Undici film dal Festival del film Locarno

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La sterminata offerta (277  film, cortometraggi e documenari) del Festival del Film Locarno Film ci ha mostrato grande cinema, cinema sperimentale, commedie, drammi, film per il grande pubblico, film per cinefili ortodossi. Ecco per voi una selezione di 11 film che vi consigliamo di vedere.

CONCORSO INTERNAZIONALE

Listen up Philip è un ottimo esempio di cinema indipendente americano

Listen up Philip è un ottimo esempio di cinema indipendente americano

 “Listen up Philip” di Alex Ross Perry, USA, commedia Con Jason Schwartzman, Krysten Ritter, Elizabeth Moss, Jonathan Pryce

Una bella commedia indipendente del trentenne regista e attore Alex Ross Perry con Jason Schwartzman (attore caro a Wes Anderson, presente in Rushmore, Il treno per Darjeeling, Fantastic Mr Fox, Moonrise Kingdom, Grand Budapest Hotel), Krysten Ritter (Breking Bad, I love shopping), Elizabeth Moss (“Mad Men”, “Ragazze interrotte”) e soprattutto il grande Jonathan Pryce (da Brazil a Il trono di spade, ad altre cento grandi prove). Uno scrittore apatico e disilluso trova ospitalità nella tranquilla residenza estiva del suo idolo, il vecchio e affermato romanziere interpretato da Jonathan Pryce. Un film amaro, ma non privo di ironia e speranza. Già accolto con successo al Sundance è piaciuto moltissimo al pubblico e anche alle giurie locarnesi tanto da vincere il Premio speciale della giuria. LO VEDREMO IN ITALIA?  Un film degno del miglior cinema indipendente americano che sicuramente vedremo anche nei nostri cinema. Negli Stati Uniti uscirà il 17 ottobre, a ruota dovrebbe uscire anche da noi.

“Perfidia” di Bonifacio Angius, Italia, drammatico
Chi è stato in Sardegna ha visto dei posti più belli

Chi è stato in Sardegna ha visto dei posti più belli

Con Stefano Deffenu, Mario Olivieri, Noemi Medas, Alessandro Gazale.

L’unico film italiano in concorso è  il secondo lungometraggio del giovane regista sardo Bonifacio Angius;  “Perfidia” è  una storia ambientata e girata in Sardegna su un padre e un figlio ai tempi della crisi. Un film amaro e toccante su una provincia sarda (Sassari) che è la provincia italiana ai tempi della crisi, con un protagonista che “non studia, non lavora, non guarda la TV, non va al cinema e non fa sport”, ma guarda passare la sua esistenza dalle sedie di un bar di periferia, finché il padre che non si è mai occupato di lui, non prova a scuoterlo da questa apatia. Ma è possibile fare succedere qualcosa di positivo in questi tempi? Un film duro, amaro e per nulla consolatorio. Davvero un bel film, lontano dalla sociologia spiccia e dalla superficialità di tanto cinema italiano. Ignorato dalle giurie, meritava forse maggior considerazione. LO VEDREMO IN ITALIA? Il film applauditissimo dal pubblico (i film in concorso vengono proiettatati in una sala da oltre 3.000 posti ed hanno almeno due repliche) ed apprezzato dai critici presenti, se avrà una distribuzione in sala, sarà per pochi intimi anche per la solita poca lungimiranza dei nostri distributori che non hanno sfruttato il traino della partecipazione a Locarno. Per ora si è visto su MyMovielive.

“Nuits blanche sur la jetée” di Paul Vecchiali (Francia), drammatico Con Astrid Adverbe, Pascal Cervo, Geneviève Montaigu, Paul Vecchiali

Liberamente ispirato a “Le notti bianche” di Fëdor Dostoevskij, trasferisce le notti insonni di un innamorato sul molo di un porto francese. Un film di dialoghi tra i due bravi attori, un film sperimentale, interamente girato con un iPad che contamina Dostoevskiij con le tecnologie contemporanee: un ruolo importante è giocato dalle tecnologie che invadono il campo in cui si incontrano e provano ad avvicinarsi i due potenziali amanti. Un film anche piacevole, ma di non facile fruizione. Abbastanza freddino il numeroso pubblico in sala. LO VEDREMO IN ITALIA? Sicuramente non al cinema. I feticisti di Dostoevskij o del cinema sperimentale (e logorroico)  francese dovranno recuperarselo in altri modi.

