Quando gli altri ci deludono… di chi è la colpa?

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Siamo animali sociali e per questo amiamo stare in gruppo. E ancor di più avere fiducia, punti di riferimento, spalle su cui piangere, compagni di viaggio per divertirci, amici che ci fanno sentire “a casa, “stampelle” su cui appoggiarci. Questo ci dà sicurezza e appaga il nostro bisogno di sentirci amati.

E’ naturale. Il punto è che diamo per scontate un sacco di cose.

Ci aspettiamo di venir rispettati dalle persone. Stimati e amati per sempre. Ci aspettiamo che siano disponibili, che ci ascoltino, che ci cerchino, che si ricordino sempre di noi. Ci aspettiamo che la nostra intesa non cambi con il tempo e che continui a produrre soddisfazioni. Inalterate. Granitiche.

Ce lo aspettiamo soprattutto da quelle persone a cui teniamo di più. Quelle con cui abbiamo costruito qualcosa che sia un’amicizia, una relazione d’affetto o un rapporto di lavoro. Quelle con cui abbiamo condiviso spazi del nostro tempo, attimi di felicità, benessere e divertimento, o momenti bui della nostra esistenza. Quelle a cui abbiamo fatto delle confidenze, abbiamo aperto le porte del nostro cuore, abbiamo consolato, aiutato, supportato. Quelle in cui abbiamo creduto insomma, le persone che in qualche modo hanno fatto un pezzo di strada con noi. E abbiamo pensato che questo potesse significare che sarà per sempre così.

Ma questo è un film che ci siamo fatti. E’ una produzione della nostra mente. Siamo ottimi registi.

La vita non è così. O almeno non sempre e soprattutto non è prevedibile.

I legami forti esistono. Per fortuna. Nessuno lo nega. Ma l’esistenza nostra e degli altri ha mille forme, cambia ogni giorno e noi con lei. O lei con noi.

bivio1

E poi ci sono i bivi. A ognuno il suo.

Ognuno ha il suo percorso che sfugge alla nostra attenzione poiché noi, tutti, siamo concentrati sulla nostra, di vita. Siamo tutti un po’ egocentrici e pensiamo che quello che vediamo e sentiamo noi sia lo stesso per gli altri. Ma questo è un grave errore.

Ciò che vediamo e percepiamo passa attraverso il filtro della nostra esperienza personale. Unica e irripetibile. Così, questo modo di sentire e di gestire le relazioni porta inevitabilmente a conflitti e incomprensioni che raramente vengono affrontati con la voglia di trovare un punto di incontro e pertanto, raramente lo trovano.

Le pretese non aprono le porte della vita, e soprattutto quella di essere sempre al primo posto ci arrecherà solo dispiaceri, ci farà sentire incapaci, inutili, offesi o arrabbiati se le nostre aspettative non saranno soddisfatte.

L’aspettativa è un ottimo modo per dare a qualcuno il potere di decidere se meritiamo di essere felici.

E allora più saggio è coltivare l’attimo, godere di ciò che ci gratifica, e porre i semi buoni nel terreno fertile. Se sono forti, germoglieranno anche senza la spinta iniziale.

Essere riconoscenti per quanto abbiamo avuto e per la gioia che ci è stata concessa, raccogliere spicchi di luce lungo la strada, e metterli insieme per vedere meglio e più lontano. Con apertura d’animo e serenità.

bivio2

Imparare a lasciar andare ciò che rende fragili e toglie autonomia, sforzandosi di abbandonare la dipendenza dagli altri. Da quello che fanno gli altri. E da quello che pensano.

Nulla ci è dovuto per sempre.

Questa predisposizione d’animo opererà per noi un’alchimia. Ci renderà liberi.

E allora, ciò che accadrà, andrà bene. Comunque. Perché alla fine, anche se non lo vogliamo ammettere perché ci fa paura, ognuno di noi cammina solo, ognuno ha la sua strada e il suo destino. Esserne consapevoli ci renderà forti e coraggiosi.

