Il rivoluzionario del mattino

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Certe mattine mi sento rivoluzionario.
E per dar sfogo a quest’irrefrenabile impeto e caricarmi per la giornata mi viene talvolta voglia di leggere stampa estremista.
 Seduto cercando di non dar nell’occhio al tavolino di un anonimo bar, sfoglio di nascosto qualche pagina dei maggiori quotidiani nazionali ad alta tiratura, che, sotto le mentite spoglie di pubblicazioni moderate, celano una sapiente aggregazione di notizie selezionatee, arrangiate e montate appositamente ed editoriali e corsivi architettati e presentati in modo tale da non lasciar a digiuno di estremismo mattiniero i saltuari rivoluzionari quali lo scrivente rivoluzionario sottoscritto.

Lasciate perdere i giornali “alternativi”, manifestamente di parte o i megafoni dei partiti, nel bene o nel male segno di una sana, libera e borghese democrazia!
Il vero rivoluzionario moderno legge stampa “ufficiale“, filo-governativa chiunque sia al governo e qualsiasi cosa egli faccia, impeccabile nel proprio incravattato perbenismo, intrisa di specchiata ipocrisia, trasudante altezzoso e malcelato odio verso i momentanei nemici dei momentanei amici, pulitissimo coacervo di preconcetti, atlante di oneste visioni disonestamente parziali del mondo, che mastica i fatti, ne sputa il nòcciolo di verità e rigurgita rispettabilissime opinioni, ingrassa diffuse sensazioni malpanciste e le eleva a statistiche ufficiali ad utile suffragio di tesi antecedentemente generate; che rimane, nel bene e nel male, attaccata al proprio antico scoglio, saldamente in bilico tra novelli cattivi maestri e sperduti apprendisti popolani, conficcata talmente nel mezzo del pavido sentire comune dell’ex “ceto medio” da risultare negli effetti più estremista dei giornali cosiddetti “di parte”.

Perché, in questo odierno marasma di informazioni discordanti, delocalizzate, dall’alto, dal basso, scritte, urlate, postate, twittate, vere ma spacciate per finte o fasulle ma propinate quali verità ufficiali, ingenue bufale e presunti complotti, utilizzate come armi di distruzione e distrazione o solo per racimolare qualche click, pomposamente annunciate e poi forse sommessamente smentite, cosa c’è di maggiormente rivoluzionario, tra un croccante morso al cornetto ed uno schiumoso sorso al cappuccino, che sfogliare con calma il mattinale quotidiano di chi in tutta la propria storia non ha mai fatto altro che conformarsi agli istantanei dettami di quelli che hanno detenuto momentaneamente un po’ di potere e continua imperterrito ad impersonare la marionetta di chi da dietro le quinte da sempre tira le fila della nazione a proprio unico personale vantaggio, ovviamente, per giunta, avvalendosi di copiosi finanziamenti pubblici?

La stampa nazionale perbene alleva inconsapevoli estremisti dell’ipercentrismo, scandisce diktat sempre nuovi, sottopone periodicamente a perentori e contraddittori aut-aut, conia nuove ideologie rimarcandone di vecchie; perché è la penna che traccia il solco, ma è il senso civile del lettore che lo difende!
Giorno dopo giorno arruola membri di un silente esercito composto da brave persone con la schiena dritta, il sole in fronte e le spalle larghe, che vanno a messa presto la domenica, ben viste e rispettate dal vicinato, titolate oneste lavoratrici e attente alla pulizia della propria coscienza, costantemente impegnate nella vita si tutti i giorni a ridiffondere quotidianamente il set prescelto di news di cui è stato caldamente suggerito di discutere, difendendone con pacata decisione le incontestabili versioni ufficiali, e, in caso di “crisi”, fermamente pronte al simultaneo comando emanato a pagine unificate a serrare rapidamente i ranghi e muovere compatte sull’obbiettivo ogni qual volta che il livello di all’erta sia dichiarato sufficientemente alto da diventare leggermente fastidioso.

Non lasciarti ingannare, sviare e confondere da supposti detentori di verità, osannatori dei fatti, biechi controcorrentisti e nostalgici di idee che negli anni ci hanno fornito i nostri sempre troppo estesi diritti civili!
Informati sanamente ed entra anche tu a far parte di questo grande e civile esercito, sentiti un vero rivoluzionario!

Però prima abbottonati l’ultimo bottone della camicia, se no non ti ci prendono.

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