Alla riscoperta dell’antica Telesia

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Accarezzavo, da tempo l’idea di scrivere un pezzo su Telesia, un’idea animata dalla volontà di promuovere la conoscenza della ricchezza storico-archeologica del territorio nel quale vivo. Quello che vi propongo è un rapido excursus di carattere storico-geografico, che lasci, però, spazio, anche all’aspetto numismatico e al valore delle fonti letterarie. Ubicata nel cuore della Valle Telesina, in una posizione strategica nell’ambito del sistema viario, l’antica Telesia sorgeva in una zona di confine tra la Campania ed il Sannio Caudino, in corrispondenza della confluenza dei fiumi Volturno e Calore, nei pressi di precedenti insediamenti sanniti.

Particolare del manoscritto di Libero Petrucci, autore della Storia di Telese

Particolare del manoscritto di Libero Petrucci, autore della Storia di Telese

Sigismondo Liebe, nella sua Gotha Nummaria, edita ad Amsterdam nel 1730, ci dà notizia di una moneta osca recante la didascalia Tulisiom, interpretata come il nome sannita della città, da cui sarebbe derivato il toponimo greco-romano Τελεσία/Telesia. Ad ogni modo,è certo che la città fosse già florida ed economicamente autarchica in epoca sannita, tanto da poter battere una moneta propria, nell’ambito dell’alleanza commerciale con Cales, Teano, Suessa ed Aquino. Tuttavia, l’ubicazione della Telese sannita non è univoca; secondo alcuni, essa era stata costruita sul monte Acero, ove restano i lacerti di una antica fortificazione. La monetazione telesina, di epoca romana, fu coniata tra il 265 ed il 240 a.C; essa risulta, pertanto, coeva alla prima monetazione romana e reca, come tipi, la testa di Minerva, rivolta verso sinistra, con elmo corinzio sul dritto ed un gallo, rivolto a destra, sul rovescio. Sul dritto è presente una didascalia in scrittura retrograda, interpretabile come TERIS o TEDIS. Essa richiama monetazioni tipologicamente affini, come quelle di Cales e Suessa.

Telesia, rocca medievale.

Telesia, rocca medievale.

Sono numerose le fonti che menzionano Telesia. Tra gli autori antichi, ne fanno menzione Polibio, storico greco di II a.C. che, nelle sue Storie, si propone di narrare della nascita e dell’espansione dell’impero romano; Strabone, storico e geografo greco, attivo in epoca augustea; Dionigi di Alicarnasso, storico e retore greco, vissuto in età augestea, la cui Storia antica di Roma comincia, laddove s’interrompe quella di Polibio; Claudio Tolemeo, matematico e geografo alessandrino, vissuto nel II secolo d.C. Tito Livio, storico romano vissuto tra la metà del I sec. a.C. ed il primo quarto del I d.C., nella sua storia Ab Urbe condita, pur non citando – nella sezione dedicata alle guerre sannitiche – Telesia, cita i Telesini, in primis Caio Ponzio – figlio di Caio Erennio e di Didima, nobildonna sannita -, il quale umiliò i Romani presso Caudium nel 321 a.C. e al quale diversi scrittori antichi hanno attribuito il cognomen di “Telesino”. Cicerone, invece, nel Cato Maior (XII 4) ci parla proprio di Caio Erennio, il quale avrebbe partecipato ad un simposio a Taranto, allietato dall’illustre compagnia del filosofo Platone e di Archita, filosofo, matematico e politico, afferente alla seconda scuola pitagorica.

Telesia, particolare dell'anfiteatro

Telesia, particolare dell’anfiteatro

Tra gli storici moderni, che citano Telesia, ricordiamo innazitutto Philipp Clüver (noto come Cluverius), umanista e geografo vissuto tra la fine del XVI e l’inizio del XVII secolo, autore di Italia Antiqua, pubblicata a Leida nel 1624; Christian Sigismund Liebe, autore della Gotha Nummaria, opuscolo pubblicato ad Amterdam nel 1730; Vincenzo Ciarlanti, arciprete della cattedrale di Isernia, autore delle Memorie Istoriche del Sannio (chiamato oggi Principato Ultra, Contrada di Molise e parte di Terra di Lavoro, province del Regno di Napoli), pubblicato nel 1644; Gianfrancesco Trutta, canonico arciprete di Alife, autore delle Dissertazioni istoriche delle antichità alifane, edito a Napoli nel 1776. La prima opera interamente dedicata alla città di Telesia – benché si tratti di un lavoro di breve respiro (giacché consta di sole 30 pagine) – è la Dissertazione critico-storica ovvero memoria storica della città di Telese,pubblicata, nel 1775, dall’arciprete Gianfrancesco Pacelli. Tuttavia, la prima storia completa – dal punto di vista cronologico e geografico – che, pur essendo precipuamente dedicata a Telesia, abbraccia, nella propria trattazione, gran parte della Valle Telesina, è la Storia di Telese di Libero Petrucci (1793-1865). La Storia di Telese di Petrucci non fu mai stampata, a causa della prematura morte dell’autore; essa, che si configura come una corposa trattazione storica – dall’epoca Sannitica al 1865 -, è conservata, in forma manoscritta, presso la Biblioteca della Società Napoletana di Storia Patria. Tale Storia – aperta a digressioni di carattere etimologico, mitologico e ricca, dal punto di vista citazionale, di fonti, antiche e moderne – è stata pubblicata a cura della “Associazione Amici della Biblioteca” di San Salvatore Telesino (Bn).”

