“Italiano medio”: ma a me chemenefregamme?

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Questa è la recensione di un filMaccio perché, in via del tutto eccezionale, qui non c’è Brad Pitt, non c’è George Clooney, non c’è Matthwe McConaguhksdu… Coso, che va tanto di moda perché prima faceva i film per le donne nudo ma ora è un detective vero. E quindi come lo vuoi vincere l’Oscar? Che poi questo film non è neppure originale perché la trama è quella del film brutto, senza morti, con Bradley Cooper: “Limitless”. Però è al contrario.

italiano medio locandina

Italiano Medio

Regia: Maccio Capatonda
Soggetto: Maccio Capatonda e altri
Sceneggiatura: Maccio Capatonda e altri
Paese: Italia
Genere: comico, satirico, grottesco
Durata: 100 minuti
Uscita italiana: 29 gennaio 2015
Interpreti:
Maccio Capatonda: Giulio Verme / Antonino Verme / Mariottide / Ruud Gullit
Herbert Ballerina: Alfonzo / Filomena Leccamuli / Gino Cammino
Ivo Avido: Pippo / Tamarro / Buttafuori
Lavinia Longhi: Franca Solidale
Barbara Tabita: Sharon
Rupert Sciamenna: imprenditore Cartelloni / giudice di Master Vip
Raul Cremona: illusionista
Andrea Scanzi: giornalista
Pierluigi Pardo: giornalista
Consigliato a: fan di Maccio, italiani medi, piccioni rosa
Sconsigliato a: uscieri, lord micidiali, chi non ha mai riso alle battute di Nino Frassica

Infatti quando il protagonista, Giulio Verme, prende il pirulicchio che sarebbe la pillola di droga che non gli hanno dato gli zingari, inizia ad usare solo il 2% del suo cervello. Mica l’altro 80% che non usiamo mai, quello lo lanciamo ai piccioni rosa mentre da mangiare glielo buttiamo.

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La trama de “L’italiano medio” di Maccio Capatonda, comico scoperto sul web dalla Gialappa’s Band negli ultimi anni di “Mai dire…”, è questa e ricalca uno dei suoi primi finti trailer (ne incorpora anche altri in realtà, come “L’uomo che usciva la gente”), con il quale prendeva in giro il sopracitato film con Cooper ma soprattutto cercava di evidenziare la vera natura, quasi ossimorica, del maschio medio nostrano. L’italiano è quindi protagonista di uno scontro interno al suo essere: troppe differenze abissali coabitano nel suo animo. Perché l’italiano è un intellettuale tronista, un impegnato ecologista attivo agli happy hour, un sinistroide ben vestito che gira in SUV in centro in barba alla ZTL, uno che legge i grandi autori russi ma con in sottofondo “L’isola dei famosi”. Giulio Verme è la sintesi degli hipsterismi che animano il nostro patriottismo.

Maccio, al secolo Marcello Macchia, fabbrica un buon film accompagnato, come sempre, dai fedeli colleghi Herbert Ballerina e Ivo Avido. Il problema è che per chi ha visto tutti i suoi video sul web, tutti i suoi sketch su Mediaset e tutte le puntate di “Mario”, le battute sono un po’ vecchiotte e già sentite. In più, se si fa un confronto proprio con “Mario”, la serie TV ideata, scritta, diretta, interpretata e montata da Maccio in esclusiva per MTV, il film risulta privo della verve comica di alcuni personaggi come Oscar Carogna, Ippolito Germer e Lord Micidial (in ordine Salvo Sottile, Luciano Onder e Silvio Berlusconi).

italiano-medio-il-film-di-maccioMaccio è più a suo agio con i tempi televisivi, e si nota: i venti minuti di “Mario” sono densi e pregni delle risate dello spettatore; un intero film non è gestito altrettanto bene, i tempi comici si annacquano nella fotografia giallo oro o grigio cemento, della Milano chic del “Just Caviale”. Ma nel complesso il film fa ben sperare. Era da tanto che al cinema mancava un film italiano e per di più comico, che facesse ridere. Non sorridere. Non inorridire. Solo ridere, senza un perché. Viva il nonsense.

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6 commentiCosa ne è stato scritto

  1. Chica

    Mi dispiace ma l’articolo non rende a mio parere quello che è il tuo pensiero. Non è ben centrati nel tema, affronta troppi discorsi lasciati a metà. Io ho letto tuoi precedenti articoli, con piacere e interesse, e credo che tu possa fare di meglio. Considera certo questo soltanto come il mio parere personale.

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    • Serena Risitano

      Grazie per l’incoraggiamento :) Comunque è il mio pensiero, niente di che. Alla fine il film è una ripetizione di tutti gli sketch di Maccio quindi credo non ci sia molto da analizzare in generale…

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      • Carlo

        A me ha trasmesso che non ti sia piaciuto, lo hai preso giustamente a bastonate, ma per non farti nemica mezza italia alla fine ci hai aggiunto qualche carezza. Già invertire bastone e carota avrebbe cambiato le cose… Ciao

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        • Paolo Flamigni (Gigi)

          a me sembrava chiaro che l’articolo dicesse: il film non sarebbe neanche male, ma se le scene più divertenti le ho già viste (e riveste) in tv, poi non è che mi diverta poi tanto.

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      • Chica

        Forse si, credo dipenda dal genere del film. Davvero non voleva essere una critica. Leggo molto di frequente l’undici e mi piacciono i tuoi articoli generalmente. Diciamo potevi essere più incisiva nella tua critica, manifestare senza remore il tuo disprezzo. quel finale stona un tantino. Hai difeso poco le tue idee, almeno questo appare. Ma certo che è un incoraggiamento e nessuno può insegnare come fare e imporre il proprio punto di vista.

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        • Serena Risitano

          Ma in realtà non volevo stroncarlo, anzi. A me in generale Maccio piace. Lo trovo la giusta via di mezzo tra il genere cinepanettone con volgarità e il genere comico che si prende troppo sul serio. Secondo me se ci fosse roba nuova e più condensata verrebbe fuori un film davvero divertente e irriverente. Quindi alla fine ho messo qualche parola buona perché sono a favore di questa comicità “cazzona” :) E spero che Capatonda si perfezioni nel tempo…

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