Marzo al femminile: Olive Kitteridge

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Avete idea di quanti libri si scrivono sulle donne in un anno? Avete idea di quanti sono scritti da uomini? Sapete di essere l’animale forse più discusso dell’universo?

arton67702L’HBO come culla di storie al femminile, in particolar modo per il formato della miniserie. Se nel 2011 fu Kate Winslet a mostrare le proprie doti attoriali in Mildred Pierce, questa volta è il turno di un ulteriore grande attrice qual è Frances McDormand, musa dei Coen nonché moglie di Joel. Premio Oscar come Miglior Attrice nel 1997 per Fargo ritorna al centro dell’inquadratura in Olive Kitteridge dopo ruoli “secondari” in pellicole quali Almost Famous e This Must be the Place.

Titolo originale:  Olive Kitteridgeolive kitteridge poster
Anno: 2014
Paese: USA
Stagione: 1 Episodi: 4
Ideatore: Lisa Cholodenko
Produzione: HBO
Data Italia: 23 gennaio 2015 (Marzo 2015 Sky Cinema Passion)

 

Interpreti:
Frances McDormand: Olive Kitteridge
Richard Jenkins: Henry Kitteridge
Bill Murray: Jack Kennison
Zoe Kazan: Denise Thibodeau

Consigliato: perché lo scorrere delle quattro ore scorre nel fluire di una grande storia
Sconsigliato: a chi preferisce vedere sullo schermo azione ed eventi straordinari

Diretta da Lisa Cholodenko, presentata in anteprima mondiale alla scorsa edizione della Mostra di Venezia, tratta dall’omonimo romanzo di Elisabeth Strout, la storia ruota intorno alla figura di una donna dai lineamenti forti quanto l’alone di cinismo che l’accompagna nel corso della sua esistenza. Una corazza l’avvolge e la durezza di cui si fa portatrice la conduce ad un’infelicità celata al di sotto dell’ironia tagliente, un sarcasmo dal sapore aspro che muta nella domanda silenziosa a noi spettatori non mostrata ma delicatamente suggerita: “perché non godersi la vita come gli altri?”olive-kitteridge-1024

Un peso che caratterizzava il personaggio di Mildred, seppur in senso contrario dato che la parabola di cui era protagonista l’ha condotta all’esplorazione di una forza interiore che non era cosciente di possedere. Olive ha stretto un forte legame con la corazza da lei stessa costruita e quasi gelosamente custodita: “I mediocri sono felici, io sono depressa quindi intelligente”. Lisa Cholodenko ci accompagna così, nel corso delle quattro puntate da un’ora ciascuna, per le strade del Maine dove direttamente o attraverso altri personaggi conosciamo gradualmente Olive perché, si sa, i semplici 90 minuti di un film non sono abbastanza per raccontare l’animo di una donna, come afferma la stessa attrice durante un’intervista: “Credo che novanta minuti non siano abbastanza per una storia al femminile. Bastano per le avventure da maschi, magari: buddy movies, action films, epic. […]Le donne entrano in tanti modi nelle vite degli altri, se dobbiamo raccontare una storia di donne, quindi, quattr’ore sono una buona durata. Sei ore è meglio. Dieci ore… Due anni… Le nostre storie sono circolari, sono complesse”.

bill-murray-olive-kitteridgeCircolare e ricorrente è il tema del suicidio con cui la miniserie comincia attraverso l’ausilio del flashback in cui viene mostrata Olive percorrere un bosco con l’intenzione nascosta in una mano e che prende la forma di una pistola nel momento in cui il velo viene spostato. Sembra l’inizio del film The Hours con una Virginia Woolf decisa a suicidarsi annegandosi nel fiume Ouse dopo aver lasciato una lettera al marito Leonard in cui dice di non poter più combattere contro la depressione. Una medesima lettera verrà inquadrata nella sequenza iniziale di Olive Kitteridge con la differenza che il flashback terminerà prima di scoprire se la sua fine sarà la medesima della scrittrice. È come se l’affermazione di Virginia echeggiasse sin qui: “deve morire qualcuno perché gli altri diano più valore alla vita. È il contrasto.” 11033864_10205494093064693_1726462938_oInteressante è un ulteriore collegamento che nasce spontaneo nel constatare come la nozione del tempo creata dalla Cholodenko sia similare a quella attuata dalla Woolf nel romanzo La signora Dalloway. Seppur nel secondo caso osserviamo scorrere una giornata in cui viene racchiusa un’intera vita di ogni singolo personaggio, da Clarissa a Septimus, nel primo i salti temporali ricchi di epifanie ci consentono di comprendere ed entrare in sintonia con i protagonisti che, fondamentalmente, non fanno altro che vivere la propria vita. Niente di spettacolare se non la vita stessa che conduce necessariamente a delle scelte e in cui la pace interiore verrà conquistata nel momento di maggiore difficoltà. “Il tempo di nascondersi è finito. Il tempo di rimpiangere è andato. Il tempo di vivere è adesso.”

 

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