Morto il padre, c’è “Mommy” di Xavier Dolan

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Arriva finalmente anche in Italia “Mommy” del giovane e geniale regista canadese Xavier Dolan, vincitore del Premio della Giuria all’ultimo Festival di Cannes. Un film su un tema forte e attuale, un film (melo)drammatico, pieno di energia come il suo venticinquenne regista e i suoi splendidi interpreti.

Titolo originale: “Mommy”Mommy-by-xavier-dolan-cannes-poster
Regia: Xavier Dolan
Sceneggiatura: Xavier Dolan
Montaggio: Xavier Dolan
Costumi: Xavier Dolan
Paese: Canada
Genere: drammatico
Durata: 134 minuti
Uscita italiana: 4 dicembre 2014

Premi: Premio Speciale della Giuria Festival di Cannes 2014

Interpreti:

Anne Dorval: Diane (Die) Després
Antoine-Olivier Pilon: Steve O’Connor Després
Suzanne Clément: Kyla

Consigliato a: a chi pensa sia facile crescere un figlio, a chi pensa sia facile essere adolescenti, a chi piacciono i sentimenti forti
Sconsigliato a: a chi vuole vedere solo facce conosciute, sentimenti conosciuti, storie facili.

Le madri sono Milf, i figli sono disadattati, ma ci si può ancora volere bene

Le madri sono Milf, i figli sono disadattati, ma ci si può ancora volere bene

L’incipit ci porta in un futuro  immediato distopico: nel 2015 una nuova legge canadese consente ai genitori di disfarsi dei figli difficili per affidarli a qualche istituto statale. E Steve è un ragazzo davvero difficile. Da quando il padre è morto la madre ha trovato sempre più difficoltà nel far crescere un figlio insofferente alle regole e patologicamente incapace di autocontrollo. Il padre non c’è più e la madre fa le acrobazie per andare avanti in questi tempi in cui trovare e mantenere un impiego è un’impresa e in cui le istituzioni ostentano una gelida disumanità volta a nascondere i problemi, più che a supportare chi si trova in difficoltà.

Se il ragazzo è spesso fuori dalle regole, la madre Die è una signora ancora bella che cerca di piacere nonostante le fatiche della vita. Die veste come una ragazza, parla come una ragazza e spesso è impulsiva come una ragazza, ma deve lottare e darsi da fare come una donna vera.

In questo quadro si inserisce una vicina di casa, una ex professoressa cui il dolore per la perdita di un figlio ha portato via la parola ma non la voglia di condividere i propri sentimenti.

ahahahahahha

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I tre proveranno a formare una specie di famiglia, una specie di comunità, una vera unione per aiutarsi, aggrapparsi gli uni agli altri, per dare e ricevere energie e sentimenti.

E’ un mondo difficile quello di Mommy,  in cui ognuno può contare solo su di sé, un mondo in cui alla fine l’unico modo per trovare la la felicità è raccontarsela, ma dove in qualche modo ci si può ancora volere bene. In fondo è proprio il nostro mondo  dove le difficoltà quotidiane ci consumano dentro e i ragazzi non riescono ad incanalare la propria energia in qualcosa di costruttivo, ma forse è un mondo in cui le possibilità sono finite.

Selfie di famiglia disagiata e allargata in società distopica (che poi sarebbe la nostra)

Selfie di famiglia disagiata e allargata in società distopica (che poi sarebbe la nostra)

 

Il venticinquenne canadese Xavier Dolan ha le idee chiare e non ha paura di affrontare temi forti come il rapporto madre/figlio e i disagi psichici e di immergerli nella contemporaneità in crisi.Una scrittura perfetta messa in scena con un ritmo che rende rapidissimi i 140 minuti di un film che non ha paura di spingere sull’acceleratore delle emozioni sfiorando la passione e il melodramma. A nobilitare questo film una colonna sonora azzeccatissima con pezzi di  Lana del Rey, Beck, Counting Crows, Sarah McLachlan, Dido, Oasis… e soprattutto la prova dei tre magnifici protagonisti, sconosciuti da noi, ma che hanno ottenuto un meritatissimo successo all’ultimo festival di Cannes, in cui Mommy ha vinto il premio dell giuria, e in patria, dove il film è stato un grande successo anche al botteghino.

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