Sex and the revolution

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“Non più madri né figlie, aboliamo le famiglie!”
“Sono totalmente convita” – si interruppe per tirare dalla sigaretta una boccata di fumo – “che siamo davanti a una nuova rivoluzione sessuale”.

Disse questo con viso pensieroso mentre guardava il panorama che le si presentava a ridosso della terrazza dove stavano prendendo il caffè.  La sua amica si tolse gli occhiali da sole e la guardò incuriosita dalla sua affermazione. Erano sedute una davanti all’altra, in un salottino all’aperto.

confidenze-tra-amiche-e5c7f119-9866-4d8f-b9f2-5d695b592970“Io voglio un/a figlio/a.  Ma non sono sicura di volere un uomo al mio fianco per tutta la vita. Desidero ardentemente diventare madre se è possibile anche di più figli/e, il problema sta nel trovare qualcuno con cui farli e  - problema assai più pesante -  cercare di andare d’accordo con quest’altra persona, nella migliore delle ipotesi amarla! Oramai noi donne nasciamo senza più lo spirito di sopportazione e di sacrificio che avevano le nostre nonne e madri, non siamo disposte più a vivere una vita triste e infelice perché vogliamo avere dei figli e quindi ci leghiamo a un uomo che non vogliamo, che non vuole quello che vogliamo noi e che ci abbandona. Questo è rivoluzionario.

Ci saranno delle famiglie con una sola madre che si ritrova tale non perché ha lasciato il suo compagno o è stata lasciata  – non c’è mai stato un compagno –  ma perché è andata in una clinica e ha deciso da sola di avere un figlio. E la sua vita si svolgerà tra il suo lavoro, i suoi amati bambini/e  e qualche uomo che frequenterà ma che non fa parte della sua famiglia. Si succederà questo.”

Con la tazza del caffè tra la mani la sua amica le rispose “Non si dovrà più inseguire un uomo per avere dei figli/e rimanere incinte, sposarsi e poi sistematicamente rimanere da sole perché tanto lui non farà nulla per contribuire al sostentamento famigliare, tanto vale far tutto da sole. Così nessuno sarà obbligato a prendersi delle responsabilità che non vuole e tanto meno sposarsi quando non lo si vuole. Aver comunque una vita sessuale con dei partner al di fuori del contesto familiare.”

Nel 1975 le femministe rivendicavano una carriera femminile, una vita fuori dal ‘chiostro’ familiare, senza figli ai quali badare, senza una casa da mantenere e un uomo da sopportare. La famiglia veniva vista come la prigione femminile, come la fine della libertà femminile. Oggi non è più così. Con gli anni si è lottato per la parità dei sessi non per l’abolizione della famiglia. Quest’ultima è stata rivalutata dalle donne perché il progresso  permette di formare una famiglia come e quando si vuole, senza dipendere da un matrimonio non voluto e che incatena. Non solo il progresso, ma l’emancipazione sessuale permette alle donne di decidere se un uomo piace, quanto piace e se andarci a letto. Se questo accade allora decidere se continuare  la relazione o archiviarla e ricordarla come una nottata e via. L’emancipazione sessuale permette di decidere di finire una relazione di 15 anni e di ricostruirsi da capo, con una propria casa e il proprio lavoro senza render conto a nessuno delle proprie azioni. E se arriva il desiderio di una famiglia?

femminismo_sinistra_anni70R439_thumb400x275E’ finita l’era in cui si elemosinava una famiglia. La donna non ha bisogno di procreare per sentirsi completa d’accordo.  La donna ha bisogno di svolgere la sua vita in base alle proprie uniche regole e desideri. Sento il desiderio di diventare madre ma non voglio legarmi a un uomo, ci si reca in una clinica e ci si fa fecondare artificialmente o si rimane incinte di qualcuno e si decide di non sposarlo.

I figli/e non vengono danneggiati?

Su 10 figli/e 6 provengono da una famiglia di divorziati. Meglio un divorzio domani o una scelta fatta con cognizione e responsabilità oggi? Meglio esser abbandonati domani o non legare forzatamente a se qualcuno che non desidera una famiglia, non perché è bastardo ma semplicemente perché il suo cuore non la vuole? Si cresce meglio tra le grida e gli avvocati o nella serenità di scelte fatte con ragionamento?

Non solo più rose, candele  e “Amore sei la mia vita” per poter avere i propri figli, tanto nella maggior parte dei casi le candele verranno spente dalla paura dell’uomo di assumersi delle responsabilità e le rose si seccheranno insieme all’amore che l’uno provava per l’altra.

“E’ molto probabile che tra vent’anni abiteremo in un palazzo dove ci saranno famiglie formate da sola mamma e figli/e, da solo papà e figli/e, da due mamme e figli/e, da due papà e figli e da mamma e papà e figli/e. E tutti questi bambini/e giocheranno insieme nel giardino condominiale a nascondino, si terranno la mano per fare il giro giro tondo e correranno a cena dalle proprie  famiglie. Si succederà questo.”  Disse accendendosi un’altra sigaretta.

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4 commentiCosa ne è stato scritto

  1. crabarrubia

    Conosco pochissimi padri responsabili. La patata bollente è sulle spalle della mamma . Tanto vale avere lo sperma di un uomo anonimo e farsi un figlio da sole

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  2. blogdelbasilico

    Anche io credo che una donna possa volere un figlio senza per forza dover volere un uomo accanto, e che sia rispettabile come la scelta di formare una famiglia. Io stessa sento di volere più un figlio che un padre accanto a me a crescerlo.
    A mio parere, però, si fa un torto agli uomini quando si pensa a loro come a una massa d’irresponsabili, magari a causa delle scelte sbagliate che abbiamo fatto noi (e mi metto in prima fila).
    Non è neanche così meccanica come viene descritta la scelta delle donne (e degli uomini) di avere delle storie passeggere o relazioni stabili.
    Su queste premesse temo non si possa prendere una decisione serena, o ci sia il rischio di cambiare idea proprio nel momento meno adatto, e con la persona meno adatta.

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