I Tarocchi tra gioco e magia. Seconda parte

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Il fenomeno del Tarocco come strumento per divinare delle sorti esplose nel Settecento, il secolo dei lumi e della ragione per antonomasia, ma anche il periodo in cui si riscoprirono magia ed ermetismo, rifiorirono le idee della Cabbala e dell’alchimia, si rispolverò il fascino sempreverde dell’antico Egitto.

Tarocchi Grand Etteilla

Tarocchi Grand Etteilla

Nel 1773 Antoine Court de Gébelin pastore della Chiesa riformata, studioso di esoterismo e massone, dette alle stampe il primo volume di un’opera ponderosa dal titolo “Le Monde primitif” in cui racconta di come egli stesso abbia scoperto i Tarocchi per la prima volta a casa di un’amica; travolto da una misteriosa intuizione, “nel giro di un quarto d’ora” riuscì a interpretare le figure delle carte come una sorta di libro egizio – o “Le livre de Thot” – miracolosamente scampato alle fiamme delle biblioteche di quell’antico popolo. Il pastore inoltre, molto prima della decifrazione dei geroglifici attuata nel 1824 da Champollion, sostenne senza alcuna prova che la parola francese “Tarot” derivava dall’egizio Tar e Ros, ossia “il sentiero regale della vita”.

Sempre nel Settecento un rivenditore di grano parigino, Jean Baptiste Alliette, si dette alla più redditizia cartomanzia proclamandosi “Magus di Francia” e pubblicando alcuni opuscoletti su come leggere il futuro nelle carte di seme francese, in cui affermava anche che la stessa cosa si poteva fare con i Tarocchi. Etteilla – come si faceva chiamare Alliette invertendo le lettere del cognome – fu il vero e proprio promotore della pratica divinatoria in Francia contestando a Court de Gébelin il primato della scoperta del significato esoterico dei Tarocchi.

A sentir lui questi ultimi sarebbero stati composti nel 1828° anno della creazione del mondo – 171 anni dopo il Diluvio universale – durante un convegno di maghi a capo dei quali stava Ermete Trismegisto; costui era un saggio leggendario vissuto in epoca ellenistica e ritenuto l’autore di una collezione di scritti antichi noti col nome di Corpus hermeticum. In seguito il “Magus” mise in vendita anche un mazzo di carte da lui disegnato in modo completamente diverso dai Trionfi rinascimentali, che però fu perduto e ristampato poi da un allievo col nome di “Grand Etteilla I”, ottenendo un successo strepitoso.

 

Tarocchi Wirth La luna e il Bagatto

Tarocchi Wirth La luna e il Bagatto

Grazie all’opera divulgativa di questi due personaggi nasceva il Tarocco divinatorio che nell’Ottocento ebbe un ulteriore e notevole sviluppo motivato dal sempre crescente interesse per l’occultismo. Tra i più importanti promotori di questi studi ci fu Eliphas Levi, al secolo Alphonse Louis Constant. Egli non praticò la magia – l’unica volta che tentò di evocare uno spirito si spaventò a morte – ma pubblicò vari libri tra cui “Dogme et rituel de la haute magie” che furono una pietra miliare nella storia dell’esoterismo occidentale. In essi accostò arbitrariamente i Tarocchi alla Cabbala, un corpo di insegnamenti mistici e magici elaborati da autori giudaici e di cui uno dei punti centrali è lo studio delle 22 lettere dell’alfabeto ebraico.

Tarocchi Waite Dieci di Spade

Tarocchi Waite Dieci di Spade

Molti altri epigoni di Levi si avvicinarono con passione alla simbologia arcana dei Tarocchi sostenendone l’origine esoterica: in Francia Oswald Wirth dette alle stampe “Le Tarot des imagiers du Moyen Age, restitué dans l’esprit de son symbolisme” che conteneva tavole fuori testo riproducenti un Tarocco cabalistico; in Inghilterra Arthur Edward Waite, vicino al cristianesimo dei leggendari Rosacroce e all’alchimia, pubblicò il primo mazzo di 78 carte – disegnato dall’americana Pamela Colman-Smith – in cui l’illustrazione di ogni lama ne chiarisce anche il significato divinatorio: ad esempio il corpo di un uomo trafitto nell’immagine del 10 di spade rappresenta visivamente lacrime, sconfitta e fallimento.

L’epoca del Tarocco occultistico continuò a fiorire dagli anni Settanta del Novecento, grazie all’interesse dei giovani nei riguardi delle religioni orientali e alla nascita della New Age, l’ideale avvento di un mondo nuovo in cui ogni individuo deve percorrere un cammino di crescita spirituale e risveglio; gli Arcani maggiori sarebbero uno dei simboli di questo percorso in quanto ognuno di essi rappresenterebbe una tappa che l’individuo deve superare per liberare l’essere di luce presente in lui. In seguito al rinnovato interesse per la cartomanzia fu pubblicato un enorme numero di mazzi dai nomi più fantasiosi: Tarocchi delle fate e degli gnomi, Tarocchi egiziani ed etruschi, Tarocchi del gatto, del cane, Tarocchi del dragone, di Klimt e perfino Tarocchi di cucina, tutti basati su variazioni iconografiche della simbologia tradizionale.

E oggi? Benché esistano in tutto il mondo associazioni serissime che si dedicano allo studio della parapsicologia, il campo misterioso della previsione del futuro rimane ancora escluso da prove scientifiche certe; la zone d’ombra in cui sono avvolti i fenomeni paranormali permette il fiorire di maghi e cartomanti che si fanno pagare a carissimo prezzo e con poco risultato attizzando le polemiche sulla veridicità della funzione oracolare che – sarebbe bene ricordarlo – è antica come l’uomo e da sempre circondata di un alone di sacralità che niente ha a che fare con i furbi veggenti contemporanei.

Con Regio decreto emanato nel 1941 la legge italiana proibisce “il mestiere di ciarlatano”in cui comprende “gli indovini, gli interpreti di sogni, i cartomanti, coloro che esercitano giochi di sortilegio, incantesimi, esorcismi, o millantano o affettano in pubblico grande valentia nella propria arte o professione, o magnificano ricette o specifici, cui attribuiscono virtù straordinarie o miracolose”.

Fratelli Barbieri Tarocchi egiziani 1973

Fratelli Barbieri Tarocchi egiziani 1973

Nel 1996 in seguito alla chiusura dello studio di una cartomante di Palermo da parte del Questore, la donna fece ricorso al Tar, ottenendo ragione: i giudici stabilirono infatti che si può parlare “di vera e propria ciarlataneria” quando a seguito di un’approfondita indagine (che deve tenere conto del mutato contesto storico e sociale rispetto al momento in cui è stata introdotta la normativa) si può“verificare se tale attività concretizza un abuso della credulità popolare e dell’ignoranza”.

Un giro di Tarocchi tra amici non può essere considerato una colpa se lo si fa senza avidità né pregiudizi.
E’ importante però non cadere nella rete di imbroglioni e truffatori; per il resto credere o non credere è solo una scelta di campo.

 

Bibliografia:

Le carte di corte, i Tarocchi, gioco e magia alla corte degli estensi, Catalogo della mostra, Nuova Alfa Editoriale, 1987

Bianca Maria Rizzoli, Tarocchi, storia e significato simbolico, Vallardi, 1997

Giordano Berti, Storia dei Tarocchi, verità e leggende sulle carte più misteriose del mondo, Mondadori, 2007

http://www.leggioggi.it/

Anche l’illustrazione di copertina è opera originale e inedita di Bianca Maria Rizzoli.

 

 

 

 

 

 

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