Tanti viaggi. Tutti diversi

Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

Siamo fatti della stessa sostanza della solitudine. Soli e sole vaghiamo per il mondo freneticamente, cerchiamo, studiamo, annusiamo, assaggiamo disperatamente del buon cibo, la gente, la musica, il vino.

Quando viaggiamo lo facciamo lasciando il nostro cuore ben riposto in un cassetto, i nostri affetti ben sigillati in una scatola così da non provare la forte nostalgia che ci impedisce di salire le scalette dell’aereo. I viaggi più belli sono quelli non voluti, non programmati che ci dà noia fare la valigia, quelli fatti quando si è deboli, magari dopo una rottura con lui o lei, dopo aver lasciato il lavoro, dopo esserti semplicemente persa nella monotonia.

Ti ritrovi con la valigia in mano in una città che non è la tua, che ti guarda con diffidenza, che ti lascia in piedi alla stazione dei pullman sfiancata dal viaggio e con la pioggia che batte arrabbiata. Con il viso bagnato, i capelli fradici guardi nel tabellone l’orario del tuo bus e dentro il petto il cuore che si fa sempre più piccolo e daresti non so cosa per fare quella cosa che facevi a quell’ora, sempre la stessa , che trovavi così monotona. Ti senti veramente stanca dal viaggio, ti suonano le orecchie dall’areo, hai fame.  Allora pensi a quando sarà il rientro, desideri quel giorno come fosse acqua fresca.

Demonstrator Scania etc.(night, bus station March 1983 (BRT)Ma una volta che trovi il pullman giusto, che smette di piovere, che qualcuno ti dà un indicazione o ti aiuta a portare sulla vettura la valigia, inizi ad aver voglia di scoprire cosa c’è più avanti, com’è quella strada di notte, chissà quant’è buono il piatto tipico, visitare quel negozio, farti una foto li e qui…

Forse non voglio più tornare perché mi sto riscoprendo. La forza del viaggio sta nel mostrarci come siamo prive di difese, senza la nostra area vitale (familiare) , ci sradichiamo dal suolo con molta fatica, come se fossimo degli alberi, come se al posto dei piedi avessimo delle radici; all’inizio ovviamente muoversi è impossibile, facciamo un caos, c’è terra ovunque, qualche radice si è rotta nella foga di staccarsi (ecco quel dolore lancinante). Però poi capiamo che muoversi non é poi così difficile anzi é molto piacevole, quando torniamo a casa scopriamo con nostra sorpresa che le radici si sono indurite e sono più forti . Si torna cambiate. Nuove. Rinvigorite. Rigenerate. Ritrovate.

I viaggi più belli li ho fatti in compagnia di Oriana Fallacci; mi ha portata in Vietnam e mi ha prestato il suo elmetto per proteggermi dalle bombe. O durante un viaggio in Grecia mi ha raccontato del suo uomo. Anche con Isabelle Allende non è stato male quel viaggio in Cile, ricordo ancora l’odore della terra e il caldo afoso. Peccato per quell’influenza che mi sono presa in Inghilterra, Jane mi raccomandava di stare nella biblioteca di casa sua davanti al caminetto, ma io testarda volevo correre per i campi Inglesi…

mina-musicaCon George non mi sono trovata benissimo, mi sentivo perennemente osservata. Andar a Milano con Renzo è stato divertentissimo, ci siamo abbuffati di pane e parlato un po’ di noi seduti in piazza Duomo. Anche Mina è stata una valida compagna di viaggio, mi ha cantato dei suoi amori in un locale di Busto Arsizio, c’eravamo io e lei mentre i camerieri abbassavano le luci e mettevano gli sgabelli sui tavoli. Luigi mi ha fatta innamorare ad Alessandria.

Aretha mi ha insegnato a suonare il piano a Memphis, ma non c’è molto da fare sono negata. Ho attraversato molte strade a Torino con i Subsonica, mi fanno ancora male le gambe. Per viaggiar secondo me non ci vuole molto, chiudi gli occhi e ti addormenti, ogni sogno è un viaggio. Vaghi per mondi totalmente inesistenti, parli con persone che non esistono, visiti posti mai visti da nessuno. Uno dei lati positivi è che non spendi niente di albergo!

Come ogni viaggio che si rispetti giunti al suo termine ti manca, così come i sogni, come i libri, come la musica…Il mondo è così vasto, merita di esser scoperto tutto. Anche noi siamo molto vasti, meritiamo di esser scoperti. I viaggi sono uno dei bisogni primari degli uomini e delle donne, sono la fonte vitale del cervello, della creatività, della memoria, delle emozioni. Scrivere dei viaggi non é semplice, li devi vivere. Basta, ho deciso, parto.

Metti "Mi piace" alla nostra pagina Facebook e ricevi tutti gli aggiornamenti de L'Undici: clicca qui!
Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

Perché non lasci qualcosa di scritto?

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *