Colpa del karma – “Colpa delle stelle” di Josh Boone

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Parlare di “Colpa delle stelle” non è facile per tanti motivi. Il primo è che è tratto da un libro amatissimo da molti. Il secondo è che fa davvero pena come film: sceneggiatura ridicola, attori cani, momenti surreali e via dicendo. Il terzo è che parla di ragazzini col cancro e non è politicamente corretto farci dell’umorismo sopra (ma ci si prova lo stesso).

Titolo originale: The Fault in Our Starscolpa-delle-stelle
Regia: Josh Boone
Soggetto: John Green (romanzo)
Sceneggiatura: Scott Neustadter, Michael H. Weber
Paese: Stati Uniti
Genere: drammatico, romantico (poi dipende dal karma)

Interpreti:
Shailene Woodley: Hazel Grace Lancaster
Ansel Elgort: Augustus “Gus” Waters
Nat Wolff: Isaac
Laura Dern: Frannie Lancaster
Willem Dafoe: Peter Van Houten

Consigliato a: persone insensibili, persone dotate di black humor, Sylvester Stallone
Sconsigliato a: carcerati dalla lacrima facile, donne sull’orlo di una crisi di nervi ovvero col ciclo, aspiranti suicidi

Questo ensable di cose rende “Colpa delle stelle” un’opera assolutamente risibile. A metà del film viene voglia di non guardarlo più per i fattori sopra indicati. Ma una strana energia, quasi mistica, forza a continuare la visione e inonda il viso degli spettatori di lacrime, i quali si troveranno a domandarsi “Questo film è una merda ma io sto piangendo mentre lo guardo. Questo fa di me una merda o una donna col ciclo?”

La realtà è che qui si parla di una storia tristissima, triste fino all’inverosimile. La protagonista è una ragazzetta col cancro che si porta dietro un trolley con la bombola d’ossigeno. Sua madre (Laura Dern) non ha vinto un premio ad una festa paesana come miglior genitrice dell’anno e quindi colpevolizza la figlia di non avere una vita normale come i suoi coetanei. Poi la protagonista cerca di dirle “A Ma’, ho il cancro!”, e quella a rinfacciarle quanto sia un essere lamentoso.

laura dern colpa delle stelle

Laura Dern sembra l’unica ad aver capito che non c’è niente da ridere

Hazel, questo il nome della nostra “eroina”, incontra ad una riunione di persone con il cancro Bob, un uomo che ha un cancro ai testicoli e che per colpa delle cure ha le tette. No, magari. Questo era “Fight Club”. Incontra Augustus, il quale sarà l’amore della sua vita. Augustus non ha una gamba, amputata per colpa di un tumore, ma ha un migliore amico che sta per diventare cieco a causa… No. No. Non me lo dire, lasciami indovinare: cancro al nervo ottico? Si. Allegria! Augustus e Hazel si innamorano ma lei non vuole stare con uno che è guarito dal cancro perché lei sta morendo di cancro e non vuole farlo soffrire. I due, tra vari ricoveri ospedalieri, vanno in Olanda (Augustus ha avuto il cancro ma è ricco di famiglia) per far visita allo scrittore preferito di Hazel (che altri non è che Willem Dafoe), il quale li deluderà rivelandosi solo un ubriacone nichilista. Archiviata la parentesi letteraria la coppia visita la casa di Anna Frank ed è proprio qui che si scambiano il primo bacio. Un tripudio di ilarità. Ma dopo la vacanza Augustus rivela ad Hazel che il cancro è tornato. Quale altro arto si dovrà amputare Augustus? Il cancro chi ucciderà prima? Lui o la sua fidanzata? Che ruolo ha in tutto questo il tizio cieco? La madre di Hazel si lamenterà solo al funerale della figlia o anche ai funerali di tutti i suoi amici?

Un monco corre in aiuto a un cieco che guarda una moribonda tirare uova contro una macchina SPOILER: il cieco sbaglia mira

SPOILER: il cieco sbaglia mira

Ecco una top ten dei momenti fin troppo tristi e quindi falsi e quindi “ridiamoci un po’ su” di tutto il film:
10) Il cieco tira delle uova sulla macchina della sua ex ma sbaglia mira.
9) I genitori di Augustus, nonostante lui abbia una protesi alla gamba, lo lasciano guidare.
8) Il cieco viene lasciato perché è cieco.
7) I genitori di Hazel le fanno pesare il fatto che è una malata terminale.
6) Augustus e Hazel riescono ad essere felici nella casa di Anna Frank mentre vengono lette le pagine del suo diario. Ovviamente nel mentre organizzavano il loro prossimo viaggio: Auschwitz.
5) Lo scrittore idolo di Hazel è un infame.
4) I ragazzi si scrivono a vicenda degli elogi funebri e se li leggono.
3) Augustus che ha una protesi alla gamba riesce a salire le scale, Hazel che ha dei problemi polmonari no.
2) Il cieco viene lasciato perché è cieco, non è incredibile?
1) Non tutti muoiono alla fine. La vita è ingiusta.

Questo film non piace ma piace (è inutile dire che non piace perché tocca quelle corde dell’animo che non vengono mai toccate, forse per decenza, e di conseguenza è ovvio che piaccia). Le soluzioni sono due: se ci avete pianto tanto di cappello, forse è impossibile non farlo. Se ci avete riso tanto di cappello lo stesso. In questo caso siete degli adorabili bastardi con un animo colmo di black humor e il mondo vi adora. E comunque non è colpa delle stelle ma colpa del karma.

Non fiori, ma opere di bene

Non fiori, ma opere di bene

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