50 sfumature di sincerità – “50 sfumature di grigio” di Sam Taylor-Johnson

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La fila per fare i biglietti al botteghino è lunga. La ragazza alla cassa, stanchissima, avverte tutti che si entra in sala eccezionalmente mezz’ora prima dell’inizio dello spettacolo. Nei corridoi stretti del cinema si accalcano donne di tutte le età: parlottano tra di loro a bassa voce per poi emettere dei gridolini d’eccitazione. Sulle comode e familiari poltrone rosse dell’ampia sala si contano solo cinque o sei presenze maschili al massimo.

50 sfumature di grigio poster

Titolo originale: “Fifty shades of Grey”

Regia: Sam Taylor-Johnson
Soggetto: dal romanzo E. L. James
Sceneggiatura: Kelly Marcel, Patrick Marber, Mark Bomback
Musiche: Danny Elfman
Paese: Stati Uniti
Genere: commedia romantica
Durata: 125  minuti
Uscita italiana: 12 febbraio 2015

Interpreti:
Dakota Johnson: Anastasia Steele
Jamie Dornan: Christian Grey

Consigliato a: Ragazze dal cuore tenero, donne eccitate ma non troppo, chi ama l’ironia accidentale
Sconsigliato a: intellettuali, masochisti, fantini

E' un film in cui si limona duro

E’ un film in cui si limona duro

Probabilmente fidanzati costretti ad uscire di casa in barba al convulso desiderio di un’altra partita a Fifa. Le donne, in attesa che cominci il film, sono stranamente irrequiete e continuano a gironzolare tra le poltrone, disturbando tutti, sui loro tacchi. Il “tic tic tic” degli stivali invernali sulla moquette è a dir poco frenetico. Partono i Trailer di rito e finalmente tutti si siedono ma l’impazienza regna sovrana. Mesi e mesi di attesa e repressione sfociano in un solo grido adornato da risatine nervose: “Christian Grey, facci vedere l’elicottero!”. Poi il buio. Tutte in sala trattengono il respiro. E quando finalmente il film parte un sospiro di sollievo pervade l’aere comune. Inizia ufficialmente “50 sfumature di grigio”.

Anastasia Steele è una studentessa vergine e imbranata che, per puro caso, è costretta ad improvvisarsi giornalista per intervistare Christian Grey. Lui è ricco, bello, potente, sicuro di se; ha un penetrante sguardo di ghiaccio ma una voce calda e rassicurante come pochi. Anastasia ne è attratta fin da subito e vorrebbe gridagli una cosa tipo “smerigliami la cervice uterina col tuo martello pneumatico!” Ma niente. E’ troppo timida e goffa. Nonostante ciò, non si sa bene per quale magia o intervento divino, anche Christian, bello e impossibile fino all’inverosimile, è attratto da questa ragazzetta di provincia. E allora la va a prendere in un locale e lei gli vomita sulle scarpe, cerca di farla ballare sensualmente sulle note della suadente voce di Frank Sinatra ma lei improvvisa un balletto strambo e solitario sulle sue orrende ballerine da Aladino, la spoglia per farle perdere la verginità e questa ha le gambe più pelose di Gattuso. Povero Christian, ne sopporta davvero di tutti i colori. Decide infine, di renderla partecipe dei suoi fetish sessuali, a patto che firmi un contratto: dovrà essere la sua “schiava” ed essere sempre disponibile per degli incontri erotici, dovrà essere ben disposta ad usare sex toys, a praticare il bondage, ad essere bendata e a essere punita, di tanto in tanto, con delle sculacciate. Mica male!

Figo della Madonna + milioni = strappare le mutande

Figo della Madonna + milioni = strappare le mutande

Christian quindi fa vedere la sua “camera dei segreti” ad Anastasia dicendole che è piena di “giochi”. Lei, tonta più di Paolo Brosio che crede di parlare col Papa, risponde “Ma è la stanza dove giochi con l’XboX?” A Christian, ovviamente, gli si ammoscia l’entusiasmo. Riuscirà entro fine film a far firmare il contratto ad Anastasia (un ricchissimo adone di 27 anni ti promette di strapazzare le tue ovaie per tre giorni a settimana o anche più. Non ti annoierai mai perché lui “non fa l’amore ma scopa, forte.” Che fai, non firmi?) o anche a non ucciderla? E lei riuscirà per una volta a non copiare da twitter le battutacce di Gasparri?

Dakota Johnson sulla poltrona dell'estetista prima di girare una scena del film

Dakota Johnson sulla poltrona dell’estetista prima di girare una scena del film

La trama di “50 sfumature di grigio” è questa. Non si scappa. Il film, molto simile al libro ma più pudico (eliminate le fellatio e le considerazioni sugli organi sessuali espressi su carta dalla protagonista), segue passo passo la storia di Anastasia, approfondendo però e rendendo un po’ più umano il bel Christian (Jamie Dornan). La sceneggiatura, piena di scivoloni comici involontari, la si può descrivere con un solo aggettivo: noiosa. La recitazione di Dakota Johnson (che è la figlia di Melanie Griffith e del Don Johnson di “Miami Vice”) è a dir poco imbarazzante. Due, massimo tre espressioni di repertorio. Il resto è porno soft. “50 sfumature di grigio” è l’evoluzione leggermente più hard di un romanzetto rosa alla Harmony. Inspiegabilmente alle donne piace. Forse perché rappresenta un po’ quello che succede dopo l’happy ending dei film Disney. Mette in scena le fantasie sessuali tra una bella romanticona e una “bestia da letto” con tanto di trama. Voyeuristico piacere che prende ogni tanto. Magari le fantasie di Christian le si vorrebbe tanto sperimentare in prima persona ma non si ha l’ardire di chiedere. In effetti, sotto svariati punti di vista, in questo caso è meglio un porno (l’onestà verso se stessi prima di tutto) anche se il bel Dornan vale da solo il prezzo del biglietto.

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