Un pilone tra gli asini

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Andrea Lo Cicero

Lo sport si sa oltre ad essere un ottimo mezzo per esprimersi e tenersi in forma è anche, per alcuni, una bella fonte di guadagno. Molti sportivi che abbandonano le competizioni per ragioni di età, spesso si lasciano trascinare alla vecchiaia, vivacchiando e magari percorrendo strade poco lecite e salutari. Altri, e per fortuna ci sono e non smettono di fare del bene, intraprendono strade che li portano a mettere in pratica passioni e sogni che avevano lasciato nel cassetto. Le passioni e i sogni sono una delle principali fonti di vita, aiutano a vivere in pace con se stessi e a realizzarsi appieno.

Andrea Lo Cicero, 38 anni, dopo aver lasciato il rugby nel 2013 (103 cups in Nazionale) ha deciso di cambiare vita. Ha deciso di vivere il più possibile a contatto con la natura, gustandosela e apprezzandone i frutti. Nella zona di Nepi, tra Roma e Viterbo, ha deciso di allevare e coccolare i suoi asini ragusani e allestire un enorme orto. Una vera e propria vita da contadino. Molti si sono chiesti il perché di questa decisione e lui molto francamente ha risposto: «Per vivere all’aria aperta, farmi 300 metri quadri di orto e piantare alberi da frutta. Disegnarmi una vita un po’ diversa insomma, dove non c’è più un club o uno staff che fa di tutto per farti pensare solo a giocare ma ogni giorno devi affrontare ogni situazione da solo, come una persona “normale”».

La forte popolarità avuta durante la carriera dagli sportivi (ma non solo), alla lunga in alcuni comporta una voglia estrema di staccare, di staccare dalla vita precedente, di immergersi nella pace della natura. Il sogno di Andrea era proprio quello di allevare asini, sia per aiutare persone con disturbi psichici e motori (grazie alla Onlus “La Terra dei Bambini”), sia per far bere il latte di questi animali ai bambini che soffrono di particolari patologie o intolleranze.

Lo Cicero ama gli asini perché crede abbiano tanto da insegnare a noi esseri umani. «All’uomo insegnano ad essere paziente. Con loro si deve lavorare tutti i giorni e magari si porta a casa il minimo. Ma quel minimo, cioè le sensazioni che si provano, sono l’essenza della vita. Un bell’insegnamento soprattutto per come siamo abituati noi, ad avere e sperperare».

Credo che in questa frase ci sia molto, molto di quello che lui stesso con questa scelta di vita ha deciso di fare. Ha scelto di rimanere a contatto con la natura, quella bella e salutare che ci circonda, che ci dona ogni giorno sensazioni ed emozioni infinite e uniche. Andrea ha deciso di continuare a crescere non più come pilone ma come uomo. Vuole crescere con gli insegnamenti della madre terra e degli animali che comunicano e donano, come sottolineato da lui, l’essenziale. L’essenziale che può essere tradotto in frutti, quei frutti del lavoro che, oltre a vederli crescere davanti ai propri occhi sui prati e tra gli alberi, li vedrà crescere soprattutto dentro di lui. Andrea è sicuramente un esempio positivo, dimostra come anche dopo anni di gloria e successo, l’uomo ha la capacità di ritornare alla sua essenza di seminatore di frutti vivi, che nutrono anima e corpo.

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Cosa ne è stato scritto

  1. anselmo

    Quindi quella degli “zingari demmerda” lo ha imparato dagli “insegnamenti della madre terra e degli animali che comunicano e donano”?

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