Buon cammino.

 

 

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19 commentiCosa ne è stato scritto

  1. Riccardo

    Mi sono imbattuto in questo scritto.Beh io sono un emozionale.Per me contano molto le emozioni positive.Amo xhe mi si voglia bene perche’ io amo xhi mi circonda.Sicuramente ho un problema con la rabbia.Io nn mi arrabbio mai ma ahime’ tendo a prendermela contro di Me mettendo in discussione persino le mie stesse percezioni e questo mi fa stare molto male.Fin da piccolo quello xhe sentivo io veniva discusso,svalutato e rappresentato come sbagliato.Il mio guaio e’ stato crederci.A volte credo di avere proprio crisi di identita’ quando vengo ferito.Nn so tu hai una percezione del Mondo e sei Buono veramente perche’ io realmente voglio bene alle persone ma purtroppo questa emotivita’ la tengo solo Io.Nn so io sono ipersensibile e in onesta’ nn credo di poter cambiare.Per me la cosa che vale di piu’ e’ l’Amore.Il guaio mio e’ che sono come il Papa cioe’ io ti amo perche’ esisti.Ti voglio proprio bene.Ma resto male puntualmente perche’ l’altro nn ha mai e dico mai la mia stessa percezione del Mondo.Mi vuole convincere che sbaglio ma ormai mi sa che nn ci credo piu`.Io sono cosi’.Uno che ama il prossimo e ci resto malissimo quando mi tratti male.Credo che le persone siano frammentate.Nn sai mai con quale parte di parla..mentre io so sempre io.Emotivo e molto affettuoso.L’Altro no e’ come dire piu’ stupido sul piano Affettivo e nn percepisce cose che io sento subito.Nn lo so.E’ strano.Io penso che la psicologia a volte sia un’accozzaglia di frasi prede da qualcun altro ma nn abbia la piu’ pallida idea di cosa stia parlando.

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    • Daria Cozzi

      Caro Riccardo,
      grazie per il tuo commento. Noi tutti ci portiamo dietro tutte le esperienze, i ricordi, le ferite e i traumi che abbiamo subito durante la nostra vita e soprattutto quelli più lontani, quelli che ci hanno “marchiato” quando eravamo ancora piccoli e non avevamo ancora sviluppato la capacità di comprendere, di difenderci e di affrontare i problemi con la maturità che dovrebbe avere un adulto. Già il fatto di rendersene conto è un primo passo verso il superamento e mi sembra che tu ne sia ben consapevole. Lo step successivo è quello di farsi dare una mano da un professionista competente (se non riusciamo e venirne fuori da soli).
      La psicologia non è un’accozzaglia di frasi. E’ uno studio serio e profondo sui meccanismi di funzionamento della psiche umana, strumento utilissimo se usato nei modi e nei tempi corretti. Certo è che qualsiasi scelta, nella nostra vita, deve essere una libera e precisa. Nulla potrà funzionare se noi abbiamo deciso che sia così.

      Rispondi
  2. Maria Elena Coppola

    Salve,sono una ragazza di circa 24 anni e purtroppo di recente (ieri)sono stata ferita da delle persone di cui mi fidavo ,a cui volevo bene,sono talmente arrabbiata con loro da non voler più vedere la loro faccia ,anzi da voler addirittura vendicarmi ,dare loro una bella lezione ,vorrei spaccare loro la faccia!Poi stanotte ho sognato quell’antipatica della mia professoressa di Matematica del liceo .Mi ha fatta esasperare nel sogno ,le ho detto che non era una buona insegnante e che la odiavo sempre nel sogno !Non ne posso più ,sono così giovane e devo subire tutto questo!Forse sarebbe meglio se mi rifugiassi in una grotta sotterranea ,morta al mondo ,e restassi lì tutta la mia vita!

