“Hungry Hearts”: cosa succede se tua moglie è vegana

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Mina (Alba Rohrwacher) incontra Jude (Adam Driver, l’Adam di “Girls”) nella toilette di un locale cinese a New York. Lei, orfana di madre, è italiana e lavora come traduttrice nella grande mela per scappare da un padre anziano e assente. Lei e Jude si innamorano, stanno insieme, si riproducono e si sposano. Da questa unione nasce un bambino bello e sano. Ma Mina, ossessionata da sogni che sembrano premonitori i quali raccontano di cacciatori e cervi uccisi, decide di dover purificare il bambino proteggendolo dal mondo esterno e da tutto ciò che possa apparire dannoso.


Regia: Saverio Costanzohungry-hearts-cover-vcd-front
Sceneggiatura: Saverio Costanzo da un romanzo di Marco Franzoso
Paese: Italia (girato in inglese)
Genere: drammatico
Durata: 109 minuti
Uscita italiana: 29 gennaio 2015

Interpreti:
Adam Driver: Jude
Alba Rohrwacher: Mina

Consigliato a: Carnivori, cacciatori, pediatri
Sconsigliato a: Cartomanti, bambini indaco, vegani

hJude si accorge che il piccolo è costantemente vessato da un incessante stato febbrile e, a dispetto della sfiducia nella moderna medicina di Mina, decide di portarlo da un pediatra. Jude è vegetariano, Mina vegana ma il bambino ha bisogno di mangiare della carne per crescere e riacquistare forze e peso. La madre però si ostina a nutrire il figlio solo di erbe o di oli naturali rischiando letteralmente di far morire la prole di fame. Jude a questo punto, in bilico tra l’amore per la moglie visibilmente disturbata e la sopravvivenza del bambino, riesce a prendere decisioni estreme per il bene comune.

Saverio Costanzo unisce una nota thriller a questo dramma familiare: le inquadrature e le musiche sono una strizzata d’occhio ai primi film di Dario Argento. Ma in ciò il regista risulta fiacco, facendo sì che gli omaggi risultino del tutto risibili e fuori contesto, scimmiottando un genere e non producendo nulla di innovativo. La vera forza del film, ambientato in un mondo dove gli estremismi e i prodotti OGM la fanno da padrone, è la trama da cui prelevare spunti di riflessione e di dibattito. hungry-hearts-familyCosa sono i figli nell’età moderna? Un prodotto di consumo emotivo, forse? Sono capricci frutto dell’insoddisfazione esistenziale del consumatore, i genitori in questo caso? Colmano una carenza affettiva che mai verrà riempita? Questi sono i pensieri di Mina, la protagonista, la quale, anche se gravida di demoni interiori, si distanzia di molto dalla Rosemary di polanskyana memoria. Ella è una donna che rifiuta il suo lato femminile e la sua sessualità (annullando del tutto il rapporto con il coniuge) in favore di una proprietà privata: il bambino è “suo” e insieme non fanno più parte di un nucleo familiare.

hungry hearts 19248-Photocall_-_Coppa_Volpi_for_Best_Actress_-_A._Rohrwacher_-____la_Biennale_di_Venezia_-_Foto_ASAC__3_Meritatissime le Coppe Volpi assegnate ai due protagonisti durante l’ultima edizione del Festival Internazionale del Cinema di Venezia. Lui irrequieto, spaventato e disperato. Lei calma, stralunata e inquietante.
E poi era davvero ora che qualcuno si schierasse contro la lobby vegana…

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9 commentiCosa ne è stato scritto

