Un pardo-mostro, ma al Festival del Film Locarno è festa per tutti

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Si è concluso col Pardo d’Oro a un film filippino in bianco e nero di quasi sei ore l’edizione numero 67 del Festival del Film Locarno. Tanti film, tanti film di qualità, lezioni di cinema, grande partecipazione di pubblico…ecco com’è stato il Festival visto da dentro.

Il pardo d'oro è un grande film con un pesante fardello

Il pardo d’oro è un grande film con un pesante fardello

Iniziamo dalla fine, dal vincitore. “Mula Sa Kun Ano Ang Noon” (From What Is Before – A priori) del regista filippino Lav Diaz era stato apprezzatissimo dai critici e dal pubblico (inaspettatamente numeroso) anche se aveva un grosso problema: la durata. Ma i suoi 338 minuti (cinque ore e trentotto minuti) in bianco e nero non hanno spaventato i cinefili presenti a Locarno ed hanno conquistato la giuria presieduta da Gianfranco Rosi (e con la meravigliosa Connie Nielsen). Quando la giuria ha annunciato il pardo il sala stampa i giornalisti presenti hanno accolto il premio con un convintissimo applauso.

La giuria annuncia i premi…subito la critica è concorde

Poi il dibattito: è giusto premiare un film che sarà impossibile distribuire in sala? Ha senso legare il Festival a un film che non può avere altro pubblico se non quello integralista cinefilo del festival stesso? Lav Diaz è già stato premiato per ben due volte a Venezia (anche con un film di 9 ore) ma i suoi film non li ha visti ugualmente nessuno. Qui si potrebbe aprire un dibattito infinito, ma anche questo interesserebbe solo i (eventuali) lettori integralisti cinefili. Resta il fatto che il film è stato unanimemente apprezzato da chi l’ha visto ed è diventato subito il favorito numero uno. Per cui se era il migliore perché non premiarlo. In fondo anche gli altri pretendenti al Concorso Inernazionale non promettono certo di essere campioni di incassi. I vincitori degli ultimi anni non sono stati distribuiti in Italia, nemmeno il bellissimo “She, a chinese” (vincitore nel 2009) che non era certo un film complicato ed un pubblico l’avrebbe avuto.

L’unico film italiano in concorso è stato  il secondo lungometraggio del giovane regista sardo Bonifacio Angius;  “Perfidia” è  una storia ambientata e girata in Sardegna su un padre e un figlio ai tempi della crisi. E’ un ottimo film, ma non si è pensato di sfruttare il traino della presenza a Locarno per distribuirlo in questo agosto povero di cinema di qualità.

Dei film in concorso il più appetibile per un pubblico più vasto è stato, naturalmente, il

Rutger Hauer, presidente della giura della sezione Pardi di domani

Rutger Hauer, presidente della giura della sezione Pardi di domani

film americano “Listen up Philip”, una bella commedia indipendente del regista e attore Alex Ross Perry. Un film degno del miglior cinema indipendente americano che sicuramente vedremo anche nei nostri cinema.

Ma quindi Locarno è un festival solo per cinefili duri e puri? No, è vero piuttosto il contrario: Locarno è un Festival aperto, democratico, con motivi di interesse per tutti quanti amano il cinema anche solo come piacevole passatempo.

Dario Argento che sorride, a Locarno si può

Dario Argento che sorride, a Locarno si può

I numeri parlano chiaro: in questa edizione sono stati proiettati 277 film (compresi cortometraggi e documentari) per un pubblico di oltre 166.000 (censosessantaseimila) spettatori. Sì perché Locarno non è solo il Concorso Internazionale. Incontri, lezioni, tavole rotonde, workshop trasformano Locarno in una “Summer Academy” dove il pubblico può assistere a preziose lezioni di cinema di Alexander Sokurov, Agnes Varda o Dario Argento, incontrare Rudger Hauer, ascoltare i racconti e le riflessioni di Giancarlo Giannini o della meravigliosa Juliette Binoche, di Melanie Griffith (molto più semplice di quanto appaia sui giornali) o Mia Farrow, anche lei davvero aperta col pubblico. L’atmosfera accogliente del Festival in cui migliaia di cinefili si muovono a proprio agio tra sale cinematografiche, dibattiti e birrerie fa sì che gli ospiti siano sempre disponibili e prodigi di racconti che sono la storia del cinema e i progetti per il loro futuro.

Melanie Griffith immortala l'emozione di Piazza Grande

Melanie Griffith immortala l’emozione di Piazza Grande

Poi soprattutto Locarno è conosciuto per la Piazza Grande, il più grande cinema all’aperto del mondo con i suoi 8.500 posti seduti. È questo lo spazio per il grande pubblico, uno spazio che con le luci e le immagini diventa magico ogni sera, tanto da incantare ogni star che si presenta sul palco. Così quest’anno nel pre-festival si sono potuti vedere sullo schermo di 364 mertri quadri “I predatori dell’arca perduta” in omaggio a Garrett Brown l’inventore della Steadycam, premiato con un Pardo alla carriera e “I 400 colpi” (premiato Jean-Pier Léaud), “Il Gattopardo” (per la retrospettiva Titanus) e poi la prima europea del nuovo film di Luc Besson “Lucy” con Scarlett Johansson o altro cinema indipendente ma con un appeal per il grande pubblico: “A la vie” con Julie Depardieu , “The Hundred-Foot” di Lasse Hallström, la divertente commedia indipendente americana “Land Ho” di Martha Stephens e Aaron Katz con le vecchie glorie Paul Eenhoorn e Earl Lynn Nelson o il vincitore del premio del pubblico, lo svizzero“Schweizer Helden” di Peter Luisi (una commedia con un Guglielmo Tell rasta), per finire con l’ultimo lavoro di Olivier Assayas “Sils Maria” (con Juliette Binoche, Kristen Stewart e Chloë Grace Moretz).

Garrett Brown: questo signore ha inventato la steadycam. A Locarno abbiamo potuto vedre in grandi sale alcuni dei suoi film più importanti: Rocky, Shining, I predatori dell'arca perduta

Garrett Brown: questo signore ha inventato la steadycam. A Locarno abbiamo potuto vedre in grandi sale alcuni dei suoi film più importanti: Rocky, Shining, I predatori dell’arca perduta

Hanno attirato il grande pubblico anche le sezioni parallele come la retrospettiva dedicata alla Titanus con le proiezioni di film che hanno fatto la storia del cinema film di Fellini, De Sica, Antonioni, Luigi Comencini, Mario Monicelli, Dino Risi, Visconti, Dario Argento, Mario Bava. Incredibile successo per la proiezione speciale dell’ultimo film di Jean Luc Godard “Adieu au langage”. Il film in 3D del maestro francese ha registrato lunghe file agli ingressi tanto che le 4 repliche non sono state sufficienti ad accogliere tutto il pubblico.

E’ mancato solo l’attesissimo incontro con Roman Polanski che avrebbe dovuto tenere una lezione di cinema, ma le polemiche sull’opportunità della sua presenza lo hanno spinto a dare forfait, peccato davvero.

Come si vede ce n’è davvero per tutti i gusti, per apprezzare il Festival del Film Locarno non c’è bisogno di essere cinefili duri e puri. Segnatevi queste date: 5-15 agosto 2015, perché per chi ama il cinema (ma anche le montagne, i laghi, le passeggiate, le biciclette e la birra) Locarno è il posto migliore in cui passare il prossimo ferragosto.

Le luci in Piazza Grande uno spettacolo prima del Grande Cinema

Le luci in Piazza Grande uno spettacolo prima del Grande Cinema

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