11 Prodotti Make-up dell’antica Roma: tra I e II d.C.

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clio_0x440Da qualche anno a questa parte le figure del Make-up artist e del Beauty Guru hanno assunto un ruolo molto importante, ottenendo anche una certa popolarità. Soprattutto per le ragazze più giovani, che vogliono apparire sempre al meglio, sono a disposizione persone che spiegano e mostrano, tramite Youtube o blog, come truccarsi, come fare degli abbinamenti di abiti, quali acconciature creare. In somma, le famose “ancelle romane”, ora stanno beatamente a casa propria e si trovano nel web. Se, fino a sessant’anni fa, la necessità di trucco e acconciatura era legata solo a momenti particolari della vita di una donna (matrimonio, cerimonie), oggi è una routine quotidiana, non seguita da tutti, ma dalla maggior parte, che l’ha reso anche motivo di vanto e di concorrenza tra le donne.

Anche nell’antica Roma era necessario presentarsi con un aspetto impeccabile e seducente, che mettesse in risalto le qualità di una domina, senza renderla troppo vistosa, ma abbastanza accattivante da attirare l’occhio dei patrizi. Tuttavia, non tutte potevano permettersi certi lussi, adatti solo alle tasche degli aristocratici, oppure alle matrone più mature e influenti della società.

Oggi ci destreggiamo tra ombretti, ciprie, fard, rossetti, mascara… esattamente come 2.000 anni fa! Proverò a raccontarvi gli 11 prodotti make-up base per le Matrone di Roma.

  1. Il fondotinta: il fondotinta dell’epoca era un miscuglio di miele e biacca, un pigmento bianco che rendeva la pelle chiara, e che permetteva di distinguere le donne lavoratrici da quelle aristocratiche.
  2. Il fard… nel fondotinta! Per non far risultare dei cadaveri le belle domine, alla biacca (pigmento tossico a base di piombo) veniva aggiunto un pigmento rosso, variabile come elemento, che donava alla pelle un colorito fresco e roseo. Questa miscela richiedeva un’attenzione chirurgica nella creazione, per evitare errori.
  3. Il fissatore: per concludere, il viso e il decolté venivano cosparsi con polvere di ematite (un minerale di ferro dal colore rossastro), che dava lucentezza e quel tocco Glamour in più.
  4. L’ombretto: Credete che lo Smookie Eye sia un’invenzione recente? Sbagliato! Il trucco perfetto era nero, grigio… nero! L’ombretto per eccellenza era la cenere, che veniva usata per sfumare. Le donne più abbienti potevano, però, contare su un ingrediente formidabile e a lunga durata… pasta di formiche abbrustolite. Non siate schizzinose, signorine, un prodotto come questo, mischiato all’acqua, era l’antesignano del trucco water proof!
  5. Contorno occhi & Co.! Non è finita. Se già gli antichi egizi delineavano il contorno occhi, anche i romani non erano da meno. Esisteva già il Kohl, un Kajal in polvere, ma poteva essere sostituito con inchiostro di seppia o un pigmento ottenuto dai datteri bruciati. Per riempire ed allungare le sopracciglia si usava un semplice bastoncino di carbone, poi sfumato con la cenere.

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    Pietra di minerale cinabro

  6. Il rossetto: secondo la testimonianza di Ovidio, le donne romane avevano a disposizione una vasta gamma di colori, ma quello più in voga è sempre lui… il rosso! Questa tonalità era data dalla lavorazione di due elementi molto tossici. Il Minio, un minerale formato da due tipologie di piombo, il piombo III e il piombo IV; e il cinabro, un solfuro di mercurio dalla pigmentazione rossa, dalla cui lavorazione si estrae il mercurio.
  7. Nei finti: già nell’epoca romana l’uso di nei finti era un must della toeletta femminile, infatti, questi vezzi servivano per lanciare dei messaggi, a volte maliziosi, in base al punto in cui venivano collocati. Questi nei non erano applicazioni, ma dipinti sempre con il Khol.
  8. Le punte dei seni: se credete che le ballerine di Burlesque siano eccessive mostrando delle applicazioni brillantinate sui seni, sappiate che già nell’antica Roma le donne estremamente ricche si cospargevano le punte dei seni con polvere d’oro che, abbinata a tuniche molto leggere, attirava l’attenzione. Questo anche per dimostrare l’alto status a cui appartenevano.
  9. La depilazione: atroce tortura o necessario must di bellezza, le donne romane erano solite depilarsi quasi ogni giorno e integralmente! Per essere considerata una donna attraente e di ottima condizione sociale, la depilazione doveva essere regolare e non tralasciare alcuna parte del corpo. Questa pratica era eseguita con una miscela decisamente pericolosa: olio d’oliva, pece e soda. Secondo le fonti Cesare utilizzava, invece, noci bollenti!
  10. Tinture per capelli: le colorazioni più “oneste” per i romani erano il rosso, il biondo e il nero. Plinio il Vecchio, cita un tipo di sapo che non era un sapone ma una mistura di cenere e sego, che donava una tonalità rossa ai capelli. Colori più accesi, come il verde, l’azzurro o l’arancione erano utilizzati solo dalle prostitute.
  11. Il necesssaire: a completare il tutto troviamo qualche oggetto tipico della toeletta femminile. Per mescolare i colori per il trucco venivano utilizzate della valve di conchiglia, custodite in un cofanetto di legno insieme ad altri interessanti elementi. Uno specchio di bronzo, anforette di terracotta e alabastro contenenti creme e unguenti, pettini in osso e spilloni in alabastro, pinzette e spatoline in argento per stendere le creme e le maschere di bellezza.

Ora che abbiamo curiosato nel beauty case di una donna dell’antica Roma, capisco che non avrei mai potuto truccarmi, nemmeno per un minuto! Essendo allergica ai metalli e a tutto ciò che è vagamente imparentato con il piombo, sarei deceduta tra le amorevoli braccia delle ancelle. In più, immaginate cosa potrebbe succedere oggi se le formule dei trucchi non fossero cambiate, non potremmo nemmeno entrare in banca! Il metal detector inizierebbe a fare un concerto fenomenale, attirando l’attenzione. Come ci potremmo giustificare? “Scusi, mi sono solo truccata per venire ad accendere un mutuo!”.

4095_-_Milano_-_Antiquarium_-_Pettine_in_osso,_IV-V_sec__d_C_-_Foto_Giovanni_Dall'Orto,_14-July_2007

Pettine in osso del IV-V secolo d.C.

Insomma, grande rispetto per le donne romane che reggevano questi elementi tossici per tutto il giorno, senza batter ciglio e riuscivano anche a governare la casa, gli affari e i mariti!

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