Ho appena compiuto 18 anni, ecco cosa ho capito della politica

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Da qualche mese ho raggiunto la maggiore età, e proprio l’altro giorno mia madre mi ha ricordato che tra non molto mi sarebbe arrivata la tessera elettorale. Ripensandoci, ho realizzato che riguardo alla situazione politica italiana ho molta confusione, e confrontandomi con i miei amici, ho scoperto che è molto diffusa. Da qui la decisione di tracciare, in modo analitico e il più possibile imparziale , una “pars destruens” della politica; senza essere influenzata da chi mi circonda.

parlamento-italianoPer prima cosa ho capito che la parola d’ordine è riformare: istruzione, giustizia, economia ecc.., in nome dell’efficienza e del risparmio. A primo impatto queste riforme sembrerebbero pensate per il bene del Paese, e soprattutto rivolte a chi sta subendo maggiormente la disastrosa situazione economica. Arrivata a questo punto mi sono rivolta una domanda: “perché tutte queste riforme, presentate in così poco tempo, non stanno, per non dire migliorando, ma almeno stabilizzando la situazione sia economica che sociale?” La risposta che ho cercato di darmi ha inevitabilmente trascinato con sé un’altra parola chiave, crisi, ormai entrata nel nostro quotidiano e che influenza tutto. E’ principalmente economica: la gente non spende soldi, non li spende perché non c’è lavoro e non c’è lavoro perché non girano soldi.

Perché non girano soldi? Per trovare una risposta mi sono imbattuta nel rapporto molto stretto che c’è tra finanza e politica. Negli ultimi anni i governi che si sono succeduti, sono stati eletti in fretta e in furia, scavalcando il volere popolare. Inevitabilmente, ogni volta che questo succedeva, tutti andavano a guardare l’andamento della Borsa; che appena trovava un’ apparente stabilità politica, si affacciava il simbolo +. Il problema sorge quando l’apparenza della stabilità crolla. Perché crolla, e soprattutto perché è apparente?

partiti_edifici1Analizzando la reale situazione politica attuale, risalta il “connubio” che si è creato tra le forze che governano il Paese; in cui viene quasi annullato il rapporto dialettico che caratterizza la politica, basato sul confronto/scontro tra le parti. Di conseguenza l’unico sforzo che viene fatto è mirato a decidere chi sarà il protagonista di questo connubio e a mantenerlo. La politica trasformista attuale, porta avanti le riforme (modificate durante i cambi di governo, ma sempre presenti), per dare credibilità internazionale all’Italia; senza dare alcun cenno di voler tagliare il cordone ombelicale per il quale la politica dipende dalla finanza. In tutto questo i cittadini sono estraniati dalle dinamiche politiche, poiché la situazione ha fatto si che il fine non fosse più quello di proteggere i loro diritti e interessi.

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