  1. Viviana Alessia

    Eh mamma mia! Quanta rissosità su un tema in fondo semplice. Si sa che esistono i disturbi alimentari, che non sono solo l’ anoressia, la bulimia, il bing- eating, ma altri non altrimenti specificati. Per informarsi un po’ basta googlare ” disturbi alimentari o DCA”. Ne salta fuori di materiale, hai voglia, ma te lo devi leggere per bene prima di parlare e di permetterti opinioni personali, che come tutte le opinioni personali saranno pure rispettabili, ma non sta scritto da nessuna parte che siano corrette. Se uno vuole praticare il vegetarianesimo, il veganesimo e quel cavolo che vuole è libero di farlo in casa sua. Non ritengo gli debba essere concesso di bussare porta a porta per propugnare i suoi convincimenti. ” Magna e tasi!” direbbe il saggio padano. Ed io aggiungerei senza tema di fallire che se uno mangia e bercia a destra e a manca che bisogna mangiare proprio come fa lui, senza carne, senza latte, senza uova, senza questo, senza quello vuol dire che il suo piatto lo scontenta assai. Si sa che uno che si satolla con piacere non trova necessario star la’ a reclamare contro le altrui tavolate. Tutt’ al piu’ s’addormenta per un pisolino, proprio come fa il piccino soddisfatto del suo pasto. Certamente sbagliano i media che tanto spazio danno a dibattiti tra onnivori, vegetariani, vegani ridicolmente rissosi su cosa vada bene mangiare, coinvolgendo il pianeta intero e tutta l’ umanità in cervellotiche disquisizioni che di serio non hanno nulla.
    L’ uomo è onnivoro, non ci piove sopra e credo che non ci servono gli antropologi per spiegarlo che’ saran pure arcistufi di parlar per gente che non vuol capire. Se poi uno va a nutrirsi solo di fogliame, leguminose e varia verzura, se vuol escludere dalla sua vita pollo, coniglio, pesce, vitello mucca e maiale, faccia, faccia pure con comodo lo stracavolo che vuole, ma e’ sacrosanto pretendere che uno riceva un’alimentazione completa fino a che non abbia raggiunto la maturità fisica e la maggiore età. Non è accettabile che venga deprivato, senza una giusta indicazione medicale, di ciò che l’ essere umano ha necessitato per la sua sopravvivenza e salute in milioni di anni di evoluzione della specie. Ma andiamo! Le nostre bisnonne mendicavano un pezzo di carne, magari cotta su quella ineguagliabile scoperta fatta dall’ uomo mezzo milione di anni fa, per nutrire a una certa epoca i loro bambini ; la masticavano a lungo tra i denti prima di passarla con infinito amore nella bocca del figlio. Non si tratta di migliaia di anni fa, ma di quattro generazioni fa, quando non c’ erano frullatori, omogeneizzatori e via discorrendo. Possibile che tutti, proprio tutti gli umani che ci hanno preceduto siano stati dei totali scellerati che non han saputo distinguere nemmeno come meglio cresceva e stava in salute e forza la prole?
    Io modestamente penso che oggidì il mondo sia troppo zeppo di seminatori di malanni e malore che hanno l’ unico scopo di rimpinguare tasche vuote di danaro senza versare il biblico e sacrosanto sudore della fronte. Andare a scherzare col cibo non solo può risultare pericoloso e fatale, ma è blasfemo, iniquo, irrispettoso di tutte le fatiche che i nostri antenati hanno fatto per farci arrivare fin qui.
    Secondo alcuni una donna che non nutre secondo natura un bimbetto non ha problemi mentali? Questi alcuni dovrebbero provare a vivere e magari crescere con l’ intolleranza al glutine o peggio con la celiachia, l’ intolleranza al latte e derivati, all’ uovo, e soprattutto al nichel che essendo ubiquitario ti consente solo di andare alla ricerca disperata di quegli alimenti che ne contengono quantità minimali. Praticamente inviterei tutti questi indemoniati della dieta ideologica a nutrirsi per sempre di patate lessate, riso bollito, zucchine stracotte, mela cotta, qualche galletta di riso assolutamente perlato e due cucchiaini/die di olio extravergine d’ oliva. Guai sgarrare. Anche il più cieco, sordo, accanito ideologo delle diete ” alternative” può ben immaginare non solo la tristezza, ma anche la scarsa energia che una dieta tanto coercitiva ti lascia addosso. Però… c’ è un però. Il ferreo dietologo che sta tentando con incredibile impegno di arginare i danni al mio sistema immunitario che grandi fatiche ed immensi strazi hanno praticamente disfatto, ha aggiunto sulla candita ricetta la carne, sia rossa che bianca a patto che non sia di pesce e sia cotta a vapore! Tutti coloro ai quali capita di narrare la breve e squallida lista alimentare cui e’ aggiunto un perentorio masticare per bene e acquistare carne assolutamente fresca ché stomaco ed intestino sono alla malora, s’ illuminano non appena arrivo alla fatidica parola: carne. Dicono, rassicurati e più contenti:-Beh! Per fortuna vala’ che puoi mangiare la carne!!!
