Vorresti darmi alla testa, alcol?

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Passata la festa e gabbato lo santo… cosa rimane? I chili di troppo? La carta da regalo stropicciata? Un gran mal di testa? Ricordi? Falsi ricordi? Ricordi mancati?
Sarà mica colpa dello zibibbo vero?!
Quien sabe?

Cosa sappiamo dell’alcol? Cosa provoca ai nostri neuroni satolli? E’ vero che fa male? Ma più o meno della Mariagiovanna?

Una molecola di etanolo: in nero il carbonio, in rosso l'ossigeno, in bianco l'idrogeno.

Una molecola di etanolo: in nero il carbonio, in rosso l’ossigeno, in bianco l’idrogeno

Cercherò in questa sede di spiegare brevemente cosa combina l’etanolo, dopo aver solleticato le nostre papille gustative, nelle sue diverse forme.

Quindi cosa succede alle molecole di alcol, termine comunemente usato come sinonimo di etanolo, quando, dopo essere state ingurgitate, vengono catturate dai nostri vasi sanguigni e da loro veicolate ovunque, in particolare verso il nostro prezioso Sistema Nervoso ?

L’etanolo va ad interagire con i recettori GABA A (specifici per l’acido gaba-amino-butirrico, di tipo A), con quelli per il glutammato tipo NMDA (che sta per N-Metil-D-Aspartato, altra molecola che vi si può legare) e per i cannabinoidi.

I recettori-canale (attraversati dal Cloro) GABA A, neurotrasmettitore cosiddetto “inibitorio” (dell’impulso nervoso), sono ritenuti responsabili dell’effetto ansiolitico e sedativo dell’alcol, così come delle difficoltà di coordinazione motoria, della tolleranza e della dipendenza. Tale recettore possiede anche un sito di legame per farmaci sedativo-ipnotici come le benzodiazepine (per fare qualche esempio conosciuto dai più: lorazepam/Tavor, alprazolam/Xanax, delorazepam/En), che quindi hanno un’azione simile al nostro bel bicchierozzo alcolico.

Sembra che il vino delizi l'essere umano addirittura dal neolitico

Sembra che il vino delizi l’essere umano addirittura dal periodo neolitico

I recettori NMDA per il glutammato, che al contrario è un neurotrasmettitore “eccitatorio”, hanno un ruolo nello sviluppo dei meccanismi di tolleranza, dipendenza, nella sindrome d’astinenza e nell’apprendimento. L’etanolo agisce come antagonista indiretto dei recettori NMDA, protagonisti di quel fenomeno neurofisiologico per cui, grazie a modificazioni sinaptiche, si ha un aumento della trasmissione a lungo termine del segnale: il cosiddetto potenziamento a lungo termine (Long Term Potentiation o LTP). Tale meccanismo sembra “sfruttato” dai circuiti della memoria, a livello delle aree ippocampali del cervello. Questo spiegherebbe, almeno in parte, gli effetti deleteri dell’etanolo sulla memoria e sulle altre funzioni cognitive.

Perchè l’alcol gratifica? Perchè può attivare i recettori per i cannabinoidi, in particolare a livello della via mesolimbica: si ha qui un aumento del rilascio di dopamina (un neurotrasmettitore), come durante la soddisfazione di bisogni primari (utili alla sopravvivenza propria e della specie), quali mangiare, bere e fare sesso, oppure in occasione di altre esperienze piacevoli, come raggiungere un successo, la creazione artistica, il gioco, l’attività sportiva e il ballo.
I cannabinoidi endogeni sono implicati inoltre nella regolazione dell’appetito e dell’umore, nella modulazione del dolore e nel funzionamento cognitivo.

In parole povere, la “stimolazione” del sistema nervoso centrale e l’euforia sono il risultato di un ridotto funzionamento del controllo inibitorio, così come della memoria, della capacità di discernimento e dell’intuito (e qui forse c’eravamo arrivati tutti, astemi a parte).

Man mano che aumentano i livelli ematici di etanolo, il giudizio, il controllo emozionale e la coordinazione motoria iniziano a fare cilecca.
Le conseguenze più gravi, che potete immaginare, si verificano più facilmente quando all’alcol si associano altre sostanze psicoattive.

Il limite "sicuro", espresso in unità alcoliche, per donne (W) e uomini (M), giornaliero (daily) e settimanale (weekly)

Il limite “sicuro”, espresso in unità alcoliche, per donne (W) e uomini (M), giornaliero (daily) e settimanale (weekly)

Gli effetti dell’etanolo sul nostro organismo non dipendono solo da quanto ne viene ingerito, ma anche da quanto rapidamente aumenta la sua concentrazione ematica e dalla tolleranza della persona stessa ad esso.
Quindi la determinazione di una sola alcolemia non è una stima affidabile di quella che possiamo chiamare’”ubriachezza” e – attenzione! – i dati che seguono sono perciò da prendere con le pinze.
Sedazione, disinibizione, rallentamento dei tempi di reazione in genere si associano ad una concentrazione di etanolo nel sangue tra i 50 e i 100 mg/dL.
Tra i 100 e i 200 mg/dL, si possono avere disturbi del movimento con disartria (rallentamento, frammentazione dell’eloquio) ed atassia (disturbo dell’equilibrio, della serie “sto andando un po’ storta”), ed alterazioni dei movimenti oculari, che possono causare disturbi della vista con diplopia (visione doppia).
A concentrazioni superiori, il quadro inizia purtroppo a diventare preoccupante: tra 200–300 mg/dL si possono presentare vomito e riduzione della vigilanza, tra 300–400 mg/dL coma fino ad arrivare a depressione respiratoria e morte.

Quello a cui raramente si pensa e che l’etanolo ha parecchi effetti cronici, su diversi organi del nostro corpo.
I consumatori abituali di discrete quantità di alcolici (a partire da 2 bicchieri di vino al giorno circa) hanno un rischio aumentato, rispetto al resto della popolazione, di sviluppare cirrosi epatica, tumori di cavo orale, faringe e laringe, esofago e mammella, ictus cerebrale. Inoltre, possono andare incontro a patologie progressive del Sistema Nervoso Centrale e Periferico,  sia per un’azione tossica diretta dell’etanolo nei confronti dei neuroni, sia in via indiretta, in seguito a carenze nutrizionali dovute a possibili modificazioni della dieta: ad esempio, l’encefalopatia di Wernicke-Korsakoff, la demenza alcolica, la degenerazione cerebellare (con atrofia del cervelletto, uno dei regolatori dell’equilibrio), la polineuropatia e la miopatia alcoliche.

Adesso che forse sappiamo qualcosa in più sull’alcol e dove va ad agire, facciamone buon uso.
Salute!

 

 

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