Le 11 cose di cui non vergognarsi nel 2015

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Ormai i consigli e le prescrizioni per essere felici ed avere successo nell’amore e nella vita si leggono in ogni dove. Noi vogliamo proporre le 11 cose di cui possiamo non vergognarci nel 2015. Anche se non sono sempre in linea con i suggerimenti di guru indiani, personal trainers, mental coaches o psicoterapia junghiana (che rispettiamo profondamente).

1. Olio, birra e sale.
Ormai anche cibarsi è diventato un esercizio intellettuale che richiede sforzo e studio. Fino a poco tempo fa, potevi cavartela se sapevi distinguere un vino fermo da uno frizzante. Oggi ti viene richiesto di conoscere la migliore qualità di olio, disquisire di almeno 80 tipi di birre artigianali fiamminghe e condire l’insalata solo con sale delle saline di Cervia. Non vergogniamoci se ordiniamo ancora una margherita con una birra alla spina.

2. Diaframma
Di questi tempi, dopo i 40 anni, o ti fai l’amante, o diventi fotografo/a oppure ossessivo/a di triathlon, running o bicicletta. Altrimenti la tua vita pare non avere senso. E invece noi affermiamo e sottoscriviamo: non vergogniamoci se non sappiamo che cosa significhi “aprire il diaframma della macchina fotografica”.

selfie3. Selfie
Non vogliamo qui domandarci come, quando e perché diavolo la parola “selfie” abbia sostituito quella “auto-scatto”, né perché “farsi un selfie” sia così diventato un atto massificato se i telefoni con le fotocamere esistono da oltre 10 anni (e quelli attuali sono assai meno comodi degli antichi). Sta di fatto che questo è il mondo in cui viviamo. E quindi possiamo in tutta libertà rassicurare: non vergogniamoci di comprare il palo per fare i selfie

4. Yoga pants
Impossibile non notarlo: con gli yoga pants addosso si sta da Dio, soffici ed accoglienti come un utero di pelouche. Altro che jeans ruvidi o gonne che non si combinano cromaticamente con le calze. Mettiamoci un bel paio di yoga pants e usciamo in strada senza problemi e senza vergogna, anche per andare al lavoro. E anche se non abbiamo il lato B di Belen Rodriguez. L’unica avvertenza è fare attenzione all’effetto “zampa di cammello”…da evitare assolutamente!

Senior woman5. Bianco
Il colore dei capelli più delle rughe e di ogni altro segno estetico è ciò che determina la percezione dell’età di una persona. Soprattutto in una donna. Nonostante questo, possiamo con la massima certezza affermare: non vergogniamoci di portare orgogliosamente i capelli bianchi, bianchissimi!

6. Spread
Tre anni fa eravamo tutti esperti di economia: a cena si discuteva di debito sovrano, tassi di cambio e mutui subprime. Intercalare a cena con un “Sì, ma tanto la Grecia è già fallita” era un dovere sociale al pari di dire “buongiorno e “buonasera” . Siamo qui ad annunciarlo: quell’epoca è finita, possiamo tornare a non vergognarci se non abbiamo la più pallida idea di cosa sia lo spread.

7. Ex
Sì, lo sappiamo: bisogna sempre guardare avanti e non stare a rimuginare sul passato per potersi aprire nuovi orizzonti. Eppure…diciamocelo…la nostalgia è bellissima, così come è meraviglioso indugiare su amori passati ed occasioni perdute. E anche abbandonarsi e “farsi un po’ di male” lasciandosi trasportare da folli amori impossibili. Insomma: non vergogniamoci di scrivere all’improvviso improbabili messaggi d’amore al/lla nostro/a ex!

Clear-Orthodontic-Brackets18. Bracktes
Sì, è vero: chi ha intorno ai 40 anni ha probabilmente trascorso tragici pomeriggi d’infanzia dal dentista tra interminabili attese ed inenarrabili torture tipo Santa Inquisizione per farsi trapanare un dente o mettere l’apparecchio. Ma i tempi sono cambiati e i denti storti oppure massacrati dal bruxismo (il digrignare i denti di notte) non sono belli. Quindi siamo qui a notificare a tutte e tutti: possiamo tornare dal dentista e farci mettere i brackets (gli apparecchi fissi per i denti con il filo di ferro); ce ne sono di bellissimi e quasi invisibili. E sì, non preoccupiamoci: si può continuare a dare i baci con la lingua. (NdA: non siamo né dentisti, né parenti di dentisti)

9. Running
Come già detto, di questi tempi, dopo i 40 anni, o ti fai l’amante, o diventi fotografo/a oppure ossessivo/a di triathlon, running o bicicletta. Se in pausa pranzo non vai in palestra a fare un percorso di guerra o una sessione di 40 minuti di Pilates, se non posti su Facebook il percorso dei 20 km quotidiani di running o se non spendi almeno metà del tuo stipendio in maglie aderenti di materiali sintetici che neanche gli astronauti che andranno su Marte posseggono, non sei nessuno e sei destinato/a all’oblio fisico e sociale. Noi diciamo invece un secco “no” all’ossessivo progresso fisico-sportivo-tecnologico! Non vergogniamoci di andare a fare solo un giro in bici una volta ogni tanto, con i pantaloni di felpa e la bandana “freak” di fine anni ’80.

1473-MCO4574610177_062013-O10. Unghie
L’unghia dipinta e stradipinta, luogo e trionfo della fantasia e della sofisticazione cromatica corporale ci piace. E’ divertente, dissacrante, allegra e pure sexy. Dunque siamo qui a sdoganare completamente la colorazione estrema delle unghie, senza limiti e senza vergogna.

11. Peli
La nostra è un’epoca dominata dall’ansia di pulizia corporale. Forse ci si pulisce fuori perché non si riesce a pulirsi dentro. Ci si fa la doccia continuamente e ci si depila in ogni dove: il pelo sta diventando sinonimo di inadeguatezza, rozzaggine e mancanza di senso del pudore. Noi siamo contro questa demonizzazione del pelo. Sul petto (uomini, ma anche donne…), sotto le ascelle, nelle sopracciglia e anche laggiù…dove non batte mai il sole. (“Bush is beautiful” diceva qualcuno…e non si riferiva ai presidenti USA…)

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