    Lo fanno tutti, ma proprio tutti. Che siano tutti scellerati, come lo furono i nostri antenati più vicini e lontani?
    Francamente io penso che per far passare dalla testa le mattane di diete ” alternative ” che di alternativo hanno solo inconsistenti ideologie bisogna provare una malora bella e buona trascinandosi dietro i suoi diktat per anni e anni, sapendo che dovrai adeguarti fino alla fine dei tuoi giorni.
    Mia madre si lamentò assai contro medici così categorici come quelli che scovarono nel malridotto mio sistema immunitario la causa di un sacco e una sporta di tanti miei malanni, tuttavia i medici di cui si fidava e perfino il prete che periodicamente consultava, furono irremovibili: niente critiche, niente insistenze al mangia questo, quello e quell’ altro che male non ti fa. Qua ne va ormai di mezzo la vita! Altroche’! Per fortuna che la figliola può assumere la carne! Su con la vita vecchierella che stavolta i medici han trovato il modo di mandarla avanti, e si vede eh!
    Tutti scellerati anche costoro?
    Mi pare che serva urgentemente un po’ di rispetto per ciò che si ha a disposizione, un po’ di rispetto nella coltura e nell’ allevamento e cibarsi di tutto un po’ senza inseguire ideologie alla moda ché le ideologie hanno portato solo sciagura e morte in ‘sto mondo, basta aprire il libro di storia. E tenere ben presente che esistono i terrificanti DCA che fanno ammalare i nostri giovani a migliaia e troppi ne muoiono, né gli altri possono più guarirne, solo curarsi a vita. Non vi basta come deterrente alle macabre ideologie?
    Ed e’ imperativo considerare che esistono malattie orrende come le ossessioni, le fobie, le dissociazioni che possono portare una povera ed infelice madre perfino a sottonutrire la propria creatura così uccidendola.
    È urgente e necessario fermarsi a riflettere anziché rincorrere guru della malora e furbacchioni dell’ ultima ora.
    Scrive una che ha visto e vissuto il peggio, riguardo al cibo. E sa fin troppo bene ciò che dice.
    ” Nessun cibo fa male; fa male non poterne mangiare” soleva dire mia nonna. Quanta, quanta e ancora quanta sapienza nelle sue parole! Mettetevele bene in testa tutti, senza fingere di non capire, senza tirare a barare appendendosi a ” teorie” prive di senso logico e pratico, antropologico e storico. Non sto neanche a tirar fuori la totale necessita’ di un minimo ripassino sul semplice sussidiario delle elementari laddove si parla degli ecosistemi e della fisiologia umana, a cominciare dalla conformazione dell’ umana dentatura: ditemi, che ci stanno a fare i canini nella nostra bocca? Forse a lacerare la fitta coltre di nebbia che avvolge non solo la sfortunata Val Padana, ma anche quella che ormai avvolge inesorabile i neuroni di molti “alternativi ” dell’ alimentazione?
    Attenti, che’ una malora non guarda in faccia nessuno, nemmeno coloro che a suon di ” teorie” le vanno a tirar vicino. Non per augurare il male a nessuno, ma attenti che il male che miete vittime innocenti può appressarsi e trovar dimora anche nei suoi seminatori.
    Serena fa bene a sottolineare la distorsione che s’ annida nelle posizioni fondamentaliste. È anche troppo tenera e civile con chi, in fondo, s’ arrampica su un punto, una virgola, un punto e virgola per farle rimangiare una ragione che è evidente come la luce del sole.
    Anche la malafede degli ” acculturati” contestatori che pur di contestarla van di palo in frasca partendo dal titolo del post e arrivando al regista presunto orco che finanzia presunte sperimentazioni sugli animali è evidente, inequivocabilmente evidente.

