La magia di “Cenerentola” di Kenneth Branagh

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Al volto etereo di Lily James, perfetto per una supereroina gentile, si contrappone una villain folgorante come la matrigna interpretata dalla meravigliosa ed elegante Cate Blanchett

Al volto etereo di Lily James, perfetto per una supereroina gentile, si contrappone una villain folgorante come la matrigna interpretata dalla meravigliosa ed elegante Cate Blanchett

A chi continua a dire che il cinema è morto, ci sentiamo di dare un consiglio: andate a vedere questo Cenerentola e vi accorgerete che la magia del cinema vivrà ancora a lungo.

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Titolo originale: Cinderella
Regia: Kenneth Branagh
Soggetto: Cenerentola di Charles Perrault
Sceneggiatura: Aline Brosh McKenna, Chris Weitz
Produzione e distribuzione: Disney
Uscita USA:
13 marzo 2015
Uscita Italia: 12 marzo 2015

Interpreti:
Lily James: Ella/Cenerentola
Richard Madden: “Kit” il Principe Azzurro
Cate Blanchett: Lady Tremaine/matrigna
Helena Bonham Carter: Fata Madrina
Holliday Grainger: Anastasia Tremaine/sorellastra 1
Sophie McShera: Genoveffa Tremaine/sorrellastra 2
Derek Jacobi: il reFrozen-Fever-trailer-italiano-poster-e-colonna-sonora-del-corto-danimazione-Disney-1

Consigliato a: chi non crede più nella magia, ai bambini di ogni età, a chi si incanta a riascoltare una favola già sentita
Sconsigliato a: chi non vuole sentire storie, chi non vuole sentirsi bambino, chi non ha mai detto “bibidi bobidi bù”

Il film è preceduto dal cortometraggio animato: Frozen Fever

Dopo i grandi successi dello scorso anno con Frozen (1,27 miliardi di dollari al botteghino) e Maleficent (oltre 750 milioni e primo incasso assoluto in Italia nel 2014) la Disney si cimenta con Cenerentola, la fiaba di Perrault conosciuta da tutti i bambini.

Un po’ per evitare ingombranti confronti col classico a cartoni animati, un po’ perché grazie alla tecnologia digitale è semplice fare muovere gli attori in ambienti virtuali, si è scelto di fare il film con attori in carne e ossa come la Disney aveva già fatto recentemente con altre versioni di capolavori classici come “Alice nel Paese delle Meraviglie” di Tim Burton, il mago di Oz (“Il grande e potente Oz” di Sam Raimi) e “La bella addormentata nel bosco” (il “Maleficient” di Robert Stromberg).

La regia è affidata alle mani sicure di Kenneth Branagh, regista esperto in trasposizioni di classici, soprattutto shakespeariani. Branagh resta fedele alla fiaba originale di Perrault (e quindi al cartone disneyano), non aggiunge molto, ma è bravo a ricostruirne il mondo fiabesco e a trasmettere il romanticismo e la magia della storia. L’ambientazione è un medio evo da favola con castelli, costumi colorati, principi e cavalieri, esattamente come se lo aspettano i bambini.

La fata madrina ha il push up e il volto di Helena Bonham Carter

La fata madrina ha il push up e il volto di Helena Bonham Carter

Cenerentola cresce in una specie di famiglia del Mulino Bianco, con madre e madre schifosamente languidi, la servitù fedele e gli animali felici nel giardino. Le prevedibili disgrazie (i protagonisti delle favole tendono a rimanere orfani) e l’arrivo di matrigna e sorrellastre sono affrontati da Ella (non ancora Cinderella) con “coraggio e gentilezza”.

Proprio qui sta la sostanza del film: in una candidata principessa che fa del coraggio e della gentilezza la propria bandiera, trasformandoli, e sono parole dello stesso regista, in super potere. Lei ce lo ripete come un mantra facendo diventare “coraggio e gentilezza” l’equivalente di “a grandi poteri corrispondono grandi responsabilità” di Spiderman. In un’epoca in cui il cinismo da social regna incontrastato, la gentilezza con cui Cenerentola scardina le leve della storia si rivela una scelta che rende la protagonista in qualche modo più originale delle Cenerentole che l’hanno preceduta e anche più affascinante.

 

Tifo da stadio per Elsa e Anna di Frozen

Tifo da stadio per Elsa e Anna di Frozen

Se il film non è  niente più di una favola gentile e colorata che non si eleva dal prodotto medio disneyano per famiglie, la magia la ritroviamo in quella sala buia piena di bambini entusiasti che ne accompagnano la visione. Andando a vedere Cenerentola in uno spettacolo pomeridiano, meglio se quello gremito della domenica, vi troverete in mezzo a un tifo da stadio per il cartone con le protagoniste di Frozen (divertente davvero il cortometraggio che precede Cenerentola), a boati per le magie della fata madrina e a uno scrosciante applauso sulle scene finali. Se i bambini si entusiasmano per una favola rappresentata semplicemente in modo gentile e colorato, se tante persone partecipano in questo modo al rito della sala, allora sì, la magia del cinema è ancora viva perché, se volete ascoltare una fiaba, farlo in un posto buio, con altre persone che la ascoltano in silenzio insieme a voi, allora un cinema è ancora il posto migliore. Viva Disney, viva le favole, viva il cinema che le sa raccontare!

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