Se lui si ferma, tu trova il modo di continuare il cammino

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Cara Daria
sono sposata da tanti anni con un uomo molto più grande di me. Questo non è mai stato un problema, siamo stati felici e non mi è mancato niente.
Ma ora lui ha più di 70 anni ed io meno di 60. Mi sento ancora giovane e attiva e mi sembra di convivere con un vecchietto. E’ invecchiato, non solo fisicamente, ed ora i 14 anni di differenza si sentono tutti: abbiamo comportamenti e desideri sempre più divergenti, questo fino a pochi anni fa non era mai successo e ora la cosa mi disturba.
In più io lavoro ancora, sono fisicamente e mentalmente brillante, mi capita di viaggiare per lavoro, di incontrare persone che mi stimolano e sono sempre più tentata di concedermi distrazioni che non mi sono mai concessa.
Solo il pensiero mi fa sentire tremendamente in colpa.

Eppure so che per me è troppo presto per rassegnarmi ad una vita da anziana: non voglio che lui mi costringa ad invecchiare prima del tempo.
Sono una donna egoista? Come potrei tradire un uomo che mi ha dato tanto, proprio adesso che lui avrebbe più bisogno?  Ma è giusto che io metta da parte me stessa?

Grazie per la risposta
Marta

Cara Marta,
ho diverse amiche che hanno sposato uomini con parecchi anni più di loro.
Ed ora si trovano nella tua situazione. Difficile dire qual è la giusta posizione. Come sempre dipende dai punti di vista che sono personali.
Carla (nome di fantasia) si è sposata molto giovane. Luigi (c.s.), suo marito che ha ventidue anni di più, ha sempre rappresentato per lei la forza, la sicurezza, un porto sicuro. Si sono amati veramente. Lui l’ha fatta crescere, le ha permesso di costruire il suo futuro professionale, l’ha sostenuta, stimata, coccolata. E lei è stata perdutamete innamorata di lui per tantissimo tempo. Hanno avuto due figli che ora sono due splendidi giovani adulti con alle spalle dei genitori attenti, premurosi e rispettosi della loro libertà. Perchè la libertà è sempre stata il caposaldo del loro stare insieme. Una bella famiglia e una gran bella storia la loro. Ora il marito di Carla, che ha 78 anni, pur restando un uomo mentalmente brillante, a causa di una malattia cronica, è costretto a limitare i suoi spostamenti, è distratto, concentrato su se stesso ed ha sempre più bisogno di riposo. I loro rapporti intimi e la complicità che ha sempre nutrito la loro relazione sono cessati da parecchi anni. Carla ne ha sofferto molto, si è sentita emotivamente sola e a volte relegata al ruolo di badante.

Menage a trois by Evilpainter http://evilpainter.deviantart.com/

Menage a trois by Evilpainter http://evilpainter.deviantart.com/

Lei che è una donna piena di risorse, impegnata professionalmente e viaggia per lavoro, mi ha confessato di essersi innamorata di un collega coetaneo. Con lui si sente rivivere, dice di aver recuperato la voglia di sorridere, di sentirsi desiderata, ammirata. I loro incontri sono sporadici. Nessun’altra complicazione. Dice di non avere sensi di colpa perchè ne avrebbe molti di più trascurando se stessa e comunque non toglie nulla al marito. Non ha mai pensato di andarsene. Il loro stare insieme non ha subito modifiche poiché lei è sempre molto attenta ai bisogni di Luigi che continua ad amare e considerare l’uomo della sua vita. Carla ora si sente meglio, è più allegra e fa molto più volentieri ciò che prima cominciava a pesarle. E anche Luigi, paradossalmente, ne ha tratto giovamento.

Francesca (c.s.) quindici anni di differenza con il marito, mi confida che il loro rapporto sta languendo perchè lui è invecchiato molto prima di quanto lei potesse immaginare. Ma l’idea di trovare un altro uomo – ne ha avuto l’opportunità – non la sfiora neanche. Con Giorgio (c.s.) ha condiviso la sua vita e si sente legata a lui fino alla morte. Così sta cercando di riempire i vuoti del loro rapporto impegnandosi in attività alternative che le danno molta soddisfazione. Ha ripreso in mano la sua vecchia passione per l’arte ed ha ricominciato a dipingere. Giorgio la sta accompagnando in questa avventura e il loro rapporto si sta riempiendo di nuove possibilità.

Marina (c.s.) ha sposato un uomo tanto più vecchio di lei. L’ha fatto quando entrambi erano nel pieno della loro vita. Ora lui è la parte fragile della coppia ma Marina non dimentica mai che, quando l’ha sposato, sapeva bene che questa cosa sarebbe successa e l’ha messa in preventivo.
Come vedi ogni persona deve trovarela sua strada. Ho voluto proporti diverse situazioni perchè in ogni persona dimora un mondo unico e irripetibile e non ci sono scelte assolutamente giuste o assolutamente sbagliate. Solo nelle ideologie è così. Non sono una bacchettona né una moralista e non mi piacciono i giudizi ma credo fermamante che ciò che deve vincere sempre è il rispetto per sé e per l’altro. E non sempre è facile trovare questo equilibrio.
Buon cammino!

