Essere o non essere: Transparent

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La notte degli Oscar sta per arrivare ma ciò che è successo ai Golden Globe echeggia ancora oggi, soprattutto per chi è rimasto estasiato dinanzi alle ventate d’aria fresca che hanno oltrepassato la bidimensionalità dello schermo il giorno delle premiazioni. I Golden Globe come finestra che si affaccia su nuove storie.

Titolo originale:  Transparenttrasparent amazon
Anno: 2014
Paese: USA
Stagione: 1 Episodi: 10
Ideatore: Jill Soloway
Produzione: Amazon Studios
Data Italia: Inedita

Interpreti:
Jeffrey Tambor: Mort/Maura
Jay Duplass: Josh Pfefferman
Gaby Hoffmann: Ali Pfefferman
Amy Landecker: Sarah Pfefferman

Consigliato: a chi vuole godersi una serie intera, senza attendere l’uscita settimanale; a chi ricerca l’emozione insita nella delicatezza delle storie
Sconsigliato: essendo una serie autoriale, a coloro che solitamente trascorrono il tempo con serie colossal

In particolar modo faccio riferimento alle modalità con cui viene trattato il tema dell’omosessualità da due prodotti usciti vincenti dalla cerimonia. Due storie che protendono verso due argomentazioni differenti: da una parte The Normal Heart, film prodotto per la tv e diretto da Ryan Murphy, dall’altra Transparent, la serie prodotta da Amazon e diretta da Jill Soloway. Se nel primo caso trattiamo il tema dell’AIDS, con sfumature differenti rispetto ad altri lavori dedicati a questo frangente, nel secondo andiamo a scoprire cosa significhi, all’età di 60 anni, liberare il proprio essere attraverso la transessualità.

Se il primo caso ha avuto modo di farsi conoscere, almeno sul web, la serie non ha avuto la fortuna che in realtà ampiamente si meriterebbe. In Italia è inedita, ed è il motivo per cui abbiamo deciso di parlarne.

Sulla strada di Netflix anche Amazon ha deciso di dar vita ad un proprio prodotto composto da dieci episodi caricati online contemporaneamente. Non più attese settimanali, questa sembra essere la nuova ondata seriale.

JOSH ED ALI IN UNA SEQUENZA DELLA SERIE

JOSH ED ALI IN UNA SEQUENZA DELLA SERIE

Ciò che nasce prende il nome di Transparent, una sorta di gioco di parole che crea un interconnessione con la coralità di ciò di cui andrà a trattare. Uso il termine coralità perché la storia non ruota esclusivamente intorno a Mort, 60enne alle prese con la propria identità, il cui coraggio accumulato nei lunghi anni di sé celati lo porta verso il coming out presentandosi al mondo come la donna che sempre sarebbe voluto essere: Maura. Intorno alla sua vicenda si snodano quelle dei tre figli: Sarah, decisa a divorziare dal marito per tornare insieme alla donna amata in passato; Josh, giovane uomo che fa grandi salti da una relazione all’altra; infine Ali, la cui vita non ha un preciso perché, se non decorata da una confusa identità sessuale.

JEFFREY TAMBOR NEI PANNI DI MORT/MAURA

JEFFREY TAMBOR NEI PANNI DI MORT/MAURA

Insomma, Mort/Maura non ha dovuto fare i conti con la normalità socialmente accettabile di una famiglia. Ogni personaggio si dota di problematiche che, nel corso della serie, diverranno trasparenti mostrando, chi apertamente, chi più silenziosamente, le sfumature più intime.

È importante sottolineare come la tematica non sia solo l’identità di genere ma, si osserva che la storia cela in profondità i rapporti interni ad una famiglia e, soprattutto, mostra con ironia e raffinata delicatezza cosa significhi mostrarsi al mondo per ciò che realmente si è. Senza maschere, ma con indosso la trasparenza del proprio io. Un po’ com’è avvenuto a Patrick (Kitten) nel film del 2005 Breakfast on Pluto di Neil Jordan.

CAST E STAFF AMAZON AI GOLDEN GLOBE

CAST E STAFF AMAZON AI GOLDEN GLOBE

Una serie che consiglio di recuperare per non rischiare che venga abbandonata in una nicchia autoriale in quanto merita di essere vista. Si pensi solo che, al tempo della sua uscita, molti l’avevano definita la miglior serie del 2014. E questo è, premiata ai Golden Globe come Miglior serie commedia e Miglior attore a Jeffrey Tambor.

Nel corso del 2015 verrà diffusa la seconda stagione. So: R E C U P E R A T E L A!

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