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  2. Sassy999

    Mi permetto di lasciare un’ opinione,
    sono assolutamente d’accordo con Elisa ma amo aggiungere che la propria visione delle cose deve necessariamente scendere a compromessi quando si tratta di un bimbo ai primi mesi di vita. Non conosco con precisione le teorie vegane ma so con una buona percentuale di sicurezza che con i neonati occorre essere flessibili.
    Mio padre era un hippie, non approva tutt’ora l’utilizzo di farmaci ( proposito di lobby), ed io che soffro di disturbo bipolare ne ho sofferto molto. Niente medici, niente psichiatri per anni.
    So che non è la stessa cosa ma in fondo lo è.
    Il regista ha detto che il tema del cibo è solo apparente, che il film parla di radicalizzazione di ideologie, e che Mina fa esattamente questo.
    Un saluto.

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  3. Danny

    Ok, ma la protagonista, oltre che vegana, è anoressica, claustrofobica, germofobica, e ha paura che il sole e l’aria possano nuocere al bambino. Il fatto che abbia scelto di non nutrirsi di prodotti animali è un dettaglio nel quadro psicopatologico generale.
    Per questo, secondo me, non è un film sulle scelte alimentari.
    Da che parte l’hai scritto? Nel titolo del post, ad esempio…

    Quanto alle lobby…. se i vegani fossero una lobby a breve non troveresti più carne nei supermercati e le macellerie chiuderebbero una ad una. Al contrario, sono solo l’ennesimo target di mercato, per cui fioriscono alimenti e ricettari a loro uso e consumo.
    Se sia una moda o uno stile di vita, dipende dalla motivazione delle singole persone, ma certamente non sono una lobby…
    Peace of course ! :-)

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    • Serena Risitano

      Il titolo dell’articolo sta a sottolineare il fatto che chi ha adattato/scritto/prodotto/diretto il film ha sicuramente calcato la mano sull’alimentazione. Non si nota nient’altro a parte che Mina preferisce non far uscire il bambino all’aperto con il padre. Sicuramente è una pellicola atta a scatenare polemiche :)

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  4. Danny

    Veramente questo non è un film sulle scelte alimentari, è un film sulle psicopatologie…. esiste una differenza tra le due cose (anche se alcuni fanno fatica a capirle). Inoltre “lobby” significa gruppo di potere in grado di fare pressione a livello politico ed economico. I vegani non sono una lobby – ovviamente- al massimo sono un target commerciale. Oggi c’è la tendenza di definire lobby qualunque minoranza che non piace (vegani, gay ….) , ma perché usare le parole a “raglio?

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    • Serena Risitano

      Scena del film: Adam è dal dottore con il figlio.
      Dottore “Ma quindi lei è vegetariano? Non c’è niente di male nell’esserlo. E sua moglie e suo figlio?”
      Jude “Loro non mangiano latte e uova”.
      Dottore (con la faccia sdegnata) “Allora sua moglie è vegana! Il bambino ha bisogno di nutrirsi di carne!”

