione instaurata con un ballerino della Juliard. Certo, il film si muove sui versanti della dedizione e della perfezione, la serie fra sesso e pettegolezzi, il che rimanda (e mi duole il cuore ma lo cito) alla protagonista de Il diavolo veste Prada, decisa a farsi valere dinanzi alla direttrice del giornale per cui lavora (rimando esplicito ad Anna Wintour, direttrice di Vogue America) mandando in subbuglio la sua intera vita personale che, a differenza di Whiplash, riesce a recuperare nel finale (da buon film americano).

GAEL GARCIA BERNAL

GAEL GARCIA BERNAL

I sentieri intrapresi dalla serie coincidono ulteriormente con un film del 1984 diretto da Milos Forman e dedicato alla rivalità fra il genio musicale qual è stato Amadeus Mozart ed Antonio Salieri, compositore presso la corte dell’imperatore Giuseppe II: “Quella non era la composizione di una scimmia ammaestrata: no, era una musica che non avevo mai udito… espressione di tali desideri, di tali irrefrenabili desideri! Mi sembrava di ascoltare la voce di Dio”. Nel nostro caso il conflitto si gioca tra il vecchio e il nuovo, tra la figura dell’anziano direttore d’orchestra (interpretato da Malcolm McDowell, il giovane Alex di Arancia Meccanica) e il giovane artista dai toni freakettoni qual è Rodrigo (Gael Garcia Bernal).

Sicuramente Mozart in the Jungle non è il capolavoro dell’anno ma, la brevità e la scioltezza delle puntate, con una storia che non si sofferma praticamente mai, riesce nell’intento di essere un semplice e piacevole passatempo dove si alternano momenti sorridenti e sketch musicali molto sentiti con una colonna sonora che delizierà gli amanti del genere classico, da Jean Sibelius a, ovviamente, Mozart.

 

 

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