Intervista a Domenico Romeo, autore del libro “Contraffazione e criminalità organizzata trasnazionale”

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Gestione di filiere del falso ad opera della mafia, grosse imprenditorie criminali che, contando su numerose cellule sparse nel mondo, si addentrano nel mercato cambiando le carte della legalità e, attraverso la contraffazione delle merci e del denaro, si arricchiscono illegalmente.

Questi sono, in breve, alcuni aspetti che vengono trattati con dovizia di particolari in Contraffazione e criminalità organizzata trasnazionale, secondo libro di Domenico Romeo, che ho avuto modo di conoscere grazie all’editore in comune, Arduino Sacco, che ha pubblicato il suo primo testo: Le viscere della libertà, dal quale già si evince lo stile asciutto dello scrittore calabrese, attento conoscitore di dinamiche criminali internazionali e non solo, sulle cui tracce si pone giammai avventatamente.

Al fine di comprendere alcuni dettagli di tali intricati rapporti, dei traffici illeciti e relative eventuali contromisure, ho rivolto alcune domande a Domenico.

Com’è sorta in te l’idea di questo libro?

“Occupandomi di analisi criminale in senso ampio, dalla criminologia alla criminalità organizzata, rimanevo stupefatto dalle modalità di gestione del mercato del falso, da parte delle mafie globali. Un mercato incredibile, che si dirama attraverso le forme più variegate: dall’invio di cellule nel territorio di competenza, dall’uso delle teste di legno e quant’altro. Dati impressionanti, spesso sottovalutati, ma che alterano l’economia, generano crisi ed inoccupazione diffusa.”

Cosa si intende per filiera del falso?

“La filiera del falso è quell’insieme di materiale strutturato per essere diffuso ed allargato nel territorio nazionale e non, che costituisce il mercato dell’illecito. In molti casi è pacchiano, ma sovente è impercettibile.”

imagesJU9Y29DU (2) - CopiaUno dei temi più importanti riguarda le tecniche di falsificazione monetaria. Chi opera in questo ambito e, soprattutto, in quale modo si può contrastare?

“La falsificazione del denaro è un business molto più diffuso di quanto si possa ritenere, e rientra nella logica delle mafie internazionali. E’ una pratica criminale che, se un tempo era riservata a banducole improvvisate che, in forma colorata e quasi allegorica, tentavano di adulterare la moneta della Banca d’Italia, oggi questo compito è riservato a serie organizzazioni criminali, con strutture verticistiche e gerarchiche, tipicamente delinquenziali. Queste cartiere criminali potentissime costituiscono un mercato parallelo a quello legale,  immettendo nel mercato una quantità enorme di monete false, da rendere spesso impossibile il riconoscimento a causa della doppia circolazione (il vero ed il falso). Sarà capitato a tutti nella vita, almeno una volta, di pagare con denaro falso e di non essersene resi conto a causa del flusso di denaro aumentato per via della Banca Centrale Europea, nei territori CE. Con sicurezza sarà anche capitato, a grosse catene industriali, di usare moneta falsa, disconoscendola. Ma l’inganno criminale è sempre lì e nel libro mi soffermo molto nel descrivere le tecniche scientifiche che smascherano questo delitto.”

Oltre ad un’ampia descrizione delle norme, illustri le nuove tecniche investigative: sono, oggi, sufficienti?

“Come è dimostrato nel libro, il falso, la contraffazione della moneta, delle merci, del cibo, sono  aspetti che riempiono un mosaico criminale riconducibile, spesso, ad un’unica organizzazione, che, all’interno del mercato del falso fa rientrare il delitto di riciclaggio o di evasione fiscale internazionale. La descrizione delle strategie criminali delle mafie internazionali, porta a fare comprendere il perché oggi si è legiferato in favore di task-force infiltrate nei circuiti d’interesse e per le azioni sottocopertura.”

Quali sono le organizzazioni criminali più coinvolte in questo fenomeno?

“Innanzitutto partiamo dal presupposto che quando parliamo di mafia non parliamo di una problematica localistica che rimane incentrata in un luogo, ma le varie mafie collaborano e si dividono il territorio. È chiaro, quindi, perché oggi si chiami global mafia. Detto questo, nel libro vi è la descrizione di quelle mafie che interessate al fenomeno un tempo, oggi hanno cambiato mercato e ceduto, o prestato, il territorio ad altre consorterie criminali che continuano nelle attività delle ‘vecchie’ mafie. Indico i nomi, le strategie, le modalità di immissione delle cellule e come stanarli…”

Ringrazio Domenico Romeo per la disponibilità e, soprattutto, per il notevole impegno profuso nella stesura di questo istruttivo testo.

[Domenico Romeo, Contraffazione e criminalità organizzata trasnazionale, Youcanprint, 2014]

Note biografiche

Domenico Romeo nasce a Reggio Calabria il 29 ottobre del 1974. Laureato in Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Torino, dopo la laurea ha proseguito nel seguente percorso formativo:
- Prevenzione dell’utilizzo del sistema finanziario per finalità di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo.
- Misure di prevenzione patrimoniali sulla Criminalità Organizzata e Testo Unico Antimafia (L.159/11).
- Identificazione Preventiva Giudiziaria e Segnalamento Fotodattiloscopico.
- Lotta alla contraffazione.

Presso l’istituto di formazione Elsa di Palermo, in sintonia con l’ Università degli studi di Palermo, ha conseguito la specializzazione in ‘Criminalità mafiosa e proventi illeciti’.

Specializzato in Criminologia: ‘Master in Criminologia Applicata e Psicologia Giuridica’ conseguito presso la Scuola di formazione in Criminologia Clinica e Psicologia Giuridica dell’Università La Sapienza di Roma, in sintonia con l’Istituto di ricerca psico-sociale L’Esperide di Reggio Calabria. Tale titolo è stato conseguito con il massimo dei voti attestati dalla Direzione Scientifica presieduta dalla cattedra del Prof. Carlo Serra.

Già membro attivo dell’International Crime Analisys Association, tramutatasi poi in ‘Centro studi per la legalità, Sicurezza e Giustizia’ in essere a Roma, ha proseguito nel seguente percorso formativo:
- Cold Case in I e II livello Advanced.
- Tecniche di Analisi di delitti a pista fredda.
- Criminal Profiling.

È membro attivo del Comitato Scientifico No Lombroso, conducendo un’opera di abbattimento alle teorie eugenetiche, operando in ambito scientifico al fine di promuovere un disegno di legge per la messa al bando della memoria di uomini colpevoli direttamente e indirettamente di delitti connessi a crimini di guerra e razzismo. Si sta occupando attivamente di precise disamine investigative e criminologiche collegate all’antropologia criminale, riguardanti il caso del famoso ‘Cranio di Villella’ nonché per la restituzione dei resti umani già trafugati e detenuti presso il Museo Lombroso di Torino.

È autore del romanzo Le viscere della libertà (Arduino Sacco Editore) grazie al quale ha ricevuto il riconoscimento al XII Premio Letterario Internazionale Mondolibro con Menzione di Merito al Premio Speciale Della Giuria. Da poco è uscito il suo terzo libro: Il libro del centenario amaranto. 1914-2014. Reggina: storia di un secolo (Città del Sole Editore).

Attualmente cura la pagina di criminologia della testata giornalistica “Il Lametino” – in cui si occupa delle metodologie scientifiche concernenti i delitti irrisolti – e, per il giornale “Lameziainstrada”, una rubrica di critica giornalistica denominata ‘Spazio Domenico Romeo’.

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