Ti prendo brutta baldracca, ovvero “Sin City 2 – Una donna per cui uccidere” di Robert Rodriguez

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“Sin City è una gran brutta baldracca distesa sotto di me che mi supplica di prenderla e io la prendo, per quel che mi importa. Poi la prendo un’altra volta e lei mi supplica ancora. Caspita, è bello essere vivi.”

Regia: Robert Rodriguezsin-city-2-una-donna-per-cui-uccidere-3d-Poster-Locandina-2014
Soggetto: Frank Miller (da un suo romanzo a fumetti)
Sceneggiatura: Frank Miller, Robert Rodriguez, William Monahan
Montaggio, fotografia, musica: Robert Rodriguez
Paese: Stati Uniti
Genere: azione, thriller, fantastico

Interpreti:
Eva Green: Ava Lord
Jessica Alba: Nancy Callahan
Joseph Gordon-Levitt: Johnny
Juno Temple: Sally
Bruce Willis: John Hartigan
Josh Brolin: Dwight McCarthy
Rosario Dawson: Gail
Mickey Rourke: Marv
Lady Gaga: Bertha
Christopher Meloni: Mort
Ray Liotta: Joey

Consigliato a:  chi ha amato il primo film ma non è un lettore del fumetto, ai fan di Tarantino e Rodriguez, chi apprezza lo splatter
Sconsigliato a: chi ha tutti i volumi autografati da Miller in libreria, ai senatori corrotti, alle spogliarelliste depresse

SC2-DF-03079_R1-611x407Questo è lo spirito dell’opera cartacea di Frank Miller. Sette volumi di puro godimento tra black humor, killer cannibali, mafiosi, prostitute, poliziotti corrotti, spettacoli erotici in squallidi bar di periferia, pedofili, preti depravati, donne bellissime e spietate, bestioni dal cuore d’oro. Il tutto descritto in stringatissime vignette e balloon minimalisti ma che colpiscono come un pugno allo stomaco, come solo Miller sa fare. I film tratti dai vari albi (il primo Sin City intreccia le storie di “Un duro addio”, “Un’abbuffata di morte” e “Quel bastardo giallo”; il secondo, come da titolo, mette in scena le pagine tratte da “Una donna per uccidere” più altre due storie originali) per la regia di Robert Rodriguez, amico e allievo di Tarantino, sono abbastanza fedeli all’opera cartacea. Il primo riprende quasi ogni vignetta, inquadratura per inquadratura, in un black & white sporco e patinato con qualche sprazzo di colore kitsch. Quest’ultimo “Sin City: a Dame to kill for” invece, anche se uguale per stile registico, si discosta di non poco dal primo, spiazzante e geniale capitolo della saga, a partire dalla caratterizzazione dei personaggi e dalla trama. sin-city-sequel-mickey-rourke-rosario-dawson

Ritroviamo Marv, sempre interpretato da Mickey Rourke, pronto ad aiutare chiunque a Sin City. Marv è uno spietato vendicatore dal cuore d’oro, un animo solitario toccato solo una volta da un angelo biondo non un adorabile buontempone che ammazza violentemente gli scagnozzi di chicchesia se glielo chiedi per favore. Ancora una volta, protagonista della seconda avventura è Dwight. Stavolta a prestargli il volto è la faccia statica e squadrata di Josh Brolin. Dwight e la sua passione per le donne rimangono ma il sarcasmo che caratterizzava i suoi monologhi off screen non c’è più, in compenso c’è molto più testosterone anche se ce n’era già abbastanza prima.

sin-city-poster_612x380Personaggio a se stante è quello affidato a Joseph-Gordon Levitt, fortunato giocatore di poker e figlio illegittimo del senatore Roark. Levitt aveva ben poco materiale per lavorare, fa un ottimo lavoro anche se il suo personaggio non spicca messo a paragone col Josh Hartnett del primo film. Un plauso speciale, gli uomini saranno d’accordo, va alle tette di Eva Green. Lei è brava ma ultimamente, sia in tv (“Penny Dreadfull”) che al cinema (“300: l’alba di un Impero”) sembra che per contratto non possa recitare se non nuda, il che mette in secondo piano la sua spiccata capacità attoriale. E poi c’è lei, Jessica Alba. La Nancy Callahan del primo film. Ora forse Bruce Willis si trova in guai economici, non sappiamo nulla con certezza, ma sappiamo che le sue apparizioni nel film sono inutili. Bruce Willis interpreta l’inutile fantasma pieno di rimpianti di un poliziotto suicida. Forse gli piace apparire sotto forma di ectoplasma dopo “Il sesto senso”. Che poi alla fin fine a nessuno importa del triste destino di Nancy. Quel bastardo giallo è morto e nessuno vuol vedere la finta sofferenza di una stripper che si tagliuzza il viso con una lametta. A nessuno interessa del suo alcolismo e dei suoi piagnistei. Chi ha occhio critico può scorgere queste sbavature, chi non ne ha si limiterà a sbavare davanti al suo balletto da cowgirl.sin city 2 lady gaga

Il film ha un buon ritmo e tiene alte le aspettative ma se si è fan del fumetto si rimarrà un tantino delusi. Non bastano le musiche dei The Servant e le apparizioni di Miller per far contenti tutti. E’ vero, “se imbocchi il vicolo giusto a Sin City puoi trovare di tutto”. Il problema è che ci si aspettava di trovare più sadismo e cattiveria, più cinismo e sarcasmo, più pulp e meno fiction. Questa non è la vera città del peccato. 

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