Una sana pisciata

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Inverno. Washington. Giardino privato della Casa Bianca.
Prato coperto da un dolce e candido manto di neve.
Uno di quei pomeriggi d’inverno, che per luce e sensazioni puoi accostare ad una brillante e mattinata di luglio piena di speranza.

Barack (Obama) ed il suo cane (Sunny) passeggiano.
Il cane scorrazza felice, zampettando nella neve immacolata. Barack cammina lento assaporando il rumore degli scarponcini che entrano nel manto bianco: mani dietro la schiena, giaccone sportivo, sereno, come un padre di famiglia della sana e laboriosa provincia americana che ha appena iscritto il figlio al college.

97684222Sguardo rivolto verso il cielo luminoso. Nuvoletta di fiato. Orgoglio negli occhi.
Il futuro è lì a portata di mano.
Una sana passeggiata all’aria aperta. È proprio quello che ci vuole!

Barack osserva sorridente il suo sano cane che salta spensierato e come lui, anche Barack, quel pomeriggio, si sente davvero libero da pensieri. Come non gli accadeva da mesi.

Improvvisamente il cane si ferma, aumenta la frequenza della “scodinzolata”, fiuta e rifiuta, alza la testa verso il sano padre di famiglia Barack, abbaia: c’è qualcosa nella neve!

Barack sorride: che diavolo avrà trovato quel mattacchione?
Si avvicina e…diavolo!…sembra pipì, sempre proprio pipì nella neve!! Il sorriso da sano padre di famiglia della sana e laboriosa provincia americana comincia a spegnersi sul viso di Barack. Il Presidente si china, si sfila un guanto, tocca…annusa e…sì, sì è pipì! Che schifo!

Ma, ma…Barack nota qualcosa: fa qualche passo indietro, la sua espressione si fa sempre più corrucciata…ma…ma…c’è scritto qualcosa! Hanno scritto qualcosa col piscio!! Che diav….”Obama…”…ancora due passi indietro: “Obama va…”…“Obama vaffanculo”. Oddionnipotente ed eterno!

Il cuore balza in gola al sano padre di famiglia Barack e il sangue gli invade il cervello: non è possibile! Quel tratto giallognolo nel bianco virgineo della White House ha spezzato e macchiato in un attimo il candore di quel giardino così come quello dell’animo di Barack. Qualcuno ha scritto: “Obama vaffanculo” col piscio nella neve, nel giardino privato della Casa Bianca. Qui non si scherza! Cazzzzoooo!!!

The President

The President

“Chiamatemi McNamara! Subito! Massima urgenza!!! Avanti! Dov’è McNamara??! Quando mi serve non c’è mai, porca di quella put…!”

McNamara è il capo della sicurezza di Mister President, mica un pivellino qualunque. Barack è nello Studio Ovale, furente, sconvolto, impazzito. Non s’è ancora tolto il giaccone sportivo, sta sudando, seduto, le braccia protese sulla scrivania. La famosa scrivania dello Studio Ovale.

“Voglio immediatamente il colpevole! È un fatto inaudito! Un affronto gravissimo, una…. McNamara!!! Mi fido di lei: lo voglio subito! Qui! Di fronte a me! Dia massima priorità a questa indagine!”

“Non dubiti Signor President! Faremo del nostro meglio”. Crisi in Ucraina, golpe in Africa Occidentale, sceicchi da uccidere, sorrisi da vendere, guerre da inventare, avvocati da pagare: niente! Tutto rimandato! Barack vuole chi ha pisciato nel suo giardino, scrivendo quella volgarità: non pensa ad altro, non c’è per nessuno.

McNamara è figlio di un meccanico del Sud Dakota, sana provincia americana. Ne ha visti di spinterogeni. McNamara senior ha sputato sangue tutta la sua fottuta vita perché McNamara junior potesse non vederne più! Ed andare invece all’Accademia militare così che l’America potesse un giorno ringraziarlo. E McNamara junior, a suon di flessioni e fottuti spazzoloni del cesso, tanta sana obbedienza ed abnegazione, è davvero diventato qualcuno. Puro e sano American dream.

