Lucca comics and games 2014: un festival da record (e in fila)

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Il 30 e 31 Ottobre e l’1 e 2 Novembre si è svolto a Lucca il festival internazionale del fumetto, del cinema d’animazione, dell’illustrazione e del gioco AKA Lucca Comics & Games. Quest’anno l’affluenza è stata da record: 400.000 visitatori di cui 240.000 con biglietto per accedere agli stand e le cittadelle. Il Lucca Comics & Games ha così quasi doppiato le presenze di tante altre fiere internazionali di tutto rispetto: basti pensare che il Comic-Con di San Diego e quello di New York non hanno mai superato le 230.000 presenze.

Negli ultimi anni il festival è cresciuto esponenzialmente, allargando il suo target e sdoganandosi dall’etichetta festival “di nicchia” e un pò “nerd”. Purtroppo, non solo il numero dei visitori è stato da record, anche le file e i disagi: stand troppo piccoli per il numero di visitatori, troppa fila per entrare con il rischio, dopo ore di paziente attesa, di ritrovarsi lo stand chiudere i battenti davanti al proprio naso per soglia massima capacità utenti raggiunta. Zone impossibili da raggiungere, così come le poche toiltette. Per non parlare della rete di trasporti: treni in ritardo e raggiunti a fatica, dopo ore di fila pigiati e spintonati, corriere e automobili congelate nel traffico. Impossibile lasciare Lucca dopo le 16 del pomeriggio senza essere muniti di astronave o teletrasporto.

Ma oltre ai disagi, le file, gli spintoni – che neanche al festival (Brutal)Metal più grande del mondo -  l’anno dopo vorresti già essere là, più organizzato e con più smartphone, macchine fotografiche e videocamere per immortalare i veri protagonisti del Festival, i Cosplayer.

Per chi non lo sapesse, Cosplay (コスプレ) è un termine della lingua giapponese che prende origine dalla contrazione delle parole inglesi costume + play e che indica la pratica di indossare un costume che rappresenti un personaggio riconoscibile in un determinato ambito. Oltre ad indossare il costume, il cospalyer cerca di interpretare il modo di agire del personaggio di cui veste i panni.

Poiché il fenomeno ha avuto origine in Giappone, il personaggio rappresentato da un cosplayer appartiene spesso al mondo dei manga e degli anime, ma negli ultimi anni il fenomeno si è esteso ai videogiochi, alle band musicali, ai giochi di ruolo, ai film e telefilm e ai libri di qualunque genere e persino alla pubblicità. Non è raro passeggiare per le mura di Lucca (o essere letteralmente trascinati dal fiume umano) e riconoscere per certo dieci travestimenti su cinquanta: potresti impiegare svariati minuti nel comprendere se quella persona a cui stai facendo quella settantina di foto è semplicemente vestita male o sta interpretando un personaggio che tu, ignorante, proprio non riesci a riconoscere.

Dopo aver fotografato, non fare troppe domande e ringrazia sempre: in fondo, la persona in questione, che tu abbia riconosciuto il personaggio che sta interprentando o no, si è arrampicata su di un albero, ha fatto il doppio avvitamento e lanciato due razzi fotonici solo per te. Profonda stima.

Guarda la gallery:

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