La Diaz e i suoi attori festeggiano il pardo d'oro. I festeggiamenti dureranno meno del film

Lav Diaz e i suoi attori festeggiano il pardo d’oro. I festeggiamenti dureranno meno del film

…AND THE PARDO GOES TO…
“Mula sa kung ano ang noon” (From What Is Before – A priori) di Lav Diaz (Filippine), drammatico (338 minuti)

Il film premiato con il pardo d’oro come miglior film del concorso internazionale è un film filippino in bianco e nero, di 5 ore e 38 minuti. Ambientato in una sperduta campagna filippina, racconta in maniera parzialmente autobiografica gli eventi immediatamente precedenti all’introduzione della legge marziale da parte del regime  di Ferdinand Marcos, nel 1972. Un film tragico filmato in bianco e nero e narrato con uno stile altamente cinematografico con campi lunghi e lenti movimenti di macchina. Impossibile per me vederlo al Festival, ma pubblico e critica hanno unanimemente apprezzato questo film che ci ricorda quanto possa essere grande il cinema e piccoli gli uomini che fanno la storia. LO VEDREMO IN ITALIA? Il film avrà piccole distribuzioni in Germania e negli Stati Uniti. In Italia potremo vederlo a Fuori Orario, speriamo in comode rate. Si tratta di un film da non perdere (io lo recupererò). Comunque con il premio di 90.000 franchi svizzeri (circa 75.000 euro) vinti a Locarno il film ha già abbondantemente coperto i 35.000 dollari del costo di produzione.

PIAZZA GRANDE

Per quel che mi riguarda i poteri di Scarlett sono già infiniti

“Lucy” di Luc Besson, USA, fantascienza Con Scarlett Johansson e Morgan Freeman

L’ultimo film del regista francesce Luc Besson ha aperto il Festival sulla Piazza Grande davanti ad oltre 8.000 spettatori. Besson torna ad Hollywook, torna alla fantascienza e torna a sbancare i botteghini di mezzo mondo anche grazie alla presenza della super star Scarlett Johansson, qui anche brava. Lucy (Scarlett Johansson) costretta a fare il corriere per una banda di spacciatori assume una sostanza che ne potenzia a dismisura le capacità fisiche e mentali. Più azione che fantascienza in un film divertente con una trama articolata e più profonda di quanto possa apparire. Il pubblico ha apprezzato. LO VEDREMO IN ITALIA? Sicuramente. Essendo diventato un blockbuster, si è pensato di lasciare passare il periodo estivo. Sarà in sala dal 25 settembre.

Meravigliosa Juliette Binoche, ma le nuove generazioni (Kirstin Stewart e Chloe Moretz) sapranno tornare in primo piano

“Clouds of Sils Maria” di Oliver Assayas, Francia/Germania/Svizzera, drammatico Con Juliette Binoche, Chloe Grace Moets, Kirstin Stewart

Premiata con un Pardo alla carriera nobilita questo bellissimo film di Olivier Assayas ambientato per lo più sulle meravigliose Alpi svizzere. Sils Maria è una località in Engadina (Svizzera)  vicino al Passo Maloja un luogo meraviglioso in cui sotto determinate condizioni metereologiche è possibile ammirare il Maloja Snake, un vero serpente di nuvole che entrano nella vallata e la percorrono sinuosamente, come un magico serpente bianco che le avvolge. Queste sono le nuvole del titolo di questo film che parla di recitazione, di confronti tra generazioni, di tempo che passa, di donne. E sono proprio le donne le protagoniste con una prova di attrici davvero superlativa, dalla magistrale Juliette Binoche alla bravissima Kirstin Stewart a quella forza della natura che è Chloe Moetz. Con una trama scorrevole e dialoghi perfetti il film è probabilmente una delle vette più alte di Oliver Assayas. LO VEDREMO IN ITALIA? In sala dal 20 agosto in Francia, l’uscita americana è prevista per il 1 dicembre. Attori e regista sono abbastanza conosciuti per prospettare un’uscita anche nelle sale italiane.

“Land Ho” di Aaron Katz e Martha Stephens (Stati Uniti), commedia
in ogni caso Land Ho fa venire una gran voglia di andare in Islanda

in ogni caso Land Ho fa venire una gran voglia di andare in Islanda

Con  Paul Eenhoorn, Earl Lynn Nelson, Alice Olivia Clarke, Karrie Crouse.

Già presentato al Sundance e al Tribeca Film Festival, “Land Ho” dei due giovani registi americani Aaron Katz e Martha Stephens è il tipico film indipendente americano low cost: divertente, concentrato su soggetti “originali”, ma in fin dei conti prevedibile e innocuo. Due anziani disillusi e soli decidono di concedersi una vacanza in Islanda. Ne escono un viaggio e un film on the road sui generis, con incontri, battute, riflessioni. In un paesaggio spettacolare i due vecchietti si muovono a loro agio e ci coinvolgono. La Piazza Grande applaude, il film scorre veloce e piacevole, anche se alla fine non resta poi molto. LO VEDREMO IN ITALIA? Un pubblico l’avrebbe, ma già ha faticato ad essere distribuito negli Stati Uniti. Per ora non ci sono notizie precise.