Telesia, rudere delle mura.

Telesia, rudere delle mura.

Nel corso della seconda guerra punica, Telesia fu occupata da Annibale (nel 217 a.C.) – che ne aveva compreso la centralità economica e strategica –, come precisano sia Polibio (III 91, 1) che Livio ( XXIV 20); nel 214 a.C. fu riconquistata dal generale Quinto Fabio Massimo. Dopo la seconda punica, fu riconosciuta come Municipium e, come tale, prese parte alla Guerra Sociale, finalizzata all’ottenimento della cittadinanza romana. Uno dei genarali della Lega Italica, che combatté contro Roma, era Caio Ponzio Telesino, discendente del Caio Ponzio Telesino Sannitico. Lucio Cornelio Silla vi dedusse una Colonia (82 a.C.) – soprannominata Herculea in onore di Ercole, venerato nel culto ufficiale della città; ma pare che Telesia fosse stata già dedotta come colonia in epoca graccana (nel 123 a.C., ad opera di Caio Gracco). Dopo la deduzione sillana, Telesia divenne Urbs Foederata. All’epoca degli Antonini e dei Severi, si distingueva per la ricchezza dei suoi monumenti ed era ancora fiorente nel V secolo d.C, quando ha inizio il catalogo dei suoi vescovi (il primo vescovo della diocesi telesina fu Florenzio). Sotto i Longobardi, verso la fine del VII secolo, divenne un gastaldato. Ben nota nel IX secolo, in virtù degli stretti rapporti con l’abbazia benedettina di Montecassino, andò, successivamente in rovina: dapprima vessata da cataclismi naturali, fu, poi, ripetutamente oggetto di invasioni saracene (846-847 d.C.).

Telesia, rudere delle mura, in opus quasi reticulatum

Telesia, rudere delle mura, in opus quasi reticulatum

Le rovine dell’antica Telesia sono tutt’ora visibili: esse sorgono in aperta campagna, tra Telese e San Salvatore Telesino. Restano ben visibili l’anfiteatro, l’acquedotto, le terme e le mura perimetrali (realizzate nel I a.C.), che si distinguevano per la singolarità delle fortificazioni. Il percorso murario, che si estende per circa due chilometri e mezzo, è scandito da 42 torri (alcune a pianta esagonale, altre a pianta circolare) e da cinque porte, fra le quali la meglio conservata è quella rivolta verso Capua. Lo studio dell’impianto urbanistico e delle fortificazioni di Telesia – tuttora fondamentale – è stato pioneristicamente realizzato dal Professore Lorenzo Quilici nel 1966. La particolarità della cinta muraria telesina, concepita come un vero e proprio “spettacolo” poliorcetico, sta nella presenza di segmenti concavi, detti mesopyrgi, funzionali al rafforzamento della difesa da attacchi esterni. (Si ricordi che tale sistema difensivo era stato descritto, per la prima volta dallo scienziato greco di III a.C. Filone di Bisanzio, nella sezione del suo “Trattato di Meccanica”, dedicato alla “Poliorcetica”. Locandina del secondo appuntamento del ciclo di conferenze Telesia ed il suo territorio, presso l'Abbazia Benedettina del Santo SalvatoreTelesia è, per fortuna, ancor oggi, al centro dell’interesse degli studiosi. Importanti reperti, rinvenuti in loco, ed epigrafi sono conservate nell’Antiquarium, museo civico archeologico, fondato nel 2010. A ”Telesia ed il suo territorio”, durante quest’estate, è stato dedicato un interessante ciclo di conferenze, in due incontri. La prima conferenza, svoltasi lo scorso 12 luglio, era incentrata sull’aspetto archeologico e topografico. Il Prof. Lorenzo Quilici, ordinario di Topografia dell’Italia antica all’università di Bologna ed autore del primo studio scientifico su Telesia, ha tenuto una relazione dal titolo ”Telesia: una città pianificata, unica per le sue fortificazioni”; la dott.ssa Giuseppina Renda, archeologa e ricercatrice presso la seconda università di Napoli, ha presentato una relazione dal titolo “non solo Telesia: le testimonianze del territorio”. Alla seconda conferenza è stato offerto un taglio storico-epigrafico. Luigi Cielo, professore presso l’istituto universitario Suor Orsola Benincasa,ha proposto un intervento dal titolo “L’abbazia normanna di San Salvatore de Telesia stazione di ospitalità sulla Via Latina”, passando in rassegna, nell’ambito di un excursus storico sul periodo normanno a Telesia, i principali personaggi che hanno visitato l’abbazia, fra i quali vanno annoverati l’abate Alessandro Telesino, re Ruggero II, papa Urbano II e S. Anselmo. Il Prof. Cielo è autore dell’unica monografia scientifica sull’abbazia telesina. Con la relazione del dott. Marco Buonocore, dal titolo “L’abbazia di San Salvatore Telesino: museo epigrafico e pagine di storia antica” l’attenzione si è spostata sull’importanza delle fonti epigrafiche e della loro interpretazione e sul ruolo dell’Antiquarium. Buonocore è direttore della sezione Archivi della Biblioteca Apostolica Vaticana, scriptor latinus, presidente della Pontificia Accademia Romana di Archeologia e del Comitato internazionale per l’Edizione delle lettere di Theodor Mommsen agli Italiani ed è stato incaricato, dall’Accademia delle Scienze di Berlino, di curare l’aggiornamento del IX volume del CIL (Corpus Inscriptionum Latinarum), contente, fra le altre, anche le iscrizioni telesine. Non in ultimo, Telesia e la sua storia fanno parte dei precipui interessi della neonata Associazione Storica della Valle Telesina, la quale si propone: – di dare impulso ad attività di studio e di ricerca storica, con particolare riferimento al territorio della Valle telesina; 
- di promuovere e di contribuire all’individuazione, alla raccolta, alla catalogazione e alla valorizzazione delle fonti archivistiche e documentali inerenti alla storia patria favorendone l’accesso, la comprensione critica e la consultazione, nelle forme più opportune, da parte dei cittadini;
- di pubblicare documentazione inedita quali manoscritti, documenti storici conservati in archivi pubblici e privati per permetterne la fruizione da parte della cittadinanza;
- di favorire la digitalizzazione del patrimonio storico, ai fini della conservazione e della fruizione;
- di diffondere ogni strumento di conoscenza che favorisca la riflessione critica sulla memoria storica dei suoi abitanti;
- di avviare un rapporto con le scuole di ogni ordine e grado per la realizzazione di corsi di storia locale rivolti ai cittadini più giovani;
- di organizzare conferenze, seminari, giornate di studi, corsi di aggiornamento rivolti alla popolazione adulta.

