Soggetti natalizi

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Natale, tempo di feste e di regali, di abbracci, sorrisi, tenerezze, bottiglie stappate. Un altro anno è finito ed è il momento di tirare le somme, di riflettere su cosa abbiamo avuto in questo 2014. Questo e altro è il Natale. Salvo imprevisti, sappiamo già cosa aspettarci da queste vacanze natalizie, almeno per quanto riguarda i piccoli eventi che ogni anno si ripetono. E il mio pensiero va proprio a tali consuetudini, ai personaggi che mi aspetto di incontrare durante queste feste, ai gesti e ai riti di fronte ai quali penso che mi ritroverò.

É l’11 dicembre, mi sveglio, guardo Facebook e vedo i numerosi post che annunciano la gara fra i più belli alberi di Natale, tutti bianchi, tutti rossi, a strati e via dicendo. Capisco che è già tardi, troppo tardi per fare i regali. Via di corsa al centro commerciale nel primo momento libero disponibile. Lo ritrovo affollato oltremisura, il calore corporeo di tutta la folla di persone indaffarate dapprima mi dà sollievo dal freddo avuto scendendo dalla macchina, subito dopo però comincia ad infastidirmi e, unito agli spintoni dei meno cortesi, mi fa sembrare un’impresa ardua trovare i regali adatti. Bene, via cappotto e sciarpa e a testa bassa mi getto nell’impresa. Da dove cominciare? Guardo i negozi e sono tutti troppo pieni, conviene cominciare comunque da quello che lo è di meno. Quello dei giocattoli lo escludo, troppi bambini e troppi genitori indecisi sul modo di soddisfarne le richieste. Supermercato? No, quello per ultimo, perché altrimenti dovrei faticare continuando il mio giro con cesti in mano a tutto svantaggio delle mie povere braccia. All’improvviso vedo uno spiraglio di luce, c’è un posto meno affollato: la libreria. Via di corsa verso un briciolo di quiete.

Vignetta_di_Natale_09Appena entro leggo un cartello: “è vietato entrare in libreria con gelati in mano”. Caspita, mi dico, chi mai ne sarebbe capace? Nemmeno il tempo di rispondermi ed ecco che vedo gocce di gelato che, lasciando tracce come le briciole di Pollicino, conducono ad un bambino un po’ troppo esuberante. Va be’, non è il caso di rimuginarci troppo, devo fare i regali. Potrei dare un’occhiata alle ultime uscite ma perderei del tempo prezioso, meglio andare sul sicuro. Mentre cerco i libri in questione ne vedo uno che attira la mia attenzione, mi chino per prenderlo e sento una botta sul di dietro che mi getta con la testa nei libri. Da cosa sarò mai stato investito? Mi volto e vedo un’arcigna ed eccessivamente robusta signora intenta a rovistare nei libri come se stesse raccogliendo olive. Aspetto che si volti per farle un sorriso per le reciproche scusa ma quando lo fa mi guarda con espressione di sfida, mi scansa, e dopo aver preso per mano Pollicino si dirige verso la cassa. Ha trovato quello che cercava ed è il momento di correre a guadagnare un posto privilegiato nell’immensa fila alle casse. Beata lei, io sono ancora fermo a tastarmi il di dietro senza aver comprato niente! All’improvviso il lampo di genio: è uscito il libro dell’Undici, lo ordino da internet e regalerò quello. Così corro fuori dalla libreria pronto per una nuova impresa in un altro negozio.

Passo davanti una gioielleria, troppo rischioso, se prendo un’altra culata potrei fare danni seri e trovarmi a dover pagare della merce rotta. Abbigliamento, impossibile, dovrei sapere le taglie. Elettronica, è bello spazioso e la folla è più dispersa. Rimedio un lettore Mp3, qualche cd, un primo passo è stato fatto. Ma gli ostacoli non sono finiti: una volta alla cassa mi dicono che non fanno confezioni regalo, posso prendere un po’ di carta dal rotolo all’entrata e provvedere da me. Ingoio il rospo e vado a prendere la carta, provo e riprovo ma, dopo vari brandelli e sguardi astiosi della cassiera riesco a prenderne un bel po’, mi toccherà incartare i regali e il risultato non sarà bellissimo, ma che fare? Apprezzeranno i miei sforzi.