      Credo che possa essere anche e sicuramente un film sulle psicopatologie (non c’è scritto da nessuna parte che è un film sulle scelte alimentari, deduzione tua. Se poi la trama è quella c’è poco da fare), ma sicuramente anche contro l’estremismo vegano dato che l’ha detto il regista stesso, il quale ha pensato, scritto e diretto il film. O almeno io l’ho visto così. Opinioni personali. Peace! :)
      PS Tutto quello che è per definizione “di moda” per me diventa una lobby, poiché riesce ad influenzare le masse a livello commerciale/economico. Ti posso fare l’esempio anche degli Otaku dal giappone che per adesso vanno tanto di moda, i quali influenzano moda e stile di milioni di adolescenti. Va di moda essere vegani? Per me è una lobby allora…

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      • Elisa

        Essere vegani non è assolutamente una moda. Anzi è proprio andare contro corrente. I vegani sono i diversi e non certo alla moda. Va di moda abbuffarsi senza ritegno di ogni prelibatezza ci offre l’industria alimentare. Va di moda sperimentare cibi sempre più manipolati e finti. Essere vegani richiede sacrifici in una società come la nostra. Chi decide di avvicinarsi alla dieta vegana ha spesso motivazioni profonde che vanno rispettate. Credo che se diamo un’occhiata alla situazione globale ci rendiamo conto che non siamo messi proprio bene. Si parla di crisi spesso riferendosi solo a quella economica. Ma la crisi è totale. Riguarda tutti gli aspetti della nostra esistenza. Ed è arrivato il tempo di modificare il nostro modo di pensare. Dobbiamo comprendere che ciò che un tempo ci sembrava la cosa migliore, oggi forse non lo è più.
        Inoltre mi pare che l’articolo abbia la vera intenzione di giudicare (negativamente) la scelta vegana e non di portarci a conoscenza di un film per poi aprire un dibattito costruttivo. È scritto in modo tale da mettere in cattiva luce i vegani a prescindere.

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        • Serena Risitano

          Far morire un bambino di fame come succede nel film (perché del film parlo) è una cosa abbastanza negativa PER ME. Quindi se non parlo bene di questo comportamento mi sembra una cosa più che sensata :) Il mio obiettivo era appunto aprire un dibattito sulla figura e l’importanza che hanno i figli ai giorni nostri, ma la maggior parte dei lettori si sono fermati a “vegani si/vegani no” o a un apostrofo in più messo li per sbaglio. E me ne dispiaccio perché vuol dire che non sono forse riuscita a far bene il mio “lavoro”.

          Per quanto riguarda la moda, mi permetto di dissentire: va di moda e fa figo fare gli alternativi per forza ed essere vegani significa essere alternativi, tra i giovani d’oggi. Poi vanno a casa e si mangiano le cotolette di nonna, però fuori sede preferiscono il ragù di tofu xD

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          • Angelo

            “Jude è vegetariano, Mina vegana ma il bambino ha bisogno di mangiare della carne per crescere e riacquistare forze e peso.”
            Il film può anche essere azzeccato nel prendere una donna con problemi psicologici.
            il fatto che questi problemi siano indirizzati in una forma ambientalista è solo una forma che piace costanzo perché porta li film all’attenzione di tutti: menefreghisti che vogliono avere la coscienza pulita e ambientalisti in varie forme.
            E’ noto da sempre che le persone che fanno scelte molto differenti dalla massa (tranne i modaioli che durano sempre poco) sono in gran parte consapevoli e più informati di un consumatore qualunque.
            Tornando al film è ovviamente una provocazione da parte del regista (che mangia carne, uova, latticini, veste animali, e finanzia la sperimentazione animale con i suoi acquisti) far dire ad un medico che un essere umano ai primi anni ha bisogno di “carne” per crescere.
            Esistono un milioni di persone cresciute vegetariane, per cultura religione o altro, che non hanno mai mangiato gli animali (es i figli di ben stiller sono vegani). Quindi è un’affermazione falsa che è dovuta a due sole possibilità: disonestà o ignoranza.

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