Sogni dalla spazzatura: “Trash” di Stephen Daldry

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I TRE GIOVANI PROTAGONISTI

I TRE GIOVANI PROTAGONISTI

C’era una volta” sarebbe stato perfetto come inizio dell’ultima pellicola di Stephen Daldry, proiettata in anteprima alla scorsa edizione del Festival Internazionale del Film di Roma e distribuita nelle sale italiane questo mese in cui osserviamo un continuum sul piano tematico cominciato dal precedente lavoro Molto forte, incredibilmente vicino (2011), tratto dal romanzo di Jonathan Safran Foer.

Regia:  Stephen Daldrytrash
Soggetto: Andy Mulligan (romanzo)
Paese: Regno Unito
Genere: drammatico, avventura, thriller

Interpreti:
Rooney Mara: Olivia
Martin Sheen: Padre Juilliard
Wagner Moura: José Angelo

Consigliato a: ai sognatori
Sconsigliato a:  ai realisti

 

Questa volta, l’ormai noto regista di numerose candidature agli Oscar per film quali The Hours, Billy Elliott e The Reader-A voce alta, decide di cambiare location ed immergersi in quel Brasile logorato dalla povertà delle favelas di Rio de Janeiro in cui le persone, spinte dalla fame e dalle difficili condizioni di vita, ricercano speranze e profitti tra i rifiuti della discarica adiacente alle loro instabili abitazioni. Il tema su cui focalizza la cinepresa è nuovamente quello dell’infanzia proponendo una storia, a metà tra il genere thriller e l’intrattenimento fiabesco, che ruota intorno alla povertà, alla fede, ma soprattutto all’amicizia, di tre giovani ragazzini.

Trash, anch’esso tratto dal romanzo del 2010 di Andy Mulligan, narra del fato che bussa alla porta del giovane Raphael che, durante il quotidiano lavoro presso la discarica, incombe in un portafogli ricco di banconote. Dinanzi alle assidue ricerche svolte dalla polizia Raphael si rende conto che ciò che tiene saldo fra le mani non è un oggetto qualunque, bensì, come scoprirà in seguito, essere la chiave di un mistero politico che avrebbe incastrato un deputato, nonché candidato alla poltrona di sindaco di Rio.

Da qui si delinea il tratto che caratterizzerà l’intera pellicola sino alla fine, una fiaba sociale il cui scopo di base è quello di unire intrattenimento e consapevolezza. Un film come diretta espressione di una collettiva presa di coscienza inerente all’attuale situazione critica in cui il Brasile vive, reduce dall’aumentata povertà causata dalla scandalosa organizzazione degli ultimi Mondiali in cui le tasche dei poveri sono state ulteriormente svuotate e, diciamolo chiaro, non di certo per la costruzione di infrastrutture utili all’umana necessità.

IL REGISTA: STEPHEN DALDRY

IL REGISTA: STEPHEN DALDRY

Stephen Daldry decide di impacchettare, sotto forma di fiaba, la rivoluzione necessaria che parte dal basso, che parte dal popolo, ponendo la responsabilità utopica del cambiamento nelle mani dei tre giovani protagonisti, affiancati dalla figura di un missionario interpretato da Martin Sheen e dalla sua giovane volontaria, Rooney Mara, inconsciamente inserita nel loro piano.

Trash si muove tra alti e bassi, scanditi da una parte da un ritmo avvincente composto di inseguimenti nelle baraccopoli e messaggi cifrati da risolvere, dall’altra si scorge un uso estremo di fiocchi rosa che conducono al limite del melenso la storia terminando con un very happy ending in cui si scorge la mano dello sceneggiatore Richard Curtis il quale ha firmato lo script di pellicole come Notting Hill e Bridget Jones.

Tutto sommato il film emoziona lo spettatore in sala, lo pone dinanzi ad una storia irreale nella realtà più crudele e ci mostra il cinema nella sua forma più sognatrice, scenario di situazioni utopiche che sfiorano il sogno dell’attesa rivoluzione del popolo.

 

 

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