Immigrazione&Ipocrisia

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Dopo mesi e mesi di silenzio (se non anni…), hanno ricevuto ampio risalto sui media le situazioni disagiate delle periferie romane e non solo. Gli eventi di Tor Sapienza a Roma hanno riportato al centro del dibattito la questione dell’integrazione, dell’immigrazione e del rispetto delle regole; ma per ottenere questo risultato è stata necessaria una rivolta, con violenze, pestaggi, assalti e accuse a non finire. Questo è il tragico risultato prodotto da una marea di ipocrisia, propaganda, ignoranza a trecentosessanta gradi. Fino alla completa indifferenza.

Ipocrisia I: una parte dell’esercito di ipocriti è composta da quegli italiani, molti parolai, che negli anni hanno sempre parlato a favore dell’immigrazione, arrivando pure in casi estremi a proporre l’abolizione dei confini. Peccato che costoro, al contrario dei pochi che si sono Leomidnovimpegnati sul serio, hanno sempre e solo discusso rispettando in modo preciso la massima: “cuore a sinistra, portafoglio rigorosamente a destra”. Chiusi nelle loro belle casette di provincia o nelle vie per bene delle città, non hanno mai toccato con mano le realtà disagiate delle periferie, la questione della legalità e tutte le problematiche legate ai campi rom. Non si sono nemmeno mai sforzati di mettersi nei panni degli abitanti (spesso ex classe media o poveri) che vivono ogni giorno quei problemi sulla proprio pelle. Al contrario, dall’alto del loro moralismo radical chic, hanno pronunciato le solite accuse: “razzisti, fascisti, ignoranti, ecc.”, salvo ignorare a loro volta la situazione generale.

Il massimo dell’ipocrisia è raggiunto quando si chiede loro un contributo economico vero (non la donazione di 2 € all’anno) per gli immigrati. A quel punto rispondono che ci dovrebbe pensare lo Stato, i ricchi o non si sa bene chi. Non sia mai che si tocchi il loro denaro, mentre fanno finta di disprezzarlo…

Ipocrisia II: l’altra parte degli ipocriti è composta, invece, da gente ferocemente contraria agli immigrati, salvo quando fanno comodo a loro. Costoro seguono la massima: “fascisti con gli altri, anarchici con se stessi”. E così li ritroviamo allegramente a gridare contro l’invasione, salvo poi pagare la badante dell’est in nero, sfruttare gli immigrati per lavorare nei campi o nei cantieri con il famigerato metodo del caporalato;Leomidnov2 al calar della sera, si avventurano sulle strade provinciali o negli appartamenti in compagnia della prostituta di turno. La lezione morale viene esibita in pubblico, ma abiurata rigorosamente in privato. Lontano da occhi indiscreti.

Ipocrisia III: i campioni assoluti ovviamente sono i politici e i media al seguito. Negli ultimi trenta anni hanno detto talmente tante menzogne, frasi fatte e promesse campate in aria, da riempire la più grande biblioteca del mondo.
Si parte da quelli del centro-sinistra che hanno bombardato i cittadini con parole quali “diritti, migranti e solidarietà”, salvo poi farsi gli affari loro, essendo troppo impegnati nei salotti romani e nelle loro idiozie politiche. Risultano ancora “commoventi” le parole di Veltroni, dette qualche anno fa ad Annozero, in cui paragonava i fenomeni migratori dell’Italia del XXI sec. agli Usa dei primi anni del Novecento. Non aveva capito (oppure aveva fatto finta di non capire) che vi sono enormi differenze demografiche, politiche e economiche fra noi e quel mondo di cento anni fa.

Altri politici semplicemente promettono una più forte presenza dello Stato, una battaglia contro il degrado e via dicendo. Risultati mai pervenuti, se non a parole in campagna elettorale. Ascoltando i politici del centro-destra, si viene assediati da forti parole d’ordine con misteriose soluzioni rapide ed efficienti, salvo poi arrivare al 2014 senza un risultato decente. Basti vedere tutte le statistiche per capire che l’immigrazione non è mai stata gestita e tanto meno bloccata. Al di là degli slogan da quarta elementare, tutte le soluzioni proposte negli anni sono state solo dei pasticci legislativi che non hanno scalfito minimamente il fenomeno. L’importante, però, è apparire duri sui media, anche se poi nei fatti vige il nulla o al massimo soluzioni inefficienti e decisamente temporanee.
In poche parole, per tutti gli schieramenti è importante sfruttare il fenomeno, non per elaborare alcune soluzioni serie e realistiche, ma per acquisire consenso, secondo la propria visione, o meglio, ottusità politica.

Mentre va in onda questo circo tragicomico, il complesso fenomeno dell’immigrazione e della sua gestione in Occidente è dibattuto/affrontato in modo serio solo da quattro gatti, assolutamente ignorati (non fanno consenso e danno fastidio).
Nel frattempo, la situazione delle periferie peggiora, la guerra tra poveri aumenta e le soluzioni diventano un miraggio, a meno di non avere una bella villetta con security annessa, nel quartiere più ricco della città.

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