“L’origine fa la differenza”

5
Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

Quando perde importanza il luogo d’origine di una creazione? O la sua storia? Quando il suo valore intrinseco può essere messo in discussione? Domande che i grandi sociologi ritengono basilari nella società contemporanea ma che vengono messe in discussione dalle istituzioni e cosparse di menefreghismo. Cos’è più importante tra uno show televisivo e una statua di origini secolari situata nel centro storico di una città?

Incommensurabili questioni prese sotto banco come se fossero irrilevanti le storie delle diverse società che si sono susseguite nelle epoche fino ad oggi. Mi chiedo cosa rimane quando gli scritti di Camilleri riprodotti sul piccolo schermo perdono la loro origine geografica, le tradizioni che tengono strette, narrate con passione. Mi chiedo cosa resta dei nostri avi quando i bronzi di Riace vengono spodestati ingiustamente. Ancor di più mi chiedo perché è così necessario eliminare dagli studi delle nostre scuole la storia delle arti.
La logica prende il sopravvento e il consumismo, regnante nel nostro sistema, macchia con le sue banconote i nostri parchi e le nostre panchine, pagine scritte, piccole storie e piccole vite come tatuaggi in ciascuno di noi.

Guardare al mondo che ci avvolge senza esserne incubati è una delle scelte o meglio delle possibilità da prendere in considerazione e cucire al proprio modo d’essere. Abbandonare la necessità, inconcludente, di etichettare ogni singolo elemento che incontriamo nel cammino è difficile ma non impossibile e renderebbe più libera la nostra mente così affollata da pensieri e parole di chi cerca di mantenere un ordine sociale con scarsi risultati.

Ciò non toglie la necessità di istituzioni e di insegnanti o di preti. Non è da temere chi parla e crede di sapere anche quel che non sa, non è da temere chi lotta e trasmette i suoi saperi con tenacia. Il nostro metodo di approccio all’interlocutore è il mezzo primo, tramite il quale possiamo salvarci da giocolieri di idee e mercenari di ideologie.

Necessario è il tenere a mente che lì, in mezzo al caos quotidiano, c’è chi ha la pazienza e l’entusiasmo per accogliere il nuovo non tralasciando il vecchio e lavorare con impegno e la speranza che il suo lavoro sia motivo di orgoglio e segno importante nella vita di qualcun altro.

L’origine delle nostre esistenze, dall’educazione dei singoli all’analisi delle civiltà antiche è basilare per la formazione degli uomini e delle donne che saranno un giorno insegnanti dei nostri figli o guide del nostro Paese.
Dare valore e non far perdere valore a chi o cosa è a capo del nostro stesso esistere è base dei nostri piccoli mondi in un pianeta torturato e poco valorizzato.

Non possiamo tornare nel tempo alla scoperta del fuoco con la stessa innocenza nè tanto meno a penna e calamaio ma non possiamo negare che solo le nostre origini ci hanno permesso di essere quel che siamo e,per un motivo o per un altro, c’è da andarne fieri.

Metti "Mi piace" alla nostra pagina Facebook e ricevi tutti gli aggiornamenti de L'Undici: clicca qui!
Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

5 commentiCosa ne è stato scritto

  1. francesca graziani

    Daniela, tu hai perfettamente ragione. Io credo che siamo ormai ad un punto in cui non si difende la formazione nel suo senso più generale possibile, il senso critico, la capacità di ragionamenti e analisi. Stiamo andando incontro, e credo che per alcuni versi già possiamo vedere il suo consolidamento, a un’ottica nozionistica, perfettamente a servizio della società attuale. Occorre saper usare, conoscere procedure standard, definizioni, norme, nozioni, senza però che tra le stesse venga instaurato un nesso logico, senza che le stesse siano supportate da una comprensione dei meccanismi, delle fondamenta, del percorso attraverso cui si sono raggiunti. Non si ha tempo per certi discorsi, per certe categorie di informazioni, perchè, scioccamente e superficialmente, non idonei e non perfettamente in linea con la realtà in cui viviamo oggi.

    Rispondi
    • Oriana Vacante

      mia cara Francesca il tuo commento è perfetto però voglio specificare che non volevo generalizzare così tanto (sembra che tu abbia percepito sopratutto questo).
      Unico punto in cui siamo totalmente in disaccordo è il mio nome …mi chiamo Oriana :)

      Rispondi

Perché non lasci qualcosa di scritto?