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    • Daria

      Grazie Maria Elena per la tua accorata e sincera testimonianza! Ti capisco benissimo e credo di sapere cosa stai provando in questo momento tuttavia ti spingo a fare delle considerazioni:
      1. L’inconscio è uno straordinario strumento che lavora per il benessere della persona. Esso ci parla per simboli e ci aiuta a fare e comprendere cose che da soli non siamo capaci di elaborare. La buona notizia è che il tuo inconscio funziona benissimo! Già stanotte ti ha dato una mano a tirare fuori un po’ di quella rabbia che ti porti dentro! ;-)
      2. Sei giovane ma dentro sei ricca di mille potenzialità. Gli incidenti di percorso capitano a tutti ma la differenza la fa l’insegnamento che dobbiamo trarne. Prova a sforzarti di essere contenta per ciò che la vita ti sta proponendo. Sono lezioni faticose ma estremamente utili per la tua crescita e per la tua consapevolezza. Non buttarle via!
      3. Invece di pensare a fare l’eremita in una grotta raccogli le tue forze e decidi dove vuoi andare. Nella vita è necessario avere idee chiare e progetti da realizzare. Hai 24 anni e puoi farlo perché il tempo è dalla tua parte!
      Coraggio! Sono certa che ce la farai!
      Un abbraccio pieno di bene!

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  3. Alessandra

    Già ….parole sagge!!! Siamo ottimi registi della nostra mente…!
    Se solo fosse facile vivere senza aspettative e con la reale consapevolezza che tutto possa finire da un momento all’altro…!
    Ma senza aspettative non vi sono progetti( a breve o a lungo termine) e senza progetti non vi sono orizzonti di senso ne’ concretezza e tutto perde di valore, interesse, intensità , godimento…!
    Che senso ha vivere le emozioni a metà ?!

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  4. Francesca Graziani

    Darai, e se tutto quello che tu descrivi viene vissuto soltanto con se stessi? Se siamo noi a attendere e al tempo stesso coloro da cui si attende? Se l’esperienza della vita intorno a noi sembra che si collochi in due parti distinte, eppure appartenenti a un solo essere, una sola testa, un solo cammino? Quanto è difficile essere in se stessi la tesi e l’antitesi? E poi quando i due mondi si uniscono, si confondono, lottano e si cercano?

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    • Daria Cozzi

      Ciao Francesca :-)
      molto interessanti le tue considerazioni. Si, è tutto relativo e la realtà stessa si può vedere in mille modi, le variabili sono infinite e ognuno di noi ha la sua strada originale, unica e irripetibile e il suo modo di viverla. Ciò che conta è andare là dove c’è crescita, salute, curiosità e riconoscere in tempo utile le trappole dell’esistenza umana per non caderci dentro perdendosi nel marasma delle emozioni che ci portano lontano da noi stessi! Un abbraccio ;-)

      Rispondi
    • Anna

      Anche questo capita (purtroppo).
      A volte risulta più difficile “perdonare” se stessi che gli altri. Succede forse perchè ci si sopravvaluta? Perchè ci si crede infallibili? Perchè qualcuno ci ha fatto credere che se sbagliamo siamo “sfigati”? Mah, fatto sta che quelle volte è una gran fatica.
      E allora meglio leggersi l’articolo di Giuditta: http://www.lundici.it/2014/12/apologia-dello-sbaglio/

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  5. Lidia

    Io sono riuscita a raggiungere la libertà..nel senso che non aspettandomi nulla non ricevo cocenti delusioni. E soffro meno, e’ vero. Come e’ vero che non sono gli altri ad essere ‘cattivi’ ma siamo noi che ci facciamo le ns belle illusioni sulla corrispondenza dei ns stessi sentimenti. C’ e ‘ un Ma…..ma non godo più appieno delle relazioni e penso sempre a non attaccarmi perché sennò finisce che resto delusa. E’ un po’ come non innamorarsi più perché si ha paura di soffrire dopo. E allora ? La soluzione e’ davvero l’attimo fuggente che
    ci viene incontro e quella vocina che ci dice…’ Lasciati andare per un po’ ‘….e’ davvero saggia!!! E io la ascolto sempre volentieri.e mi trovo non dico bene, ma di sicuro molto meglio rispetto a prima.

