Il cinema che ha fatto sognare il mondo

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Quando verso la metà degli anni trenta Hollywood iniziò a produrre un nuovo tipo di commedia, brillante e sofisticata, dette vita a un genere che presto conquistò tutto il mondo facendolo sognare con le sue storie, i suoi ambienti e i suoi irripetibili divi.

COS’E’ LA COMMEDIA BRILLANTE
Cary Grant, Irene Dunne e Ralph Bellamy in "The awful truth - L'orribile verità" di Leo McCarey

Cary Grant, Irene Dunne e Ralph Bellamy in “The awful truth – L’orribile verità” di Leo McCarey

In America un nuovo genere di commedia ebbe la sua fortuna per un breve periodo tra la metà degli anni trenta e l’entrata degli Stati Uniti nella seconda guerra mondiale. Un genere di commedia che riusciva a conciliare in maniera vivace e moderna la farsa più chiassosa e la commedia romantica da salotto. Furono prodotti una serie di film ambientati nell’alta borghesia urbana, film caratterizzati da un ritmo frenetico, da dialoghi serrati e battute spiritose e allusive, ma anche da gag fisiche ereditate dalla tradizione delle “slapstick comedy” (le comiche). Protagonisti erano personaggi dal comportamento eccentrico e originale che combinavano i dialoghi eleganti e accesi della commedia romantica con l’azione surreale, l’aggressività comica e l’energia inesauribile del cinema comico.

Le protagoniste femminili, finalmente emancipate dal ruolo di oggetto dello sguardo, erano definitivamente sullo stesso piano degli uomini e davano vita a personaggi che spesso e volentieri tenevano in mano le redini della storia.

Queste erano le “sophisticated comedy” e “screwball comedy”.  Non c’è una traduzione italiana precisa per questi termini, spesso i film di cui parliamo si definiscono commedie sofisticate (per gli ambienti, gli interpreti e la qualità dei dialoghi) o brillanti (per il ritmo, le situazioni originali, le gag sorprendenti). In questo modo però si perde parte della sostanza del termine “screwball” che sarebbe più o meno svitato, mezzo matto, imprevedibile.

Sicuramente ciò che rende immediatamente riconoscibile (e ineguagliabile) la screwball comedy sono i suoi protagonisti. Un gruppo piuttosto ristretto di attori e attrici, di registi e sceneggiatori diede vita magicamente a questo nuovo genere emancipandosi dalle imposizioni dello Studio System Hollywodiano e sfornando film con una libertà e una fantasia di stile che dette risultati straordinari. Ma andiamo con ordine.

QUANDO, COME E PERCHE’…
Clark Gable e Caludette Colbert innalzano le "mura di Jericho" in "Accadde una notte" di Frank Capra

Clark Gable e Caludette Colbert innalzano le “mura di Jerico” in “Accadde una notte” di Frank Capra

Il genere nacque verso la metà degli anni trenta, il primo film riconosciuto come screwball comedy è “Accadde una notte” (It happened one night) di Frank Capra con Clark Gable e Claudette Colbert, uscito negli Stati Uniti il 22 febbraio 1934.

Il periodo non è casuale: il 1933 era stato l’anno peggiore dopo la Grande Depressione del 1929 e gli effetti del New Deal roosveltiano ancora non si vedevano. Non avere un lavoro aveva fatto perdere l’egemonia economica familiare a molti uomini spingendo le donne a svolgere nuovi lavori e a intraprendere nuove strade. L’immagine che la donna aveva di sé e quella che la società aveva della donna ebbe una veloce evoluzione. La Grande Depressione aveva dato un brusco stop al sogno americano, quel sogno che prometteva a tutti una rapida ascesa sociale e il raggiungimento della felicità materiale. Constatato che nella realtà quel sogno era irraggiungibile, Hollywood decise di non abbassare l’asticella mostrandoci personaggi con una vita senza alcun problema pratico. I film mostravano un ambiente tanto irraggiungibile quanto irreale con uomini e donne che dovevano preoccuparsi solo della propria situazione sentimentale, personaggi ‘svitati’ e ‘brillanti’ così diversi da quelli che lo spettatore incontrava nella propria vita da rendere difficile anche il desiderio di emulazione.

