Iper-Sessualesimo

1
Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

Un notevole dibattito ha suscitato il video in cui una giovane ragazza, passeggiando per dieci ore a New York, riceve ogni tipo di “apprezzamento” e molestia. Tutto ciò ha scatenato l’eterna diatriba fra gruppi di femministe, maschilisti, cittadini comuni e autorità. L’esperimento condotto da Rob Bliss ha dimostrato una palese maleducazione e sfrontatezza da parte di diversi maschi americani, ma è stato interessante soprattutto per i commenti dei vari lettori su i giornali che si sono distinti in molti casi per l’assoluto qualunquismo.

Ciò, necessariamente, porta a riflettere sulle cause del sessismo, tra eredità culturale, storica e le varie dinamiche di potere che si sono sviluppate tra i sessi.

Per una volta abbandoneremo le solite tesi per sviscerare uno dei fattori principali della nostra epoca: l’estrema sessualizzazione che leobre2pervade la nostra società, la quale potrebbe essere una delle cause “sistemiche” che influenzano le molestie, i comportamenti criminali e altro.
Nel mare delle opinioni espresse, come, ad esempio, in questo articolo del Corsera, si scatena sempre la guerra tra il maschio (accusato di non comprendere e minimizzare) e la femmina (accusata di essere esagerata e intollerante), sebbene pochissimi commenti si concentrino sull’impatto sociale della diffusione del sesso in ogni sua forma.

La nostra società mediatica è bombardata 24 ore su 24 da messaggi sessuali su qualunque mezzo a disposizione. Basti aprire un giornale per ritrovarsi una foto di un/a modello/a in intimo. In Tv vi sono, ad ogni ora, allusioni, spot, veline e altro (Studio Aperto docet). Una enorme fetta della Rete ruota intorno al sesso (non solo il porno, che copre già di suo il 30% del traffico globale). Molti video di Youtube riscuotono visualizzazioni grazie all’iniziale schermata allusiva. E se anche uno volesse evitare tutti questi mezzi, si ritroverebbe comunque ad osservare in strada cartelloni enormi con i corpi semi-nudi delle modelle. Viviamo in poche parole nell’Iper-Sessualesimo, con tutte le conseguenze del caso.

Popstar, Potere e Pubblicità

Il “sistema del sesso = spot = merce” dispone di potenti forze al suo servizio, che al contrario dell’opinione di certe femministe ferocemente concentrate sul maledetto “uomo”, contano sulla piena collaborazione e complicità di una parte notevole dell’universo femminile, oltre che ovviamente di una parte rilevante di quello maschile. Uno dei capisaldi di questa orgia mediatica, sono le popstar di successo come Rihanna, Miley Cyrus, Lady Gaga ecc, le quali non fanno altro che ricorrere continuamente ad allusioni sessuali, provocazioni e qualunque cosa che inciti al sesso; azioni compiute in nome del Dio Denaro gemellato con sua maestà la Dea Fama. Si uniscono a costoro, poi, le nullità assurte a fenomeni globali, spesso grazie a sex tape e scandali, come Kim Kardashian, Paris Hilton ecc, passando per tutte le modelle/veline del pianeta e tutte coloro che usano il proprio corpo come merce e simbolo di ascesa sociale.

Miley Cyrus

Miley Cyrus

Questo esercito, assolutamente consapevole e volontario, è poi aiutato e propagandato da una legione di pubblicitari di ambo i sessi, i quali sanno benissimo che la sessualità è una delle molle più forti per vendere il “prodotto”. Infine, come avvoltoi e furbi corrieri del sistema, si stagliano all’orizzonte le figure dei giornalisti, dei paparazzi, degli amministratori delegati di questa o quella società, fino ad arrivare a toccare tutte le forme di potere, compreso quello politico.
Già solo una mappatura di questo esteso mondo, dovrebbe spazzare via il dibattito Uomo Vs Donna, per lasciare il campo invece alle discussioni sulle conseguenze di questo “bombardamento” sulla nostra vita. Perchè è evidente che una parte dell’universo femminile e maschile ha tutto l’interesse a perpetuare tale apparato (in quanto ci guadagnano in fama, soldi e potere), finendo per ridurre il video di Rob Bliss e le ribellioni femministe ad una piccola goccia nell’oceano, mentre l’iper-sessualizzazione dilaga in ogni aspetto della nostra vita.

