Birdman (o L’Imprevedibile Virtù dell’Ignoranza) – La Rivincita Degli Esclusi

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MICHAEL KEATON

MICHAEL KEATON

L’87ª edizione dei premi Oscar, tenutasi pochi giorni fa, ha evidenziato una curiosità non priva di un certo effetto. Tornando indietro di un anno e cambiando lo sfondo ci ritroviamo a Venezia durante la proiezione in anteprima mondiale del film Gravity diretto da Alfonso Cuaròn che, uscito sconfitto dal festival nostrano, ottenne una grande rivincita pochi mesi dopo, precisamente un anno fa, esattamente agli Oscar: sette le statuette ottenute, tra le quali (Miglior regista, Miglior fotografia, Miglior montaggio, Migliori effetti speciali, Miglior sonoro, Miglior colonna sonora) su dieci nomination. Un lieto fine che ha voluto premiare anche quest’anno, come se fosse particolarmente affezionato alle pellicole che aprono il festival veneziano. Questa volta il “fortunato” è Alejandro González Iñárritu con Birdman o (L’imprevedibile virtù dell’ignoranza) che aprì la 71ª edizione della Mostra tenutasi al Lido il 27 agosto scorso. Quattro le statuette ottenute, tra le quali Miglior film, Miglior regia, Miglior sceneggiatura originale e Miglior fotografia nonostante pericolosi rivali come Boyhood.

Una vittoria meritata e non solo, come molti hanno affermato, perché Hollywood ha un egocentrismo così ampio da premiare le storie che la

MICHAEL KEATON ED EDWARD NORTON

MICHAEL KEATON ED EDWARD NORTON

vedono come protagonista indiscussa. Se la narrazione di base ruota intorno alla figura di un attore in declino che conobbe la fama interpretando un supereroe di nome Birdman finito nel dimenticatoio con l’avvento della serialità “hero” e deciso a riscattarsi con un autoproduzione teatrale a Broadway, a far la differenza è la struttura narrativa che Iñárritu decide di utilizzare.

Ciò a cui si fa riferimento non sono i virtuosismi della MDP o la complessità del piano sequenza fine a sé stesso realizzato con l’handycam, elementi riscontrabili facilmente nella storia del cinema, bensì a differenziare questo lavoro sono i dialoghi inseriti all’interno di blocchi narrativi che iniziano e terminano con un piano sequenza. Ogni blocco è caratterizzato da un batti e ribatti tra i personaggi, diretto, veloce e poi via verso il piano successivo.

EMMA STONE

EMMA STONE

E così conosciamo i personaggi che, inseguiti dalla MDP, si muovono fra il backstage, il palco e, talvolta, alcuni esterni come le strade. In particolar modo entriamo in confidenza con Riggan Thomson, interpretato da Michael Keaton, composto di una complessità psichica che confonde lo spettatore sin dalla prima sequenza quando lo si vede fluttuare in aria durante la meditazione. La domanda che ci si porrà in seguito sarà: sono allucinazioni o possiede veramente i poteri del supereroe da lui interpretato?

Da qui si comprende come le due identità, quelle di Birdman e Riggan, si uniscano e convivano rendendo sempre più labile il confine tra realtà e finzione. I rulli di batteria tengono alto l’alone di tensione che investe il protagonista quando vede che il confine sopra citato scompare sempre di più e veniamo trasportati in un vortice sempre più veloce di cinema che si tramuta in teatro che si tramuta in finzione e realtà insieme.

Inutile ricordare alcuni punti di riferimento tematici quali il ruolo dei media o la cinematografia dedicata ai supereroi il cui destino degli

MICHAEL KEATON INSIEME AL REGISTA IÑARRITU

MICHAEL KEATON INSIEME AL REGISTA IÑARRITU

interpreti potrà essere assai comune a quello di Riggan.

Fragilità, sogni di gloria, presunzione, vulnerabilità ed, infine, il salto in un finale aperto perché, d’altronde, “La popolarità è la piccola cuginetta del prestigio!”

(Piccolo consiglio, se riuscite guardate il film in lingua originale)

 

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5 commentiCosa ne è stato scritto

  1. Chica

    Il film è davvero bello. Un film ricco di significato, che si muove tra realtà, finzione, immaginazione, la voglia di rivalsa, uno scontro interno che solo alla fine trova il suo equilibrio. La recensione è ben scritta, ma forse come Gennaro scrive, non dà il giusto merito alla complessità del film, indipendentemente dal personale pensiero su di esso.

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  2. claudio

    Birdman è l’ego incalzante di un uomo di mezza età che entra in crisi con Sè stesso ed inizia a chiedersi chi è veramente? Lo aiuta la meditazione, inizia a riprendere in mano la propria vita e le cose che contano. Prima, quando era Birdman, volava per finta, ma ora il suo ego è dominato e riesce a volare senza ali, per davvero.

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  3. Ignazio

    Sì, ha meritato il premio, anche se io preferivo Boyhood.
    E apprezzo queste recensioni in cui si analizza il film senza dare giudizi personali buttati lì a caso.

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  4. Gian Pietro "Jumpi" Miscione

    A me “Birdman” è piaciuto molto. Soprattutto perché racconta un po’ di tutti noi o almeno di chi, con una vita comoda e familiare che lo “chiama”, sceglie di andare oltre, di reinventarsi, di prendere il cammino in salita e non quello in discesa.
    E dopo una dura lotta dentro e fuori di sé, riesce finalmente ad essere veramente libero. Come un bird. ..

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  5. Gennaro

    Ciao, sono un vostro lettore ma è la prima volta che vi commento. Leggo sempre le vostre recensioni e mi ci ritrovo molto, nello stile e nei pensieri. Ebbene, questa non la ritengo una recensione. È una blanda analisi, nemmeno tanto profonda. Ti do un consiglio: la prossima volta sii chiara nell’espimere la tua opinione dedicandole più di due parole in croce. Un film così bello, profondo e sperimentale non si può liquidare così. Troppa banalità e scopiazzature da articoli americani!

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