Cercar Lavoro: un’occupazione impegnativa. Parola (divertente) di Alessia Bottone

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“Sei giovane, vivi dai tuoi, non hai bisogno di soldi, e questo lavoro non ha nulla a che fare con il tuo percorso di studi, quindi penso che dovresti fare una gavetta gratuita per noi”.Poco più di un anno fa abbiamo parlato del primo di libro di Alessia Bottone, “L’amore ai tempi dello stage” in un’intervista doppia con Francesca Hans. http://www.lundici.it/2013/06/essere-giovani-in-italia-chi-parte-e-chi-resta-intervista-doppia-ad-alessia-bottone-e-francesca-hans/

In quest’anno e mezzo Alessia ha fatto uscire un altro libro, “Papà mi presti i soldi che devo lavorare?” per i tipi di Kowalski, in cui racconta, con l’ironia che la caratterizza, delle difficoltà e delle esperienze al limite del comico, che possono capitare a chi cerca lavoro. Dalle cose assurde che possono chiederti in un colloquio o alle scuse migliori (per il datore di lavoro, ma peggiori per chi lo cerca) per non pagare i possibile dipendente. “Lei ha viaggiato troppo, è una persona instabile, e se poi se ne va?”

Papà mi presti i soldi che devo lavorare

Papà mi presti i soldi che devo lavorare

Viene da ridere, se non ci fosse da piangere.
Eppure Alessia con la sua verve e capacità narrativa, trasforma questa raccolta di esperienze in un compendio divertente e, ahi noi, terribilmente umoristico.

Ecco 11 domande e 11 risposte che faranno venir voglia di leggere “Papà mi presti i soldi che devo lavorare?”.

1 – Finzione o realtà? Quello che hai raccontato è tutto vero?
Tutto vero. Me lo chiedono tutti, alcuni non credono che ciò che racconto sia successo realmente, eppure é così.

2 – Quest’anno ho compiuto 49 anni. Ti stupiresti se ti dicessi che molte delle cose che racconti sono successe anche a me negli anni ’80 e ’90?
No, anzi so bene che si tratta di un circolo vizioso, una storia infinita per la quale sarebbe ora di trovare un finale diverso e non le solite soluzioni all’italiana.

3 – Mi sono molto divertita a leggere tutta la parte dei colloqui. Qual’è il lavoro per il quale saresti disposta a sottostare alle condizioni assurde che ti propongono?
Giornalista e scrittrice. Mi piacerebbe che queste due passioni diventassero un lavoro. Per poterlo fare accetterei uno stipendio da gavetta, apprendista, ultima ruota del carro, ma non troppo, papà non presta più i soldi per lavorare.

4 – Sempre a proposito della domanda precedente. Ti fa piacere che le persone ridano di un argomento così serio?
Mi fa piacere che ne parlino, é diverso. L’ironia é un modo come un altro per sviscerare i problemi.

5 – Ci sono critiche che hai ricevuto per questo libro? Da chi e perchè?
Per ora nessuna critica..fortunata vero?

6 – Qual’è invece il complimento che ti ha reso più felice?
Una volta mi é stato detto: “Tu sei una che non molla mai. Non smettere, so che farai strada”. Mi ha dato la carica giusta per continuare le mie battaglie.

7 – Per molti il lavoro del desiderio è proprio la scrittura. In Italia fra i primi sogni c’è quello di pubblicare un libro. tu nei hai addirittura pubblicati due. Cosa consigli a chi volesse percorrere la tua strada.
Pensateci bene, scrivere non vuol dire solo fama e gloria e una tastiera sulla quale digitare… Vuol dire sapersi promuovere e dedicare tantissimo tempo alle PR. Siete pronti?

Il sorriso di Alessia fotografato da Carolina Zorzi.

Il sorriso di Alessia fotografato da Carolina Zorzi.

8 – Una delle tue doti, per lo meno nello stile di scrittura, è l’immediata simpatia. Questa caratteristica ti ha aiutato nella ricerca di un posto di lavoro?
Sì, tantissimo anche perché sono emotiva e per rilassarmi ho bisogno di fare qualche battuta e rendere l’ambiente “familiare” . Questo é sempre stato molto apprezzato. Lo consiglio a tutti gli ansiosi come me!

9 – Cosa diresti ad una ragazza e ragazzo che frequentano l’ultimo anno delle superiori? Diresti loro la stessa cosa o pensi che sia diverso per maschi e femmine?
Penso sia diverso, é davvero difficile essere donna in Italia. A entrambi consiglio di iscriversi all’università all’estero o a corsi di perfezionamento, imparare una lingua, smanettare di brutto con il PC (si dice così tra giovani) e tornare in Italia in un successivo momento.

10 – Una domanda più seria, se vuoi rispondere. Credi che i ragazzi e le ragazze della tua età siano più interessati a cercare opportunità ognuno per sé o ci sono situazioni in cui l’aver fatto rete può aver aiutato? I Social e il web aiutano a trovare un’occupazione.
I Social aiutano ma in Italia il passaparola va per la maggiore. Dovete diventare degli stalker del lavoro! In ogni caso se fate rete, assicuratevi che i collaboratori siano seri e non solo dei leader. Troppi galli in un pollaio non vanno bene.

11 – Per finire, non ti arrabbiare… Ma papà ti ha effettivamente aiutato nella ricerca del lavoro o sostenuto nella pubblicazione?
Magari! Quando avevo 15 anni mio papà mi ha detto: “Ale io non ho una lira, quindi ti insegno a fare la cameriera, questo lavoro ti permetterà di girare il mondo”. E così é stato.

“Lei è troppo per la nostra azienda”. Le hanno detto.
Ma aggiungo io, che la signorina Bottone è certamente giusta per scrivere libri.
Grazie.

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