Conseguenze

Un continuo condizionamento di tale livello spinge molte persone a mutare il proprio comportamento, anche in maniera nettamente pericolosa e negativa. Molti spesso obiettano che le molestie e le violenze contro le donne sono sempre esistite (assolutamente vero) e che quindi l’influenza dei mass media sia sopravvalutata. Purtroppo essi si dimenticano che nel corso del tempo le cause mutano e che quindi anche le soluzioni devono necessariamente mutare.
La continua presentazione di un certo modello femminile finisce inevitabilmente per far presa sulle menti deboli, instabili, deviate, le quali finiscono per elaborare pensieri e azioni riprovevoli. La continua mercificazione della donna in ogni sua forma, non fa altro che alimentare i leobre4peggiori stereotipi, in quanto l’impatto sul pensiero umano è molto più forte di quello che si pensi e si riflette anche in altre direzioni.

Paradossalmente la sessualizzazione “intensiva” (insieme allo stress lavorativo e altre variabili) ha finito molto probabilmente per indebolire l’atto sessuale nelle coppie o a renderlo nettamente insoddisfacente per parecchi partner di ambo i sessi. Non sarà mai troppo criminalizzato il danno che ha fatto Photoshop, il quale ha creato modelli di donna impossibili, finendo per generare frustrazioni pesantissime e competizioni assolutamente senza senso. Lo stesso porno è solito proporre dei modelli “professionistici” completamente fuori dalla realtà.

Un altro aspetto sottovalutato è il concetto di emulazione. Se la via vincente è rappresentata dall’idiozia di Miley Cyrus, dagli ammiccamenti di Belen e dalla spregiudicatezza della Minetti, è inevitabile che alcune ragazze seguano la stessa strada o gli stessi comportamenti. Così, allo stesso tempo, un pezzo dell’universo maschile penserà al modello di donna collegandolo agli esempi citati sopra.
Questa situazione, fra l’altro, ha generato da tempo una paradossale schizofrenia nelle universo femminile (anche a livello adolescenziale), dove vi sono quelle che scelgono di apparire, provocare a tutti i costi, in modo da guadagnare fama. soldi e posizioni di comando e, dall’altra leobre5parte, esistono donne che rifiutano tale modello e lo disprezzano; infine, una minoranza (assai divisa al suo interno, con posizioni spesso estremistiche), la quale combatte disperatamente in nome di una parità dei sessi, esistente sulla carta (le famose quote rosa), ma che, nella realtà, è evanescente, azzoppata dalla parte più furba e combattiva dello show business.

Spostamento del bersaglio

È evidente che un Sistema del genere, dove ogni giorno milioni di donne e uomini sono al lavoro per rafforzarlo, non leobre6può essere minimamente scalfito dalle sterili polemiche che scoppiano ogni tanto sui giornali.
Aspettarsi che tutti gli uomini diventino di colpo dei galantuomini e che tutte le donne siano pronte a rinunciare all’uso del proprio corpo come merce di scambio, equivale a unirsi agli utopisti che sognano la pace nel mondo, mentre intorno continuano a piovere bombe.
Al contrario, solo con lo studio del meccanismo di potere che vi sta dietro e la battaglia contro coloro che ci guadagnano (nel mondo intellettuale è grande la confusione sotto il cielo), può portare a un radicale cambiamento del modello culturale forgiato dal Dio Mercato.
In questo caso, come dimostra pienamente l’attuale dominio dell’Età della Demenza, bastano un paio di battute, volgarità e tette sul grande schermo, per radere al suolo qualunque pensiero profondo, saggio, articolo o critica.

Metti "Mi piace" alla nostra pagina Facebook e ricevi tutti gli aggiornamenti de L'Undici: clicca qui!
Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

Cosa ne è stato scritto

  1. nick1stfloor

    Mah….non mi trovi molto d’accordo. A mio modestissimo parere uno dei motivi principali per cui sembra utopistico sperare in una “rivoluzione culturale” di questo genere, è proprio la visione settoriale a compartimenti stagni che rinchiude uomo vs donna, femministe vs maschilisti, puritani vs liberali etc…
    E’ importante conoscere e capire il sistema di potere e denaro che vi sta dietro, ma secondo me si opera un reale cambiamente culturale andando a cercare fra le mille pieghe e sfaccettature di queste macrocategorie predeterminate.
    Da che mondo è mondo una categoria sociale è uno strumento identitario, spesso e volentieri utile solo in contrapposizione alla sua categoria presunta contraria.
    Scardinare questa dinamica e ripartire dagli individui che si esprimono prendendosi la responsabilità di ciò che fanno/dicono/pensano/vogliono è il primo passo verso la svolta di cui sopra. Altrimenti continuerà a essere strano “un uomo che prende posizioni femministe”, o “una donna che inneggia alla pornografia e alla mercificazione del corpo femminile”, tanto per fare due esempi qualsiasi.

    Rispondi