382-Roma - i Mercati TraianeiÈ l’ora dei giocattoli, non posso proprio evitarlo. Ripenso a quand’ero bambino e a cosa desideravo, ma poi mi rendo conto che i cartoni animati della mia epoca molto probabilmente non vengono più trasmessi. Potrei scegliere qualcosa di educativo, quanto meno il bambino non sarà felice ma i genitori mi riterranno una persona degna di lode. Vediamo un po’, puzzle, no troppo banale. Leggo su uno scatolo “gioca e impara” forse fa al caso mio. Lo afferro prima che mi venga soffiato, leggo le istruzioni ma non ci capisco niente, eppure c’è scritto da 5 a 8 anni. Mio Dio, che faccio? Il vociare dei bambini e le consolazioni dei genitori mi rimbombano in testa, mi devo affrettare. C’è un bambino che piange e chiede al padre a gran voce un regalo, ascolterò la sua richiesta per trovare spunto. Tartarughe ninja, ecco cosa vuole, era più facile di quanto pensassi, c’erano anche ai miei tempi, forse non sono così vecchio. Ne scelgo una e corro alla cassa, un altro regalo è fatto.

Una volta fuori ricomincia il tormento, seppur mitigato dai doni già presi. Mi guardo intorno confuso, maledico Marco Ulpio Traiano e Apollodoro di Damasco perché devo a loro se ora sono in un centro commerciale. All’improvviso una chiamata insperata, è mia sorella, ha già fatto i regali per mio padre e mia madre, mi chiede se voglio partecipare. Sì, ovviamente e grazie di cuore! In preda all’entusiasmo chiedo scusa a Traiano e ad Apollodoro e corro a prendere i cesti natalizi. E riesco a sopportare l’interminabile fila alle casse e le ulteriori botte al di dietro di carrelli guidati da signore troppo spregiudicate.

per un natale in famigliaÈ fatta, nei giorni successivi riesco a prendere qualche altro regalino e a completare l’opera. Posso rilassarmi e pensare a cosa riceverò io. La notte di Natale qualcuno rimarrà insoddisfatto e dovrà simulare felicità, qualcun altro sarà piacevolmente sorpreso ma rientra tutto nella norma, tutti lo sanno e tutti lo accettano. E poi non conta molto, ci saranno madri che riabbracceranno figli che non vedevano da tempo, in ogni famiglia si sentiranno le frasi simbolo della loro unità in stile Lessico familiare. Ognuno prenderà il suo solito posto, il burlone della famiglia racconterà le sue barzellette e tutti rideranno di gusto, il solito fortunato farà tombola, il solito sfortunato beccherà in testa il tappo della bottiglia stappata ovunque si nasconda. Qualche nonna o qualche madre costringerà la famiglia ad andare a messa dove l’odore dell’alcol dei credenti darà un po’ di nausea, ma se è una consuetudine va rispettata, ne va dell’unione familiare. Nel secondo e terzo stadio della sbornia qualcuno magari criticherà il consumismo sfrenato, qualcuno penserà ai più sfortunati, ma fondamentalmente tutti saranno felici, chi non lo è non può certo dare colpa al Natale e in ogni caso non voglio credere che non sentirà un seppur piccolo piacere nel sentire le note di Jingle Bells.

Che dire, non so se questo miscuglio di tradizioni religiose e pagane abbia davvero della magia, quel che è certo è che riunisce e già solo per questo vale la pena di festeggiare e sentirsi felici. C’è tutto questo nella parola Auguri che verrà detta e ridetta per tutte le festività, per cui non posso che concludere così, dando a tutti i miei personalissimi auguri di Buone Feste affinché ognuno le trascorra come meglio creda, con le sue tradizioni, i suoi riti e con le persone che ama.

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