Due milioni di tweet “intolleranti”. Misure e contromisure

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Un corposo ed articolato lavoro condotto da Vox-Osservatorio italiano sui diritti, durato oltre un anno (nonché otto mesi di monitoraggio della rete Twitter), ha dato vita ad un “documento” di grande rilevanza psico-sociologica al fine di addivenire a nuovi e più ponderati approcci nei confronti della dilagante inciviltà in Italia.

Numerosi tweet contro le donne, le più colpite.

Numerosi tweet contro le donne, le più colpite.

Quasi due milioni di tweet studiati da tre dipartimenti delle Università di Milano, Roma e Bari – sul modello della Hate Map della Humboldt State University della California – sono confluiti nella prima “Mappa dell’intolleranza”. Essi ci aiutano a comprendere molti aspetti della vita nella nostra penisola ma, soprattutto, ad illuminare il cammino verso le priorità sia collettive che individuali. Attraverso la geolocalizzazione, è stato possibile individuare le zone con il più alto livello di intolleranza. Sono stati mappati l’odio razziale, l’omofobia, l’odio contro le donne, contro i diversamente abili e l’antisemitismo.

Questi sono temi fondamentali per i quali, purtroppo, manca una visione condivisa e una conoscenza complessiva del “Mondo Italia”. In tali condizioni, quindi, anche un lavoro così lodevole, importante, rischia di divenire solo oggetto di approfondimento per appassionati e studiosi che hanno a cuore le sorti dell’amata Italia. La “mappa” sarà donata – scrivono – alle amministrazioni locali, alle scuole che potranno agire concretamente con progetti mirati sul territorio.

Se è vero che “non bisogna confondere gli uomini con i ruoli” – concetto tanto caro a Falcone e Borsellino – al contempo non si possono ritenere validi quegli educatori posticci (nonché privi di vocazione all’insegnamento) e quegli eletti dal popolo che abbiano dimostrato di non essere degni di quel prestigioso ruolo (smantellandolo e sfruttandolo per interessi personali, faziosi, e consequenzialmente contro i cittadini).

Ecco il punto cruciale, oggi non si può più concedere fiducia, candidamente, a pseudo amministratori e pseudo educatori nati, cresciuti e formati male. Anche se bisogna fare le dovute distinzioni tra le varie regioni, contestualizzando il problema nelle singole realtà di vita concreta, non si può al contempo non rilevare un modus operandi indotto da una maleducazione derivante da dinamiche le cui colpe ricadono non solo sulla politica imperante sin dai tempi della prima repubblica, ma soprattutto su quella mancata diffusione del pensiero libero (risalente al periodo della Controriforma) di cui rimane tuttora solo la promessa. Di questa ancora oggi non si vede traccia concreta, e per tale motivo bisogna continuare a dubitare, soprattutto quando la cronaca ci mostra il percorso: fatti deprecabili che ci appaiono come segnali di un degrado culturale, e non solo, da cui emerge che l’essere umano è considerato meno che alla stregua di un oggetto. In tali cosiddette istituzioni – in ossequio ad una condotta imposta dall’alto – alberga di fatto il contrario di ogni diritto (salvo rari casi di legalità incarnati da amministratori diligenti e perbene) e quindi persino il diritto di sperare in un cambiamento viene capovolto in origine.

La rabbia involontaria

Oltre l’evidenza dei tweet, però, si intravede l’inconscio dei loro autori, tra i quali sembra profilarsi un’assoluzione per chi, schiacciato da tutti (o quasi) non fa altro che dare sfogo ad una rabbia indotta. Certo usa parole pesanti, e per molti versi ingiustificabili, ma le mazzate che ha preso (e che continua a prendere) non sono affatto leggere. Quegli improperi “intolleranti” divengono così un modo (forse l’unico) per rimarcare che anch’essi esistono, un modo – giusto o sbagliato che sia – per rivendicare la possibilità di una vita, specularmente ai destinatari dei loro tweet “offensivi”.

Note

Mappa dell’intolleranza: http://www.voxdiritti.it/?p=3612

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Cosa ne è stato scritto

  1. MariaTeresa

    la realtà . . .qual è . . .dove. . e’ ! . . . deve risiedere nel cuore dell’uomo, assetato di verità e giustizia , ma, tale uomo, e’ desideroso. . . inconsapevolmente talvolta. . . di doversi nutrire dell’amore divino, dell’aria pura regalata dai sentimenti e dalle emozioni quando sono espresse. . e devono vincere sopra ogni altra condizione. . ed emozione! l’uomo è’ alla ricerca di se stesso. . .cercando Dio.

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