“Big eyes” – Tim Burton dove sei?

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“Big Eyes” è un film particolare e tratta di una storia singolare, la quale sembra un veicolo perfetto per raccontare gli insoliti talenti tanto cari al regista, Tim Burton.

Titolo originale: “Big eyes”big eyes poster

Regia: Tim Burton
Sceneggiatura: Scott Alexander, Larry Karaszewski
Musiche: Danny Elfman
Paese: Stati Uniti
Genere: drammatico, biografico
Durata: 105 minuti
Uscita italiana: 1 gennaio 2015

Interpreti:

Amy Adams: Margaret Keane
Christoph Waltz: Walter Keane

Consigliato a: pittori, truffatori e fan del Waltz tarantiniano
Sconsigliato a: chi ha studiato a Parigi, bambini tristi dai grandi occhi languidi e critici severi

Ma, in qualche modo, non lo è. Quello che c’è di veramente particolare è la completa assenza di Burton, il quale sembra non venir mai strettamente a contatto col materiale da lui stesso trattato. Amy Adams e Christoph Waltz sono entrambi più che lodevoli, lei come l’artista che ha creato i quadri onnipresenti di bambini derelitti con grandi occhi negli anni ’50 e ’60, lui come marito e truffatore. Ma purtroppo gestiscono i personaggi in modi così diversi che, a volte, è come se stessero recitando in due film diversi: lei in un dramma, lui in una commedia.

All’inizio della vicenda, Margaret (Adams) sta preparando le valigie insieme alla figlia per una fuga verso San Francisco, per iniziare una nuova vita. Lei è una pittrice, quindi comincia a fare caricature: tutte finiscono con grandi occhi fuori misura.

Walter Keane (Waltz), un altro artista (anche se il termine è utilizzato in senso lato), lavora in strada e un giorno si imbatte in Margaret e loda il suo lavoro in modo stravagante. Egli incoraggia i dipinti di Margaret.

Si sposano, ma presto Walter, riuscendo a portare al successo i dipinti di amy-adams-and-christoph-waltz-do-battle-as-walter-and-margaret-keane-in-tim-burtons-big-eyesMargaret, se ne prenderà il merito spacciandosi come autore. Margaret è ferita. Però le somme di denaro cominciano a farsi cospicue e Margaret decide di essere remissiva e sgobbare sulle tele, mentre Walter promuove e difende i “big eyes” nei talk show.

Walter diventa sempre più esigente, più violento, in grado di mentire spudoratamente, ma alla fine tutti i suoi castelli di carta crollano. Eppure Waltz dipinge il suo personaggio in modo curioso con la sua performance. Si amplia, rendendo Walter sempre più clownesco, la parodia di uno psicopatico. Waltz è chiaramente a suo agio in queste vesti, ma diluisce la complessità di quello che dovrebbe essere un personaggio affascinante. Eppure non è una cattiva performance. Waltz è divertente. Ma la sua interpretazione non si amalgama con quella della Adams, la cui Margaret si sviluppa più assertiva.

timburton-bigeyes-painting-tsrBurton riunisce gli sceneggiatori di “Ed Wood”, Scott Alexander e Larry Karaszewski. I tre si concentrano di nuovo sulla vita di persone che pensano di star creando arte, ma vengono ridicolizzati dalle istituzioni. Dopo le reazioni dei critici a film come “Dark Shadows” e “Alice in Wonderland”, Burton può sentire un po ‘di empatia. “Big Eyes” è decisamente il migliore fra le ultime opere di Burton. Ma poteva sicuramente toccare ben altri traguardi.

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