Levate le tende, soldati!

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Con l’arrivo della primavera Proserpina torna sulla terra e porta una ventata di vita nella Natura. Gli animali si risvegliano dal letargo, comincia il periodo degli amori, Apollo riporta il sole al suo posto… ma non solo!

Pianta approssimativa di un tipico accampamento romanoSiamo a Roma, tra i soldati e i senatori e arriva una lettera dal fronte: gli accampamenti militari stanno tornano in movimento!

Ovviamente per i romani tutto doveva avere un fine “pratico”, anche la Primavera. Come in tutte le guerre, o quasi, gli eserciti si fermano nel periodo invernale e ripartono con l’arrivo della bella stagione. Anche i soldati romani fermavano la loro marcia per “svernare” in attesa di tempi migliori. Considerando che un soldato era addestrato a percorrere varie miglia a piedi con almeno 30kg di peso in più addosso, il periodo invernale era una specie di “lunga vacanza di Natale” che permetteva di fare provviste, risistemare le armi, forgiarne di nuove, provare nuove tattiche oppure, semplicemente, riposarsi… no. Questa parola per i romani non esisteva. Cesare era solito svegliare i soldati nel bel mezzo della notte per farli zappare e rinforzare le loro spalle. I Marine del Impero Romano.

La tenda del Generale

La tenda del Generale

Lo spostamento di un accampamento non era cosa da poco. Non era un semplice “spostarsi di uomini”. Ogni accampamento era come un paese intero. Le tende venivano trasportate su carri trainati da animali, visto il loro peso e visto che erano rese ancora più pesanti dal grasso di animale che le rendeva impermeabili. Ogni tenda aveva pianta quadrata e ogni tenda “comune” conteneva 6/8 soldati, in alcuni casi anche 10. Le più grandi erano quelle degli ufficiali e quella del generale perché dovevano ospitare anche i possibili ambasciatori. In pratica erano dei “Bilocali portatili”.

Gli accampamenti erano eretti in tempo record perché ogni soldato era addestrato a riconoscere le insegne del console, del generale e le lance che rappresentavano i “quartieri” nei quali venivano erette le varie tende. Meno tempo passava dall’inizio della costruzione alla fine, prima i soldati sarebbero stati al sicuro. Una simile costruzione, con un’architettura fissa e sicura permetteva la difesa delle persone, degli animali e dei beni comuni, soprattutto se, durante una battaglia, qualcuno si fosse dedicato al saccheggio. La grande organizzazione di “montaggio e smontaggio” delle tende e la costruzione di fortificazioni, univano l’esercito e ne rafforzavano le qualità. Ognuno sapeva sempre qual era il suo posto, dove doveva andare e quando. Anche in caso di attacco nemico, nessuno si sarebbe mai intralciato. Per essere sicuri di questo Cesare e molti generali obbligavano i soldati a smontare e rimontare più volte l’accampamento, in modo che ricordassero esattamente ogni palo e ogni centimetro da occupare. Dovendosi poi spostare, l’unica reale esigenza sarebbe stata quella di “tracciare i confini”, cioè prendere le misure del perimetro per posizionare nuovamente il tutto.

2366269Questo era l’accampamento mobile. Durante il periodo invernale ci si appoggiava ai “Casta Hiberna”, con le stesse dimensioni e forme dei “Castra” mobili, organizzati con delle costruzioni in legno più resistenti e in grado di proteggere i soldati dalle intemperie. In questo caso la cittadella aveva mura più rinforzate, difese maggiori e un maggior controllo attraverso i turni di guardia. Ciò che, in Primavera e in estate, era “provvisorio” in inverno diventava una vera e propria roccaforte. Per questo motivo molti paesi in Italia si dicono costruiti sulle linee di “vecchi accampamenti”. Queste costruzioni venivano poi donate ai più valorosi o a coloro che si erano distinti in battaglia, come dei “feudi” da custodire e coltivare. Una specie di TFR pagato in beni immobili. Nel “De Bello Gallico” Cesare riporta il momento in cui è stato posto il “Castra Hiberna” e il momento in cui sono ripartiti. Come lui molti altri sono i testi che ne parlano. Esistono anche alcuni documenti che riportano l’atto di “cedere” da parte del senato romano, i territori di alcuni accampamenti a dei generali o ufficiali che avessero ricevuto l’acclamazione del loro gruppo.

Insomma, arriva la primavera! Caricate le tende, date da mangiare agli animali, armi in spalla e si riparte alla conquista dell’… ok. Niente conquista. In questo periodo storico le tende si montano in estate. Pazienza. Aspetteremo il periodo adatto per fare un po’ di campeggio.

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