Viaggio di sola andata

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La vita è stata spesso assimilata a un viaggio, ma non si tratta di un percorso lineare. Tanti spostamenti segnano le nostre giornate, le stagioni dell’anno e la nostra crescita. Ma i viaggi non sono tutti uguali.I più frequenti sono i viaggi “simmetrici”, quelli che prevedono un’andata e un successivo ritorno al punto di partenza. A questo gruppo appartengono la spesa al supermercato, il pendolarismo casa-lavoro, la vacanza annuale. A seconda della frequenza e della durata, questi richiedono maggiore o minore preparazione e possono generare specifiche ansie o aspettative. Una cosa però è certa: alla fine si torna a casa, magari arricchiti di esperienze che però raramente portano mutamenti radicali nelle nostre abitudini.

viaggio_andata3-1I viaggi che cambiano la vita sono invece i viaggi di sola andata: quelli in cui scommetti il tuo futuro sapendo che potresti vincere o anche perdere tutto. Sai che il rischio è alto, il successo non è automatico e non dipende solo da te. Ma hai da parte un po’ di risparmi, hai affrontato tante situazioni, hai sviluppato tante capacità, hai capito che il primo passo verso i tuoi obiettivi non lo farà nessuno al tuo posto. E che non provarci sarebbe il tuo peggior rimpianto. Così, alla faccia dell’economia italiana, del buonsenso, delle incertezze e della paura, sollevi la testa, fissi gli occhi sull’orizzonte e scegli di salpare verso la tua terra promessa, sia essa il lavoro, l’amore, gli ideali o una combinazione di questi. Ti senti forte, ancor più se qualcuno condivide, concretamente o anche solo idealmente, il viaggio con te. Hai la bussola dentro di te e il timone in mano. Con questi, affronterai le condizioni del mare, che non puoi conoscere o prevedere fino in fondo.

La mia vita viaggia con me.

La mia vita viaggia con me.

Ti prepari. Davanti a una montagna di scatole, nell’appartamento ormai vuoto, ti rendi conto che stai davvero per intraprendere un viaggio di sola andata. Non puoi lasciare nulla indietro pensando di recuperarlo domani. Però domani ci sarà un’altra casa. Ci saranno altri incontri, altre persone, altri impegni, altre solitudini e, certamente, altre frustrazioni e altre soddisfazioni.
Chiudi la porta. Levi l’ancora. Sei in mare aperto, con l’auto carica all’impossibile.

Se il viaggio verso la propria terra promessa si limitasse a qualche centinaio (o migliaio, o decina) di chilometri in auto, partire sarebbe davvero facile. Invece è solo l’inizio. Nei porti europei, i migranti diretti in America salutavano le famiglie con un misto di malinconia e di speranza. Lungo il viaggio stavano stipati in terza classe. Se erano riusciti a non prendersi qualche accidente, passavano i controlli per l’immigrazione a Ellis Island. Di là c’era New York e la necessità di inventarsi qualcosa per tirare avanti. Poi uno scopriva che i grembiuli si vendevano alla grande, lavorava giorno e notte per realizzarne, metteva su un laboratorio, poi una fabbrica e così arrivava a far fortuna. Anche senza bisogno di attraversare l’Atlantico, un viaggio di sola andata verso un futuro in buona parte ignoto non è mai una passeggiata.

Passato il trasloco, sistemati gli scatoloni, fatti due conti, comincia infatti il lavoro vero per raggiungere la meta e con esso l’altalena tra l’entusiasmo, la paura di fallire e il dubbio di aver sbagliato il percorso. Le tempeste sono tutte nella tua testa, mentre navighi tra l’incertezza e le correzioni al ribasso degli indici occupazionali, cercando di mantenere la rotta ma di essere abbastanza flessibile per non trascurare nessuna opportunità. Tutti i radar di bordo sono attivi. Se ti lasci cullare dalle onde per un momento, subito senti l’urgenza di agire. A volte ti muovi nella nebbia, non vedi l’orizzonte, ti senti scoraggiato e solo. Ma sapevi che sarebbe successo e lo avevi messo in conto.

Ellis Island

Ellis Island

Intanto cerchi di capire la tua nuova città. Fai nuove amicizie. Scopri nuove prospettive in una chiacchiera da bar. Ti godi i momenti di sole. Approfitti di piccoli piaceri low cost. Studi per approfondire ciò che ti interessa. Leggi per superare i tuoi limiti. Accogli ogni fallimento come un’esperienza. Vivi ogni successo come un punto di partenza.

Sei fiducioso, perché il mare non è infinito. E proprio oggi potrebbe essere il giorno in cui, alzando gli occhi, potresti scorgere all’orizzonte la tua America, con la stessa emozione dei migranti che arrivavano a New York.

Succedeva sempre che a un certo punto uno […] alzava la testa un attimo, buttava un occhio verso il mare… e la vedeva.

Allora si inchiodava, lì dov’era, gli partiva il cuore a mille, e, sempre, tutte le maledette volte, giuro, sempre, si girava verso di noi, verso la nave, verso tutti, e gridava (piano e lentamente): l’America. Poi rimaneva lì, immobile come se avesse dovuto entrare in una fotografia, con la faccia di uno che l’aveva fatta lui l’America. [Alessandro Baricco, Novecento]

Ed è proprio vero. Questa volta l’America in buona parte l’hai fatta tu.

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Chi lo ha scritto

Marta Malone

Sono una vagabonda del cuore. Dopo una vita universitaria fra Bologna, Bruxelless e Chapel Hill (North Carolina, USA), ho messo la valigia in cantina per promuovere i vini dell’Emilia Romagna. Nel 2011 mi son lanciata nell’avventura di una seconda laurea in Marketing. Il che limita assai il tempo che posso dedicare alle altre cose che amo: leggere, scrivere, imparare la quarta lingua straniera, viaggiare, scorazzare per i monti, fare fotografia, cucinare, darmi al bricolage. E ogni tanto prendermi il lusso di non far niente.

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