    Rispondi
    • vito

      Ciao,
      io penso,che cosi’ facendo,pensi solo a te stessa,e non pensi il male che puoi fare all’altra persona,che magari in te ha riconosciuto l’amore che cercava.
      ti dico questo perche’ ho trovato lungo il mio percorso di vita,una donna che (probabilmente,pensa come te,ma questo non lo sapro’ mai)ha fatto della sua vita l’attimo fuggente.
      Rapporti brevi con tanti uomini,e cosi’ e’ stato anche con me,che invece avrei voluto costruire qualcosa insieme a lei!all’improvviso un giorno mi ha detto che non voleva stare piu’ con me,perche’ non era innammorata.
      Mi ha distrutto,dopo 2 anni di relazione,mi ha lasciato cosi’,con una leggerezza disarmante, ha distrutto tutta la mia autostima,i miei ideali di rapporti di coppia,la fiducia nell’amore.
      Con il tuo comportamento sappi che puoi far del male a gli altri,non farlo ti prego!!
      Buona vita

      Rispondi
      • Daria Cozzi

        Gentile Vito,
        si capisce che ciò che ti è successo ti ha fatto davvero male. Era la donna sbagliata, evidentemente. Capita … siamo in tanti ad avere avuto un’esperienza deludente.
        Ti invito a rileggere con attenzione l’articolo. Sta dalla tua parte ;-)
        Buona vita anche a te.

        Rispondi
  6. linda soravia

    Ieri ho scritto brevemente che ritengo queste parole “sicuramente sagge”, lo penso ancora, la vita cambia, come dici te`, ma non cosi` velocemente!! Allora, oggi vorrei aggiungere che le ritengo sagge in quanto quello che proponi te` e` un modo di vivere che certamente ti risparmia tante delusioni. E questo e` il punto. Io credo nella comunicazione e nell` empatia. Credo che a volte due anime si incontrano e sanno di essersi cercate. Credo nella bellezza di costruire un rapporto di amicizia o di amore giorno per giorno, su una base di rispetto e di sincerita`, sulla voglia reciproca di conoscersi e di scoprire attraverso 4 occhi e 2 anime ( se si e` una coppia, senno` naturalmente anche di piu`) la varieta` e la grandezza dell` universo in cui viviamo, credo ai legami forti e duraturi, cresciuti e maturati in uno scambio di opinioni , ideali e sogni in qualche modo comuni , credo nell` amore e nell` amicizia, credo alla forza immensa delle emozioni e anche alla loro altrettanto immensa debolezza, credo che dagli errori si impara sempre e credo nell `importanza di chiedere scusa sinceramente, considero l` umilta` una qualita` necessaria per poter imparare e la liberta` la base di ogni rapporto. A me` non e` dovuto niente e io non devo niente. Io voglio dare e posso dare solo dove sento che viene apprezzato, e apprezzo tutto quello che una persona vuole regalare a me`.Cio`nonostante credo che ci siano persone importanti con cui si fa` un tratto di strada e altre altrettanto importanti con cui si condivide la vita. Perche` secondo me` la vita ci cambia ma non cambia la nostra anima.
    Le delusioni secondo me` non si creano dall` avere aspettative immaginarie ma da mancata comunicazione , coerenza o sincerita`. Purtroppo questo succede nella vita, io cerco ugualmente di non perdere di vista le piccole e grandi “cose” che nutrono la mia anima e senza le quali perderebbe senso la strada stessa che sto` facendo.
    Ho scritto di getto, forse un po` confusamente ma credo che qualcuno nonostante la confusione, capira`.
    Buon cammino a tutti.
    Linda