“Pause”  di Mathieu Urfer (Svizzera), commedia. Con Baptiste Gilliéron, Julia Faure, André Wilms, Nils Althaus, Nicole Letuppe

Uno sgangherato duo country rock e una storia d’amore. Un trentenne musicista spiantato e senza ambizioni cade dalle nuvole quando la sua ragazza, una brillante giurista gli chiede una pausa. Una commedia svizzera? Sembra strano, ma, sì. E davvero divertente, per niente banale. Una commedia sentimentale in cui la musica ha un ruolo importante. La storia non è poi così originale, ma lo svolgimento leggero rendono davvero piacevole la visione di questo film. Bravi i giovani protagonisti. E anche i “vecchi”. In Piazza Grande giocava in casa ed ha vinto alla grande. LO VEDREMO IN ITALIA? Dicono di sì, ma non è si sa nulla. Vi terremo aggiornati.

Guglielmo Tell (primo a sinistra) e gli altri eroi svizzeri

…AND LE PRIX DU PUBLIC GOES TO…

“Schweizer Helden” (Eroi Svizzeri) di Peter Luisi, Svizzera, drammatico
Con Esther Gemsch, Karim Rahoma, Komi Mizrajim Togbonou

Chi è l’eroe svizzero per eccellenza (forse l’unico che conosciamo)? Guglielmo Tell. Il fatto è che qui Guglielmo Tell è un nero, rasta, chiedente asilo in Svizzera.  Sabine, casalinga disperata, decide di mettere in scena il Guglielmo Tell di Schillercon un cast di rifugiati. Un film di solitudini, differenze, difficili integrazioni e identità di un paese che cambia. Critica fredda, ma entusiasmo del pubblico di Piazza Grande che coi sui voti gli ha assegnato il Prix du Public, il premio assegnato a chi prende più voti dalle cartoline consegnati all’ingresso di Piazza Grande. LO VEDREMO IN ITALIA? Difficile, la storia è universale e il film divertente, ma ci vorrebbe un distributore coraggioso. Esiste?

ALTRE SEZIONI

Ad esempio le nuvole: quale è il loro significato?

Ad esempio le nuvole: quale è il loro significato?

“La creazione del significato” di Simone Rapisarda Casanova, Italia, documentario, drammatico

Un po’ di Italia c’è nel palmarés di Locarno: Simone Rapisarda Casanova ha vinto il premio per il miglior regista emergente nel Concorso Cineasti del presente. E il suo film merita perché racconta di un pezzo di storia dell’Italia che diventa geografia. E sono una storia e una geografia che sempre più tendiamo a dimenticare. Stiamo parlando della strage nazi-fascista di Sant’Anna di Strazzena e delle splendide Alpi Apuane in cui avvennero quei tragici eventi nel 1944. Il film è un documentario che inizia con dei bambini che raccontano episodi delle rappresaglie naziste e prosegue seguendo la vita di Pacifico un uomo nato poco dopo il termine della guerra che conduce la sua esistenza in montagna seguendo i ritmi della natura. Un film che si muove tra finzione e analisi antropologica (davvero esemplari i dialoghi con il ragazzo tedesco che vuole comprare la casa di Pacifico) che risulta istruttivo e a tratti toccante. Un premio meritato. LO VEDREMO IN ITALIA? Impossibile una distribuzione al cinema, meriterebbe un passaggio in televisione su qualche canale tematico come Rai Storia, ma prima bisognerebbe sforbiciarlo un po’, perché un’inquadratura di 5 minuti su un asino che bruca l’erba non è esattamente quello che le persone guardano in TV

Le riflessioni sul cinema contemporaneo le fanno egregiamente  i vecchi maestri

Le riflessioni sul cinema contemporaneo le fanno egregiamente i vecchi maestri

“Adieu au langage” di Jean-Luc Godard, Francia, 3D, drammatico Con Kamel Abdeli, Dimitri Basil, Zoé Bruneau, Richard Chevallier, Jessica Erickson

“L’idea è semplice. Una donna sposata e un uomo senza legami si incontrano. Fanno l’amore, discutono, si azzuffano. Un cane vaga tra la città e la campagna. Le stagioni passano. L’uomo e la donna si incontrano di nuovo. Il cane è tra di loro. L’una è nell’altro e l’uno è nell’altra. E questi sono i tre personaggi. L’ex marito rompe tutto. Un secondo film inizia. Allo stesso modo del primo. Eppure è differente. Dal razza umana ci spostiamo verso la metafora. Termina con l’abbaiare di cani. E il pianto di neonati. “(Jean-Luc Godard) Così Godard, il grande maestro della Nouvelle Vague, presenta e racconta il suo film. Un esperimento in 3D difficile da raccontare. Ma chi l’ha visto ne è rimasto folgorato. Presentato nelle uniche sale che permettevano la proiezione in 3D, sale di dimensioni più ridotte rispetto a quelle dei film in concorso, il film ha registrato lunghe file, tanto che non sono bastate quattro proiezioni per accogliere tutto il pubblico. Anche chi scrive è rimasto fuori. Peccato. LO VEDREMO IN ITALIA? Impossibile pensare che un multiplex dedichi una sua sala attrezzata per il 3D a questo film. Probabilmente sarà possibile vederlo in qualche evento speciale, o in una delle poche cineteche attrezzate. Io personalmente confido nella sempre emerita Cineteca di Bologna.

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