E adesso, il vecchio sano meccanico del Sud Dakota, con la birra in una mano, il telecomando nell’altra, il baseball alla TV e la bandiera a “stellestriscie” in giardino, vive accompagnato dalla orgogliosa sensazione che la sua vita abbia avuto un senso, è felice: è un sano americano felice. Ha fatto quel che andava fatto.

Strano paese l’America: se sei figlio di un meccanico del Sud Dakota e diventi il capo della sicurezza dell’uomo più importante del “free world”. ‘Sto cazzo di sogno americano. Funziona davvero.

Ma né McNamara senior, il sano meccanico della fottuta provincia americana, né McNamara junior, il sano generale, capo della sicurezza alla White House, avrebbero mai pensato che, un giorno, il loro sano sudore ed i loro sani sacrifici avrebbero avuto come risultato la scena che stava per aver luogo lì, nello Studio Ovale, dove si decidono le sorti del mondo, poche ore dopo la scabrosa scoperta.

Barack Obama, Michelle Obama, il vice-presidente Joe Biden e la di lui moglie

Barack Obama, Michelle Obama, il vice-presidente Joe Biden e la di lui moglie

“Avanti McNamara parli! Mi dica tutto! Voglio nomi e cognomi! Sputi i nomi, subito!” McNamara è in piedi, in alta uniforme, atteggiamento marziale, come gli insegnarono all’Accademia, capelli dritti, lunghi un dito. Mignolo.

“Signor Presidente, le devo dare due notizie: una brutta e una bruttissima!”

“Avanti McNamara, perdio! proceda!”

“Signor Presidente, abbiamo fatto analisi e contro-analisi, nei migliori laboratori del Pentagono, abbiamo consultato le migliori università, il MIT, la UCLA, la NASA, la CIA, tutti i…”

“Forza McNamara!! Chi è??! Parli, Cristo Santissimo!!! Voglio quel nome!! Voglio sapere chi ha osato scrivere ‘Obama vaffanculo’ col piscio, nel mio giardino!!!”.

L’atteggiamento del Presidente ha perduto ogni formalità: è rosso in volto, come nei giorni peggiori. E oggi è uno di quei giorni.

“Signor Presidente,…da un’analisi del DNA, risulta che l’urina appartiene senza dubbio al Signor Vice-Presidente, Joe Biden!”

“No! Al! Come ha potuto farlo?!? Lui? Proprio lui! Non è possibile!”. Barack si lascia cadere sulla sedia….sconvolto, viso rivolto verso terra.

DCF 1.0Poi si alza e prende a vagare nervosamente dietro la scrivania, si volta verso McNamara, vanamente sperando che gli dica che non è vero, che si è sbagliato, che è uno scherzo, uno scherzo di cattivissimo gusto. Ma i figli di un fottuto meccanico della fottuta provincia americana diventati capi della sicurezza dell’uomo più importante del “free world” non fanno scherzi.

E’ un brutto momento, un bruttissimo momento. Barack si gira dall’altra parte, è un animale ferito: George Washington nel  ritratto appeso alla parete ha la solita espressione bonaria e decisa di sempre: è tutto vero: è stato il Vice-Presidente Joe Biden!

Barack si avvicina alla vetrata che s’affaccia su quel giardino che pare ancora immacolato come quella mattina…e invece…ha le mani nei capelli, è sconsolato: “Cosa posso fare adesso? Cosa devo fare? Dio onnipotente, aiutami!”.

Improvvisamente gli balza agli occhi la dritta figura di McNamara: la notizia bruttissima, Cristo del Cielo!

Barack riassume un atteggiamento degno del Presidente, pronto a tutto per difendere gli Stati Uniti d’America, la Libertà, la Democrazia, il “free world”: “McNamara avanti! Voglio la seconda notizia! Quella bruttissima!

“Signor Presidente, abbiamo eseguito perizie, contro-perizie…”

Pugno di rabbia sulla scrivania: “McNamara!! vada al dunque perdio!!!!”

“Signor Presidente, non ci sono dubbi:…la calligrafia è di della first lady Michelle!”….

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