    Rispondi
    • Daria Cozzi

      Cara Linda,
      hai scritto di getto e hai scritto bene!
      Sono d’accordo con te. Non sono solo le aspettative a farci stare male ma moltissime altre variabili. Tu ne hai citate alcune ma ce ne sono tante altre!
      Sei un’anima forte e piena di coraggio!
      Buon cammino :-)

      Rispondi
      • linda soravia

        Cara Daria, grazie per il tuo commento e per la tua attenzione.
        Ho appena letto le parole di Lidia e quelle di Anna nel tuo articolo sulla solitudine.Come mi squotono l` anima!!!
        Anch` io mi ritrovo a quasi 50 anni ,sola. Ho incontrato tante persone diverse nella mia vita, ho avuto un paio di “storie importanti”, ho sempre cercato di capire , perdonare, perdonarmi, non ho mai inseguito la perfezione ed ho cercato di “adattarmi’ per quanto possibile o di vedere “dietro” la facciata, dietro la cattiveria gratuita, dietro la falsita`ecc.
        E` vero che tutti noi abbiamo avuto e abbiamo i propri problemi, che noi tutti facciamo errori e che e` inutile attaccarsi ad un passato che ha fatto male, rovinandosi cosi` il presente e l` eventuale futuro. Pero` io credo che bisogna porre dei limiti anche all` accettanza, che e` giusto cercare gli errori in se` stessi, imparare da essi, darsi da fare per ampliare i propri orrizzonti spesso limitati ancora appunto da esperienze che ci portiamo dentro dall infanzia, da abitudini mentali, da schemi che si continuano a ripetere e dai quali fatichiamo ad uscire , ma e` giusto anche dividere le “colpe”, nel senso che se io mi prendo la mia responsabilita` e` giusto e logico secondo me` che lo stesso accada nell `altro. Non c` e mai secondo me` chi ha ragione e chi no, se non quando ci si rende conto che tutta la fatica, l `impegno , l` onesta` nel mostrarsi “nudi”, di ammettere debolezze , la voglia di voler bene e di camminare insieme viene tradita da superficialita`, egoismo, o peggio ancora da una insensata voglia di fare male. Ecco li` mi fermo, non accetto piu`, e` un male che non puo` piu` guarire, e` un male che ti deve far imparare ad andartene, perche` e` un male ingiusto. I Con questo io volevo solo dire che non solo noi facciamo errori, ma anche gli altri , quegli altri di cui abbiamo tanto bisogno ma in rapporti sani e maturi. Se si dividono le responsabilita` si costruisce, se si accusa se` stessi o gli altri si distrugge.
        Ammiro Lidia che riesce a vivere la sua scelta consapevole di quello che “forse ” perde, e condivido la sofferenza di Anna e anche la sua capacita di provare ancora gioia nelle piccole cose. Io saro` forse una gran testona e la solitudine mi strazia l` anima, ma non mollo, prendo la vita giorno per giorno con quello che mi da`, il piu` delle volte mi fa` piangere e allora piango, pero` a volte ( per esempio in questi giorni leggendo i tuoi articoli e le lettere pubblicate) mi rendo conto che si` sono seduta come al solito alle 3 del mattino ,sola, sul mio divano, pero` non sto` sognando come tanti continuano a ripetermi, persone come me` ci sono eccome, quindi la momentanea solitudine si fa` piu` accettabile e forse un giorno avro` anche la fortuna di incontrarne qualcuna sul mio cammino…….

        Ps: non so` se sono forte ( ti ringrazio comunque per il complimento), ma coraggio credo di averne, soprattutto ho il coraggio di sentire e accettare il mio dolore e di piangere.

        Ciao cara Daria e grazie.

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  7. Anna

    Un concetto molto importante, che dovremmo tener bene a mente ogni giorno, dal primo all’ultimo della nostra vita consapevole.

    Rispondi

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