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Chi lo ha scritto

Daria Cozzi

Triestina, due figli, una vita vissuta con passione. Ascolto tutti, soprattutto chi la pensa diversamente da me. E imparo sempre qualcosa. Mi piace comunicare attraverso la parola scritta, ma non solo ... credo che ci sia sempre una seconda chance, che possiamo crescere e cambiare pensiero, modo di essere, obiettivi e programmi per avere davanti a noi ogni giorno un orizzonte nuovo su cui scrivere i nostri progetti, dipingere i nostri sogni, depositare le nostre speranze. Ho raccontato la mia storia in "Quattro giorni tre notti", il mio primo romanzo.  

7 commentiCosa ne è stato scritto

  1. Viviana Alessia

    Ho trovato il post e i commenti solo adesso. Viaggio da pochi mesi sull’ Undici, questo bel giornale giovane, aperto, nuovo nel suo format. Conosco gli articoli belli e profondi di Daria. Daria è una persona molto equilibrata e serena. E a lei anche io ho avuto bisogno di parlare. La lettera della lettrice descrive una situazione frequente. Io sarò chiara: non mi piace pensare che una donna più giovane del marito si stanchi, diciamolo francamente, di lui perché lui è invecchiato e non può essere l’ uomo , il signore che ha fatto tanta gola tanto tempo prima, quando la sua esperienza e presenza, avevano saputo incantare e sentirsi magari ineguagliabili splendori per aver conquistato un uomo maturo, arrivato, che ti ha risparmiato magari i sacrifici e le fatiche che un giovane innamorato non può invece risparmiarti. Mi pare non solo mancanza di rispetto e riconoscenza, ma purtroppo manca il voler bene, che a una sessantenne potrebbe bastare ed avanzare. Il giovanilismo è una moda e il sentirsi giovani è avere un cuore aperto sul bene di tutti. Mi pare che la lettrice dimentichi il bene della persona con cui ha fondato la sua vita di donna. Anche ad un uomo giovane può capitare di non poter più essere prestante per malattia o incidente. E allora che si fa? Si vanno a cercar risposte impossibili per sentimenti che sopravvengono incauti ed inaspettati? Se ami un uomo veramente, una sua condizione diversa non può mutare il tuo modo di essere con lui e col mondo. Avrai come sempre voglia di stare accanto a lui più che puoi, di sentire la sua presenza, di dargli la sicurezza che sai che va cercando, anche se tace. Il mondo , se ancora lavori o se ancora lo frequenti, sarà quel che era prima che il tuo uomo si fermasse. Se il mondo ti attira più che il tuo uomo, si può dire quel che si vuole, ma significa che quell’ uomo non lo hai mai veramente amato perché nell’ amore c’è anche e soprattutto il voler bene. Chi vuol bene non va a cercare risposte impossibili. Le ha da sempre nel suo cuore.

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  2. Antonio

    Che tristezza infinita mi provoca la lettera di Marta. Per me che auspico una coesione sociale quale priorità collettiva inderogabile per la rinascita del Paese e non solo, leggere di una donna – quasi sessantenne – che non riesce a concepire nemmeno la vicinanza a suo marito – ultrasettantenne – che, avviatosi forse al tramonto fisicamente, mi auguro scorga chi le sta al fianco e se ne allontani quanto prima, fosse anche soltanto per traccheggiare tutto il tempo suo a venire.

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    • Antonio

      Errata corrige: “gli” in luogo di “le”, dopo le parole “scorga chi”. Ci sono anche altri errori, ma forse il più apodittico, ai miei occhi, è proprio l’aver espresso il mio pensiero ma, d’altra parte, se non comunichiamo, come verremo a capo dell’umana storia?

      Un saluto a Daria
      Antonio

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      • Daria Cozzi

        Grazie Antonio per il tuo contributo. Credo nella coppia e credo che il suo valore si possa “pesare” sulla moltitudine di sfaccettature che lo rendono intramontabile. ;-)

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        • Antonio

          Grazie a te, Daria, per l’attenzione. Concordo sulla tua visione della coppia ma, tuttavia, mi è altresì impossibile non sottolineare che i singoli componenti non smettono di commettere errori, dovuti, nella maggior parte dei casi, ad una libera interpretazione dell’altro, indotta certo da retaggi culturali ancora da debellare.
          Chiedere il parere di un esperto è cosa saggia ma, purtroppo, non diffusa. Se qualche divergenza tra due “innamorati” a volte può far sorridere, altre volte degenera nei reati di cui siamo a conoscenza e per la prevenzione dei quali, ogni cittadino deve impegnarsi, per quanto sia nelle sue possibilità.
          A parte quest’aspetto che più mi sta a cuore, perché riguarda una soglia superata la quale non si torna più indietro, volevo soffermarmi sui singoli innamorati i quali, variamente assortiti, danno origine a tutte le combinazioni osservabili in ogni dove e che si possono racchiudere negli antipodi delle coppie maschio-femmina e uomo-donna.

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    • rosanna centenara

      Sono quasi certa che se la lettera di Marta, l’avesse scritta un uomo…l’amico Antonio, sarebbe stato molto piu’ comprensivo ed indulgente. La sua severita’, a mio avviso, rasento quel minimo di egoismo maschile, che ancora pervade certe menti.

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      • Antonio

        L’amica Rosanna dice di essere “quasi certa” perché ipotizza il caso in cui a scrivere fosse stato un uomo, manifestando quindi l’impossibilità di condannarmi per mancanza di prove, le quali – apoditticamente – sarebbero individuabili solo oltre le righe, visto che in quelle manifeste non se ne ravvisa alcuna.

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