Incontro su Telesia e il suo territorio, presso l'Abbazia del Santo  Salvatore

Incontro su Telesia e il suo territorio, presso l’Abbazia del Santo Salvatore

Vorrei affidare la chiusa di questo pezzo alle parole di Libero Petrucci, nella speranza che gli studiosi moderni siano spinti dal medesimo entusiasmo: «La mia patria è S. Salvatore, nel di cui tenimento esistono gli avanzi della Telese Sannitica, e della Telese Romana. Ad ogni passo, che muove, ad ogni occhiata, che gira, il Cittadino di questo Comune non può non fermarsi a contemplare i calcinacci di quelle fabbriche grandiose, che furono opera della mano degli Avi suoi, ed a non addolorarsi sul destino della mondana grandezza. Queste sensazioni risvegliano la curiosità di approfondire le vicende di Telese per ravvisare il di lei stato primitivo, e per quali luttuosi avvenimenti giace ora distrutta, ed annientata». Per chi volesse saperne di più L’area archeologica di Telesia è liberamente visitabile. L’Antiquarium, ubicato all’interno della Abbazia Benedettina del Santo Salvatore a San Salvatore Telesino (Bn) è visitabile gratuitamente con i seguenti orari: – il sabato e la domenica dalle 9.30 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 20.00 – dal lunedì al venerdì su prenotazione. Per approfondire: HYPERLINK “http://www.incampania.com/beniculturali.cfm?Menu_ID=211&Sub_ID=212&Info_ID=4584″ http://www.incampania.com/beniculturali.cfm?Menu_ID=211&Sub_ID=212&Info_ID=4584 HYPERLINK “http://www.prolocosansalvatoretelesino.it” \t “_blank” http://www.prolocosansalvatoretelesino.it Contatti: info@prolocosansalvatoretelesino.it Tel. +39 0824 948144 Associazione Storica della Valle Telesina: asvtelesina@gmail.com

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Chi lo ha scritto

Giovanna Battaglino

Laureata in "Filologia, Letterature e Civiltà del Mondo Antico", presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II, sono attualmente dottoranda in Filologia classica, presso l'Università degli Studi di Salerno. (Oggetto della mia tesi di dottorato è il lessico del tempo e la semantica della temporalità nelle tragedie di Sofocle.) Mi divido tra Benevento, Napoli e Salerno.

Sofoclea, amante della cultura - ed, in particolare, della letteratura greco-latina (perché "la letteratura, come tutta l'arte, è la confessione che la vita non basta" Fernando Pessoa, cit.) -, ma anche profondamente convinta della necessità di promuovere la conoscenza della ricchezza storico-archeologica del territorio in cui vivo. (Sono, infatti, Presidente della Associazione Storica della Valle Telesina.)
Amo le materie che studio ed amo trasmetterle.  Amo leggere e scrivere.

Credo profondamente nel grande potere della parola.

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