La crisi aveva coinvolto le produzioni teatrali di Broadway, portando (o riportando) a Hollywood e al cinema autori e autrici di grande spessore come Anita Loose (“Red headed woman”, “Gli uomini preferiscono le bionde”) o Viña Delmar (“L’orribile verità”, “I milioni della manicure”). Hollywood risentì meno della crisi, ma alcuni grossi studios che tenevano sotto contratto autori e star si videro costretti a ‘prestarli’ a compagnie minori come la Columbia o la RKO per ammortizzare i costi dei contratti. Furono proprio queste compagnie che, lasciando più libertà ad autori e registi, iniziarono a produrre il nuovo genere di commedia.

Carole Lombard e William Powell in "My man Godfrey - L'impareggiabile Godgrey" di Gregory La Cava

Carole Lombard e William Powell in “My man Godfrey – L’impareggiabile Godgrey” di Gregory La Cava

Un’altra spinta a questo genere fu l’entrata in vigore proprio nel 1934 del Codice Hays, una vera e propria forma di censura che impediva di parlare di certi temi e di rappresentarli. Gli autori di queste commedie che mostravano soprattutto una battaglia tra sessi e una serie di schermaglie amorose si trovarono a dover fare a meno di un elemento fondamentale: il sesso. In realtà il sesso era presente, ma in una forma allusiva, con battute e riferimenti non troppo espliciti, ma facilmente decifrabili anche dal pubblico meno smaliziato degli anni trenta. Se in un film romantico non si potevano vedere atteggiamenti erotici e non si poteva parlare esplicitamente di sesso non restava che una cosa: fare divertire. Questo fu un grosso stimolo per gli autori e gli interpreti. I risultati furono grandiosi.

Le commedie che superficialmente avevano soprattutto un carattere di film di evasione lasciavano spesso spazio a riferimenti alla realtà contemporanea, alle sue miserie, alle ingiustizie sociali e, soprattutto, a un desiderio sessuale che rimaneva sempre frustrato. Frustrazione sociale e sessuale, insomma, non proprio quello che si dice una forma di intrattenimento “sciacquacervello”.

…MA SOPRATTUTTO CHI
Henry Fonda e barbara Stanwick in "The Lady Eve" di Preston Sturges

Henry Fonda e Barbara Stanwick in “The Lady Eve” di Preston Sturges

All’interno di un sistema che produceva film come in una specie di catena di montaggio, le commedie brillanti nacquero e si svilupparono spesso su iniziativa personale dei registi che spesso erano anche sceneggiatori o produttori dei loro film e che si erano conquistati sul campo la possibilità di lavorare in maniera più indipendente. Si trattava di grandi autori già affermati come Ernst Lubitsch, Frank Capra, George Cukor o Howard Hawks, o nomi da noi meno conosciuti come Gregory La Cava o Leo McCarey. Prima come sceneggiatori, poi anche come registi arrivarono poi al successo due dei più grandi autori di commedie di sempre Preston Sturges e, soprattutto, quel genio di Billy Wilder. Questi crearono nuove storie e le girarono in un modo del tutto nuovo, con un ritmo forsennato, dialoghi serrati, gag surreali. Una cosa del genere non si era mai vista.

Chi rese mitici questi film fu però un gruppo di attori e, soprattutto, attrici. Stiamo parlando di nomi come Cary Grant o Clark Gable, Gary Cooper o William Powell. Cary Grant è un po’ il simbolo di questo periodo, con il suo modo di recitare distaccato, i suoi tempi di dialogo e le sua capacità di alternare momenti di classe assoluta a goffaggini fisiche esilaranti.

Gary Cooper, Fredrich March e Miriam Hopkins in "Design for living - Partita a quattro" di Ernst Lubitsch

Gary Cooper, Fredrich March e Miriam Hopkins in “Design for living – Partita a quattro” di Ernst Lubitsch

Ma, dicevamo, la parte più importante nell’identificazione di questi film solo le protagoniste femminili. Carole Lombard, Caludette Colbert, Katharine Hepburn, Irene Dunne e le altre meravigliose attrici avevano negli anni trenta tra i 30 e i 40 anni, un’età perfetta per interpretare donne bellissime ed eleganti, con un’esperienza di vita (e d’amore) alle spalle, ma ancora piene di speranza. Coniugarono la classe con un umorismo sconosciuto alle dive degli anni precedenti. E lo fecero con un modo di recitare privo di gesti eclatanti o di scene madri. Insomma erano donne affascinanti e moderne che determinavano il corso degli eventi tenendo spesso e volentieri uno o più uomini in pugno.

