“Stop mafia. Venezia è sacra”

1
Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

L’ appello che dà il titolo a questo articolo si poteva leggere qualche giorno fa, su un grande striscione appeso ad un palazzo sul Canal Grande a fianco del Ponte di Rialto.

La sacralità di Venezia sta in quel cielo, in quel mare di laguna che alcune domeniche fa si riflettevano reciprocamente l’uno nell’altro, interrotti solo dai merletti bianchi (non c’è parola migliore per definirli) delle bifore e delle guglie veneziane.

mafiaBello, bellissimo, paesaggio incantevole, non interrotto da mostruosi  “navoni” che con la loro mole dissacrassero questa atmosfera e quei colori.

Alla Festa della Madonna della Salute, antica festa autenticamente veneziana,  con intere famiglie che la frequentavano, animandola con leggeri palloncini colorati, ci si poteva immergere in una autentica festa popolare, tramandatasi da quando molti malati di tifo furono miracolati dalla peste per opera, appunto, della Madonna della Salute, che svetta da secoli con la sua bianca cupola in questo splendido angolo di Venezia.

Molta la gente che era in fila per gustare un piatto di castradina, tipica zuppa veneziana a base di cavolo e montone affumicato, tartine di baccalà mantecato, vino rosso novello e “buranei” .

“Venezia muore”, è ormai luogo comune ricorrente. Certo che se la si lascerà ancora in mano a politici e amministratori disonesti e senza scrupoli certamente sarà così.

Nonostante tutto Venezia è viva, è viva nel cuore di chi continua a frequentarla rinunciando ad assurdi viaggi organizzati verso improbabili mete esotiche,  è viva nelle sue calli, in campi e campielli che si svelano improvvisamente al visitatore, è viva nelle botteghe di sartoria che ora stanno preparando costumi per lo storico carnevale veneziano, ispirandosi ai dipinti del ‘700, è viva nei “bacari” in cui ancora si può gustare l’autentica cucina veneziana.

E’ viva per chiunque sa riconoscere il valore della storia e dell’autenticità delle cose, sottraendosi alle invadenti lusinghe della pubblicità.

Metti "Mi piace" alla nostra pagina Facebook e ricevi tutti gli aggiornamenti de L'Undici: clicca qui!
Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

Cosa ne è stato scritto

  1. Luigi

    No, Venezia non è viva, è quasi morta e quel che leggo qui è la parvenza di una cartolina illustrata. Chi vive quotidianamente l’avventura veneziana conosce la fatica di acquistare un po’ di pane nel deserto economico della città lagunare, oppure un semplice elettrodmestico. Chi può fa le spese a Mestre e torna a casa con i sacchi di cellophane in mano o a tracolla. Il resto è una sequenza di negozietti di chincaglieria, un carnevale continuo e insopportabile da ammannire al turista di passaggio, sempre più distratti, sempre più presenti. Due terzi dei presenti a Venezia sono turisti di una città ridotta ad un albergo diffuso. Questo è quanto è successo – dalla reinvenzione del Carnevale (1980 circa)- e quanto abbiamo permesso accadere.

    Rispondi

Perché non lasci qualcosa di scritto?

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *