Pericolose Illusioni

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Una delle caratteristiche principali del nostro modello di vita è quello di generare all’interno dei cittadini una quantità enorme di illusioni, con lo scopo di spingere i “consumatori” fino all’estremo, mentre allo stesso tempo viene zittito e nascosto il “reale”, onde evitare che la gente possa finalmente disturbare i manovratori.Ogni giorno i nostri leader gridano all’arrivo della ripresa, della crescita e della ricchezza per tutti gli uomini di buona volontà. La stagnante Europa viene sbeffeggiata di fronte alla rampante crescita americana, mentre addirittura si trovano commentatori che esaltano i Brics come la Cina, sede futura dell’Universo e della Civiltà Capitalistica (con annesso smog letale…). Di fronte a questo infinito e continuo flusso di notizie, analisi, reportage, discorsi e propaganda becera il cittadino rimane letteralmente attonito e in balia della terrificante “danza” del Sistema. Eppure, collegando i puntini e mantenendo un minimo di fredda lucidità, è possibile intravedere chiaramente alcuni dei meccanismi che alterano la realtà.

Cifre Discutibili

Leofeb2Uno dei metodi più abusati dal mondo mediatico e politico è lo sfoggio semplicistico delle cifre che riguardano la disoccupazione o la crescita attuale/futura del Pil. Il dato viene sempre presentato in modo molto semplice, mentre le spiegazioni più complesse vengono omesse o inserite in un trafiletto per addetti al settore. In questo modo il tutto viene fatto passare sotto un’ottica completamente falsa.
Uno dei casi più evidenti è la disoccupazione americana, data ormai al 5,6%, e portata come esempio del trionfo delle politiche economiche di Obama. Peccato che a un’analisi più approfondita salti fuori una realtà tragica, fatta di lavori part-time e stagionali sottopagati, con le persone comuni costrette a fare un doppio lavoro per sopravvivere. Viene spesso nascosto il dato di quelli che cercano attivamente lavoro, sceso ormai ai livelli del 1978, nonostante la popolazione continui a crescere. E infine le statistiche ufficiali vengono spesso taroccate per far sembrare più brillanti i risultati del governo di turno, nonostante altre analisi diano la disoccupazione americana oltre il 15%.

Lo stesso discorso vale per il Pil degli Stati europei, fatto “crescere” dall’Eurostat includendo i proventi della droga, della prostituzione e del contrabbando, senza poi spiegare come si faccia a calcolare statisticamente un mercato illegale, dove sicuramente non sono disponibili i bilanci certificati della Mafia Spa&company.

Per il Pil futuro invece è un diluvio di cifre partorite dal Governo, Confindustria, Ocse, Ue, Fmi, banche e via dicendo. Cifre sistematicamente sbagliate, quasi costruite ad arte per incitare l’ottimismo nella gente (“ l’anno prossimo arriva la ripresa”) e per dare lavoro ad analisti inutili.

L’esempio

Un’altra tecnica usata dai mass media per diffondere errate percezioni della realtà è il classico ricorso ad un singolo esempio come paradigma di un’intera società. È uno dei trucchi più vecchi del mondo, in quanto si lega facilmente alla continua creazione di stereotipi da parte della mente umana e è applicabile facilmente alle masse. In questo modo otteniamo reportage giornalistici che ci descrivono in maniera dettagliata il solito caso diLeofeb3 successo (il ricercatore vincente in Cina, il ricco agricoltore espatriato in Australia, il genio 22enne della Silicon Valley), facendo balenare nella mente del lettore che tutti possono diventare milionari informatici o che la Cina o l’Australia siano le terre della ricchezza e del bengodi per tutti. Poi, osservando le statistiche, si scoprono che molti emigrati non sono affatto “cervelli in fuga”, ma semplici lavoratori finiti in paesi esteri a fare lavoretti come fruit picking (schiavo agricolo), lavapiatti, barista, cameriere, ecc. Lavori che sono considerati degradanti in Italia, ma che con la percezione distorta diventano cool all’estero.

Tifosi e bande

Infine, un altro dei metodi più in voga è quello di scaricare il barile dei problemi in un unico campo, dimenticandosi bellamente degli altri, solo perché fa comodo alla propria fazione. Anche questa è una delle armi più vecchie del mondo (divide et impera) e i nostri partiti, lobby ed élites sono maestri in questa arte. Nel caso dell’Europa tale aspetto diventa evidente in merito alla discussione sulla moneta unica e sulle strategie per risollevare l’economia dell’Unione Europea. Negli ultimi anni è stato alimentato un dibattito che vede contrapposti i fautori dell’euro contro quelli per il ritorno alle monete nazionali, e i fautori dell’austerity contro quelli del deficit e del debito pubblico alle stelle. Anche in questo caso sembra impossibile far Leofeb4passare il messaggio che le cose sono molte più complesse di quanto sembrano, mentre la gente si divide nelle due squadre.
Se si è nella squadra pro-euro, si griderà contro i parassiti statali e lo spreco statale, dimenticandosi delle storture della moneta unica. Se si è nel campo avverso, sarà l’esatto contrario. Difficilmente troverete un dibattito dove vengono analizzati i problemi di entrambi i/le campi/tifoserie.

Nessuno, o quasi, si è ancora posto alla fine alcune domande inquietanti, però fondamentali: se entrambe le soluzioni fossero sbagliate? Se fosse il Sistema e i suoi meccanismi di fondo a essere il vero problema?

Sacrilegio!! Mai porsi certe domande…altrimenti la Plutocrazia rinata torna a essere nuda.

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2 commentiCosa ne è stato scritto

  1. Chica

    Complementi Alessandro, bell’articolo. Mi è piaciuto. Condivido pienamente il mito legato al lavoro all’estero. In realtà abbiamo la possibilità di ricercare altrove e non fermarci a quanto viene presentato, impacchettato, revisionato a priori e magistralmente distorto per confondere e assoggettare a idee e valori e soluzioni comodi. E questo passa non soltanto attraverso una ricerca maggiormente approfondita di notizie varie, numeri e spiegazioni, ma anche attraverso uno sguardo più attento alla realtà che ci circonda. Molto spesso risulta difficile guardarsi intorno e relazionarsi con scenari diversi dal proprio. Si ascolta poco, si condivide poco, e là dove si condivide lo si fa non per comprendere l’altro ma soltanto per esaltare un proprio vissuto o delle proprie idee. il problema è che se non siamo disoccupati ce ne freghiamo assolutamente di chi lo è. E se lo siamo, beh, sinceramente, essere rappresentativi di un 5% o di un 20% non impatta sul problema pratico di non avere soldi in tasca e nessuno prospettiva futura. Il punto è che le questioni che tu poni si propongo purtroppo in maniera non solo semplicistica, ma in una forma tale da creare un distacco con la gente, la gente comune: in tal modo ogni argomento risulta ai più, qualcosa di assolutamente lontano dalla propria sfera personale e dal proprio essere cittadino, lavoratore, genitore e figlio, appartenente al mondo reale.

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