E se il fine (e il finale) del film è spesso il matrimonio (o il ri-matrimonio, visto i diversi esempi di film che iniziano col divorzio e terminano col matrimonio della stessa copia, da “L’orribile verità” a “Ventesimo secolo” a “Scandalo a Filadelfia”) non si tratta mai di un matrimonio di interesse. Qui le donne non puntano al matrimonio per dipendere da un marito ricco che consenta loro una vita agiata, qui solo una cosa spinge all’azione queste persone senza apparenti problemi contingenti: la ricerca della felicità. E questo crea un legame strettissimo tra uomini e donne, personaggi e spettatori

Un fatto che salta agli occhi guardando questi film è l’assenza di bambini (a parte l’insopportabile sorellina di Katharine Hepburn in “Scandalo a Filadelfia”). Fatto strano visto che si tratta di film in cui i protagonisti sono sposati e, spesso, si risposano. Probabilmente la presenza di bambini in famiglia poteva essere interpretata come il risultato di un atto sessuale avvenuto, ma il motivo più plausibile è che i bambini erano sostituiti dal comportamento infantile degli adulti. Comunque guardando i film, nessuno ne sente la mancanza.

IL DECLINO DELLA SCREWBALL COMEDY
Ginger Rogers e Ray Milland in "The major and the minor - Frutto Proibito" di Billy Wilder

Ginger Rogers e Ray Milland in “The major and the minor – Frutto Proibito” di Billy Wilder

Il genere iniziò il suo declino con l’entrata degli Stati Uniti nella seconda guerra mondiale. Vennero a mancare diversi mercati esteri, proprio quando queste commedie avevano un successo straordinario in tutto il mondo tanto da imporre definitivamente il dominio hollywoodiano sul cinema mondiale. Inoltre molti protagonisti si arruolarono e altri si dedicarono ai film di guerra e propaganda.

Anche nel declino un ruolo importante lo ebbero le protagoniste, che dopo 10 anni avevano superato l’età ideale per interpretare i ruoli che le avevano rese dive immortali. Probabilmente il pubblico ormai desiderava vedere altro e le attrici non vennero rimpiazzate. Così a parte qualche episodio sporadico, citiamo “Mr e Mrs Smith” di Alfred Hitchcock (1941), “Vogliamo vivere” di Lubitsch (1942), “Frutto proibito” (1942) di Billy Wilder, “Infedelmente tua” di Preston Sturges (1948), “Ero uno sposo di guerra” di Howard Hawks (1949) e poche altre rare perle, la stagione della commedia brillante poteva dirsi esaurita con l’entrata in guerra degli Stati Uniti.

VEDERE QUESTI FILM OGGI
Cary Grant Katharine Hepburn in "Bringing up baby - Susanna" di howard waks

Cary Grant Katharine Hepburn in “Bringing up baby – Susanna” di howard waks

I film di cui parleremo hanno ormai quasi 80 anni, sono in bianco e nero e tutti i suoi protagonisti sono purtroppo scomparsi. Perché dovremmo vederli oggi? La risposta è semplice: perché sono divertenti. Il ritmo delle scene,  la qualità dei dialoghi, l’eterna guerra di sessi rendono questi film moderni e attualissimi, non ci si annoia davvero mai e ci si diverte tantissimo anche nel XXI secolo. In più in questi film abbiamo la possibilità di ammirare veri e propri miti del cinema e di tutta la cultura occidentale del secolo scorso. La qualità delle messe in scena e della recitazione è tra le più alte della storia del cinema. Purtroppo un Cary Grant o un Clark Gable, una Carol Lombard o una Katharine Hepburn non li abbiamo avuti mai più, ma per fortuna possiamo divertirci ad ammirarli in questi meravigliosi film.

FINE PRIMA PARTE. NEL PROSSIMO NUMERO: “GLI 11 FILM CHE HANNO FATTO SOGNARE IL MONDO”

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