Miti e leggende del mondo moderno: la Generazione Neet

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Ogni epoca, ogni periodo storico, ogni evoluzione dell’essere umano ha i propri miti. Oggi, nel XXI secolo, vediamo sorgere dalle ceneri del boom economico degli anni novanta, una nuova figura, una creatura strana, ancora pressoché sconosciuta, ma molto attiva nel sostrato sociale italiano: il Neet.Con questo termine viene indicato un giovane tra i 18 e i 30 anni, assolutamente “inutile” per la Società, con la “S” maiuscola, e dominata dalle leggi della finanza e dalla tirannia del mercato mondiale. Questo essere, nato da Studio e Tecnologia, è cresciuto mussio2inseguendo il miraggio di una vita “normale”, vedendo i suoi predecessori compiere sacrifici sull’altare del dio Lavoro. Credendo di poter ottenere grandi vantaggi grazie a Papà Studio, duro e impegnativo, ma sempre pronto a ricompensare gli sforzi, e la volubile ma sempre attiva Mamma Tecnologia, in grado di rispondere a mille domande e semplificare sempre più la vita di ogni giorno, il Neet ha provato a farsi spazio in questo strano mondo. Pur con tutta la fatica per tenere il passo di questa nuova evoluzione, ecco che, dal nebuloso Olimpo della Politica e dell’Economia, giungono cattive notizie. Il Neet non serve a nulla. Ha studio ma non ha esperienza; sa usare la tecnologia ma non conosce l’industria; potrebbe essere utile alla crescita del Paese, ma è troppo giovane per capirne gli intrecci e manca dei relativi “agganci” per potersi muovere. In pratica è come un alpinista che conosce perfettamente tutti i percorsi di scalata, ha tutta l’attrezzatura pronta, la forza nella gambe, l’allenamento, ma non ha mai scalato una montagna da solo e su questa montagna non ci sono appigli per salire.

Ci si trova, quindi, di fronte a una Generazione di potenziali operai, imprenditori o innovatori, che hanno, come unico strumento del proprio mestiere, se stessi. Come può un giovane entrare nel mondo del lavoro se, ogni volta che prova ad approcciarsi, trova mille transenne che ne deviano il percorso?

Questi giovani sono stati chiamati in molti modi: “Mammoni”, “Choosy”, “”Scansafatiche”, “Stagisti”. Quante volte si è sentito dire che il lavoro c’è, ma gli italiani non vogliono “abbassarsi” a fare certi mestieri? Il problema vero non è “quale lavoro”, ma l’impossibilità di avere un tenore di vita dignitoso, in un Paese avvinghiato alle tasse e alle accise. Nessuno rifiuterebbe certi lavori, sempre che questi possano permettere di fronteggiare i malefici titani del XXI secolo: IMU, TASI, TARES, bollette varie ed eventuali, contributi INAIL, aumenti dei carburanti, assicurazioni. Mettiamoci pure che due Neet folli decidano di convivere: facciamo la fame in due, magari anche in tre. Quindi arrivano le spese per un “terzo incomodo”, non perché non sia gradito, ma perché si aggiungono altre uscite: mantenimento del terzo individuo, asilo, buoni pasto, gite, salute, dentista, se poi deve portare gli occhiali…

Dall’alto arrivano voci vaghe e seducenti, che parlano di apertura ai giovani, mentre questi ultimi passano le loro giornate su mussio4Internet o girando per le città e i centri commerciali, spedendo e consegnando migliaia di curricula che, come i calzini in lavatrice, sembrano siano inghiottiti dal nulla de La storia infinita. Un consiglio a tutte le grandi menti astrofisiche: se volete scoprire la vera essenza dei Buchi Neri, provate a passare una giornata su Internet spedendo i vostri curricula a qualunque annuncio presente in Rete, potreste scoprire mondi sconosciuti e, magari, farci sapere in quale realtà parallela siano stati assunti i Neet.

Non è finita. Alla depressione, si aggiunge la disperazione e i Neet cedono, accettando qualunque tipologia di lavoro: venditore di materassi, call center, rappresentanti Enel, Eni, Vodafone, Tim ecc., venditori Herbalife, Avon, Aloe, lavori sottopagati che, a mala pena, possono essere considerati delle “paghette settimanali”.

Questa è la Generazione 300 euro. Un gran numero di persone che, per avere uno stipendio vagamente umano e adatto a sostenere solo le spese primarie, deve fare minimo tre lavori in contemporanea; come ci insegna il maestro unico di Zelig, devi attraversare l’Italia come un pastore nomade per raccattare quanto basta per sopravvivere. I Neet sono spesso soggetti a contratti ridicoli, settimanali o mensili e, se sono fortunati, trimestrali! A volte vengono licenziati alla fine del mese per essere riassunti il giorno dopo. In questo caso risulta che l’azienda ha fatto nuove assunzioni! Bene. Peccato che l’abbiate licenziato il giorno prima, quindi la contribuzione del TFR viene liquidata insieme allo stipendio del mese precedente.

mussio5Il colpevole non esiste, perché sta giocando a un  ping-pong di accuse con tutti gli altri giocatori precedenti. Ognuno con la sua bella bandiera colorata, che cerca di trarre in fallo l’avversario. Intanto, gli spettatori si arrabattano cercando di trovare posto a sedere e un euro in tasca per comprarsi almeno una bibita. I poveretti dovranno aspettare, lo stipendio verrà pagato tra due mesi. Certo, hanno un lavoro, ma non è detto che vengano pagati tutti i mesi. Qualcuno ogni tre mesi, qualcuno ogni sei, qualcuno anche no.

Non si parli ai Neet di “come risparmiare”. Se c’è qualcuno che lo sa sono proprio loro. Non provate a dire loro che potrebbero andare a fare spesa al mercato, oppure usare la lavatrice solo per grandi lavaggi, spegnere le luci quando proprio non servono, non avere il telefono fisso, o scaricare l’acqua del water una volta al giorno, (a meno che il “bisogno” non sia ingombrante). Già lo fanno, già lo sanno. Ci si chiederà: “Si parla dell’Italia o del Terzo Mondo?”

Signori, il Terzo Mondo è qui, sotto il vostro naso. È il futuro, il progresso.

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