“Caro fesso concittadino…”

3
Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

“Caro concittadino,

colui che ti scrive è un membro del potere, delle èlites o di qualunque cosa che abbia influenza sulla tua vita. So che un mio illustre collega ti ha già fatto il discorsone del 31 dicembre. Ma io grazie all’anonimato voglio dirti tutto quello che pubblicamente non possiamo confessare. Ovviamente nella tua mente io sarò quello che preferisci: un politico, un banchiere, un dirigente, una popstar o un intellettuale famoso. Lascio a te scegliere il personaggio che meglio detesti.

Per iniziare, ti voglio ringraziare per i sacrifici che fai ogni giorno e per il tuo consenso attivo o passivo. Nonostante decenni di umiliazioni e soprusi sei ancora qua docile e rassegnato. Anzi, sei più laborioso che mai, nel tentativo di conservare il benessere che sta svanendo. In tutto questo fare disperato, hai ancora conservato la fiducia in noi e ci tributi la tua obbedienza ogni tot anni con una bella X, oppure ogni giorno come fedele servo sul posto di lavoro, come contribuente o semplicemente come telespettatore.
Al contrario, se hai perso la fiducia, non ti preoccupare: per noi non è un problema. Anche il tuo semplice silenzio, la tua banale passività e il tuo Potere miserabile menefreghismo vanno bene per noi. In fondo sei una persone per bene. E le persone per bene sopportano tacendo, in nome della pace.

So benissimo che nel profondo del tuo cuore si cela un sordo rancore alimentato dalle nostre azioni. So benissimo che fai pensieri cupi e violenti nei nostri confronti. So benissimo che ci insulti, sfogandoti in famiglia, al bar e sui social network. Ma non ti preoccupare: siamo abituati a ben di peggio. Inoltre, essendo io una persona lungimirante, sono conscio che anche la pecora più bastonata ha bisogno di uno sfogatoio dove riversare la propria bile. E se non è sufficiente, un contentino si trova sempre. Basta alimentare la speranza, no?  Il fatto è, caro concittadino, che tu hai bisogno disperatamente di noi. E anche se il fato dovesse distruggerci tutti, stai tranquillo che sarai il primo a cercare un nuovo padrone… Perchè tu non ami la libertà. Non l’hai mai amata. Come povero mortale sai benissimo, dentro di te, qual è il prezzo da pagare per essere liberi. Il prezzo della decisione, il prezzo del libero arbitrio, il prezzo della responsabilità. E tu, già oberato esistenzialmente da una vita mediocre, non hai la voglia e la volontà per sopportare un fardello del genere. Proprio per questo cedi a noi il peso del comando. È più facile. Molto più facile.

In fondo è la magnifica storia dell’umanità. Basta aprire un qualsiasi libro storico (cosa che tu non fai mai) per vedere un’immensa massa di schiavi soggiogata da pochi privilegiati, in saecula saeculorum. Ne ho viste talmente tante, scorrendo il corso del tempo, che rido ogni volta alla simpatica battuta: “potere al popolo”, “governo del popolo” o la bellissima “la legge è uguale per tutti”.
servo e padroneCertamente, tra i tuoi simili, c’è qualcuno che aspira a ribaltare le cose, a salvare voi inetti (fallendo sempre), fino a instaurare l’amore e la giustizia. Ma sai che fine farà?
In caso di vittoria, finirà per replicare i nostri stessi metodi, sotto nuovo forma. Ci avrà sostituiti e tu avrai un nuovo padrone di zecca. In caso di sconfitta, verrà spazzato via senza alcuna pietà (anche con il vostro aiuto, tanta è la vostra debolezza e corruzione). Altrimenti rimarrà solo come un don chisciotte, ignorato dal mondo e da voi. Infine, la maggioranza dei “ribelli” verrà premiata da noi. Perchè sappiamo sempre ricompensare gli sforzi dei volenterosi. Ricordati sempre che tutti hanno un prezzo. O un peccato da farsi perdonare.

Non fare l’errore di pensare che siamo tanto superiori a te. In verità, nella stragrande maggioranza dei casi, siamo delle persone deboli e mediocri anche noi. Semplicemente la fortuna ci ha baciato, al posto giusto, nel momento giusto. Altri invece hanno “abbagliato” dei Potenti o il Fato li ha graziati e ha donato loro un talento naturale. Una cosa, comunque, ti deve essere chiara: siamo una minoranza. Voi invece siete la maggioranza. Definibile con una sola parola: sudditi.
Fra l’altro i sudditi più miserabili che siano apparsi in 10.000 anni di storia umana. Perchè quantomeno i vostri predecessori, nei secoli passati, avevano la scusa di essere “obbligatoriamente” ignoranti. E infatti credevano con candida ingenuità al sangue blu, alla tradizione dei clan, ai vari dei o a chissà quale astuzia per legittimare il potere.
Invece voi che abitate nell’epoca del sapere, gratis e universale, non avete nessuna scusante. Avete scelto di subire. Sempre. Non che mi money-bath-lolz-rich-girls-21729908-225-225aspettassi altro. Siete fatti così e lo sarete fino all’ultimo dei giorni.
Potrei ora raccontarti le solite favolette sull’anno nuovo, l’economia in ripresa, il nuovo lavoro per te e tuo figlio o qualsiasi buffonata che vuoi sentirti dire per alleviare lo sconforto e il dolore. Ma non lo farò. Ci sono già tanti altri bravi imbonitori che parlano dalla mattina alla sera.
Io non ti dirò come andrà a finire. Non ti dirò se te la caverai o se avrai una vita dignitosa. Ti lascerò nel dubbio per mio puro spietato divertimento. Chiudo solo con una domanda:

Cosa farai, ora, caro fesso concittadino?

Il tuo caritatevole Potente”

Metti "Mi piace" alla nostra pagina Facebook e ricevi tutti gli aggiornamenti de L'Undici: clicca qui!
Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

3 commentiCosa ne è stato scritto

  1. Luciano Di Corinto

    E’ esattamente la cronistoria del passato, presente, e forse Futuro, chi può dirlo! Comunque sia, tutti noi dovremmo leggerlo e riflettere attentamente perché ciò che è scritto dipinge il quadro attuale del nostro paese. Anzi, mi domando, come comportarci dopo aver letto questo interessante articolo di Alessandro Leonardi. Il mio pensiero è di non presentarsi alle prossime Poliche! Mi direte ma… quei pochi che voteranno, saranno sempre al posto di comando! Certamente, ma … a quel punto si dovrà riscrivere la nuova Costituzione!

    Rispondi
  2. Antonio

    Se questo pezzo fosse diffuso e compreso in ogni dove, avremmo risolto tutti i problemi.
    Un saluto, nell’attesa di nuovi illuminanti concetti.

    Rispondi
  3. Francesca

    Triste, davvero triste, ma forse la verità. Non voglio pensare che sia così in generale. ma in effetti ci siamo lasciati inebriare dal piacere legato a simboli di una sicurezza comoda. Siamo vittime di concetti distorti di libertà, democrazia, senso di appartenenza, civiltà, progresso, evoluzione, cambiamento. E forse la cosa più triste che in tutto questo non possono essere neppure ipotizzati possibili percorsi alternativi.

    Rispondi

Perché non lasci qualcosa di scritto?